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Geopolitica
Guatemala, vince il medico di destra Giammattei. "Cambierò l'intesa con Trump"
Alejandro Giammattei

Guatemala: Giammattei presidente: "Cambiare l'intesa sui migranti con gli Usa"

Ricostruire il Paese lottando alla poverta', alla violenza e alla corruzione con un "muro di prosperita'" ma anche far modificare lo svantaggioso accordo con gli Usa sull'immigrazione: questi gli impegni presi dal neo presidente eletto in Guatemala, il conservatore Alejandro Giammattei. In base ai risultati preliminari diffusi dal Supremo tribunale elettorale e' stato scelto dal 59% dei guatemaltechi, lasciando dietro, al 41%, la social-democratica Sandra Torres, che aveva invece dominato al primo turno. A sceglierlo sono stati piu' di 1,8 milione di aventi diritto con un'affluenza alle urne bassa, del 42% circa, come conseguenza della sfiducia dei cittadini nei vertici dello Stato e dell'insicurezza diffusa, anche se la giornata elettorale si e' svolta senza particolari incidenti. "Come umile servitore, vi dico che sara' un immenso onore essere il presidente di questo Paese che amo cosi' tanto. Ricostruiremo il Guatemala. Non ho parole per dire quanto sono grato", ha dichiarato Giammattei commentando la sua vittoria, conquistata dopo una lunga carriera politica di 40 anni e quattro precedenti tentativi elettorali. Tra le sue prime dichiarazioni da presidente eletto per il partito di centro destra 'Vamos', un'aperta messa in discussione del controverso accordo sui flussi migratori firmato con gli Usa dal capo dello stato in carica, Jimmy Morales, anche come conseguenza di pressioni economiche esercitate da Washington. "Non e' un accordo giusto per il nostro Paese. Se non abbiamo la capacita' di occuparci della nostra gente, immaginatevi cosa possiamo fare per gli stranieri. Durante questo periodo di transizione spero di ottenere informazioni per capire come far ritirare da questo accordo alcune cose ingiuste", ha assicurato Giammattei in riferimento all'intesa siglata con Donald Trump che prevede di usare il poverissimo Guatemala come 'parcheggio' dei richiedenti asilo diretti negli Stati Uniti in attesa dell'esame della loro richiesta. 

Il Guatemala fa ancora fatica a riprendersi da una guerra civile durata 36 anni e conclusa nel 1996. Il 59,3% della sua popolazione e' povera, di cui decine di migliaia di cittadini, soprattutto tra gli indigeni, tentano di migrare negli Stati Uniti. Disoccupazione, alto costo della vita, attivita' economica a rilento, servizi essenziali carenti, gravi diseguaglianze sociali, malnutrizione cronica per il 50% dei bambini di meno di 5 anni, emarginazione degli indigeni sono alcune delle piaghe che affliggono il paese del Centro America, aggravate dalla violenza diffusa esercitata da bande criminali - le 'maras' o 'pandillas' - ai danni dei cittadini, vittime anche di estorsioni. A complimentarsi con lui per la sua vittoria il presidente uscente Morales, esortandolo a "lavorare per l'unita' del Guatemala". Per i vertici dell'Organizzazione degli Stati Americani quello di Giammattei e' stato un "trionfo eclatante". Piu' cauta la posizione della rappresentanza dell'Unione europea inGuatemala che ha deplorato un'affluenza "troppo bassa" e un programma di politica estera "non molto dettagliato". Il 63enne Giammattei entrera' in carica il 14 gennaio 2020: medico di formazione, direttore del sistema carcerario nazionale dal 2006, padre di tre figli, affetto da sclerosi da piu' di 40, cammina appoggiandosi a due bastoni. In passato e' finito al centro di un caso giudiziario per una rivolta in prigione ma e' stato poi assolto per mancanza di prove. 

Guatemala: Giammattei, medico "ossessionato dal potere". Ecco chi è

Alejandro Giammattei, medico, funzionario e politico di lungo corso, e' il nuovo presidente eletto del Guatemala con il partito di centro destra 'Vamos'. La stampa commenta la sua vittoria - al quarto tentativo alle presidenziali dal 2007, ogni volta con un partito diverso, al sesto ad altri incarichi elettivi - come la prova del detto "Chi la dura la vince". Il 63enne, che ha avuto la meglio sulla rivale social-democratica Sandra Torres, si e' laureato in medicina e chirurgia all'Universita' san Carlo del Guatemala, professione che non ha mai esercitato. La storia di questo padre di tre figli, spostato con Rosana Ca'ceres futura first lady, e' fatta di battaglie, a cominciare con quella contro la sclerosi di cui e' affetto da 40 anni ma che ha tenuto a bada, anche se cammina con due stampelle. Per molti osservatori e' stata proprio "l'ossessione per il potere" a dare a Giammattei la forza di combattere per raggiungere il traguardo, anche se lui si presenta come "l'umile servitore del Paese che amo tanto". E' funzionario pubblico da piu' di 20 anni, a partire dal 1985 come coordinatore generale elettorale del Supremo Tribunale, poi come formatore del corpo dei vigili del fuoco, responsabile dei trasporti nella capitale fino a diventare direttore del Sistema penitenziario del Guatemala nel 2006. Pagina piu' buia della sua storia pubblica e' stato il duro tentativo di rimettere ordine nel carcere di Pavo'n con un'operazione di 3 mila poliziotti che fini' in un bagno di sangue e lo vide processato. Giammattei, che respinse le accuse, si rifugio' nell'ambasciata honduregna e si fece 10 mesi in carcere prima di venire assolto per mancanza di prove. Da candidato alla presidenza si e' impegnato a costruire un "muro di prosperita'", di sviluppo economico, per tirar fuori dalla poverta' il 60% della popolazione, dalla malnutrizione il 50% dei bambini di meno di 5 anni, garantendo loro cibo, sanita' e scuola per non dover essere costretti a scappare nei confinanti Stati Uniti. Ha anche promesso lotta alla corruzione, di combattere i narcotrafficanti e i criminali delle 'maras' col pugno duro, ristabilendo la pena di morte e trattandoli come se fossero "terroristi". Da buon conservatore Giammattei e' contrario al matrimonio gay e alla legalizzazione dell'aborto. Appena eletto il neo presidente, in carica da gennaio 2020, ha alzato la voce contro l'accordo "ingiusto" di contrasto all'immigrazione firmato dal capo di stato in carica Jimmy Morales con Donald Trump, che prevede di usare il poverissimo Guatemala come 'parcheggio' dei richiedenti asilo diretti negli Stati Uniti in attesa dell'esame della loro richiesta. 

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