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Geopolitica
Iran, Macron e Merkel si scoprono indipendenti da Trump. Motivo?Il portafoglio
Foto: LaPresse

FRANCIA-GERMANIA-REGNO UNITO SCOPRONO DI ESSERE AUTONOMI DAGLI USA

Toglieteci tutto, ma non i nostri portafogli. L'Europa, su iniziativa di Francia, Germania e Regno Unito, ha trovato un modo per aggirare le sanzioni degli Stati Uniti e continuare a fare affari con l'Iran. In uno scacchiere geopolitico nel quale il cuore occidentale del Vecchio Continente fa solitamente a gara per compiacere il grande alleato d'oltreoceano, arriva finalmente un segno di autonomia: su Teheran l'Europa non si allinea placidamente alle direttive di Donald Trump ma fa legittimamente di testa sua. Tutto benissimo, anche se qualche maligno fa notare che questo improvviso e impellente desiderio di autonomia si manifesti solo allorquando i due principali attori dell'Unione europea, vale a dire Parigi e Berlino, si vedano minacciare i propri affari con un mercato importante e dalle così grande potenzialità come quello iraniano. Da una parte si biasima Huawei (con la figlia del fondatore arrestata in Canada) su indicazione di Washington, perché fa affari con l'Iran ignorando le sanzioni (anche se ora la Germania sta studiando un modo per reinserire il colosso cinese nella lista dei fornitori). Dall'altra si trova il modo per aggirare quelle stesse sanzioni.

IL VEICOLO FINANZIARIO INSTEX PER AGGIRARE LE SANZIONI

Germania, Francia e Regno Unito hanno infatti annunciato l'istituzione di Instex, un veicolo finanziario speciale europeo per le transazioni commerciali con l'Iran. Una mossa tesa a salvaguardare le numerose imprese europee che fanno affari con Teheran e che vedevano minacciate le loro operazioni dalle sanzioni degli Usa, che con l'amministrazione Trump sono tornati ad avere un atteggiamento aggressivo con la Repubblica Islamica, accantonando l'approccio di dialogo della precedente presidenza di Barack Obama, che aveva portato alla ratifica dell'accordo sul nucleare.  La sede di Instex è stata stabilita a Strasburgo, proprio al confine tra Francia e Germania. Il nuovo veicolo finanziario consentirà la sopravvivenza delle transazioni commerciali tra Europa e Iran, grazie a un'entità corrispondente che dovrà essere creata da Teheran. Il meccanismo funzionerà come una sorta di camera di compensazione intermedia per la riscossione dei crediti e il pagamento dei debiti tra imprese europee e la Repubblica Islamica, evitando così il rapporto commerciale diretto reso fuorilegge dalle sanzioni americane.

UN AIUTO A PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Secondo quanto dichiarato da Francia, Germania e Regno Unito, Instex si concentrerà, almeno nella fase iniziale, sui settori più essenziali per i cittadini iraniani, quali i prodotti farmaceutici, le attrezzature mediche e i prodotti agroalimentari. Vale a dire tutti quei settori esclusi dalle sanzioni ma in grave difficoltà nel portare a termine operazioni commerciali senza infrangere i divieti finanziari. L'aggiramento delle sanzioni non dovrebbe dunque riguardare le grandi aziende, che dopo la fatwa della Casa Bianca hanno dovuto lasciare il territorio iraniano dopo decenni di fruttuosi affari. 

GLI AFFARI DI FRANCIA E GERMANIA IN IRAN

Un duro colpo per tante realtà importanti. In primis il mercato automobilistico francese. Peugeot e Renault hanno fatto a lungo il bello e il cattivo tempo in Iran. A chi capita di viaggiare nella Repubblica Islamica salta subito all'occhio la percentuale altissima di automobili francesi presenti in qualsiasi strada delle città iraniane. La francese PSA (Citroen and Peugeot) è arrivata a detenere circa un terzo del mercato in Iran mentre solo nel 2017 Renault ha venduto 162.079 unità nel paese, con un balzo in su del 49% rispetto all'anno passato. Francia e Germania sono stati a lungo tra i principali partner commerciali dell'Iran e sicuramente in prima linea nell'area Ue, dopo l'ovvia e crescente presenza di Cina, India, Corea del Sud, Giappone ed Emirati Arabi Uniti.

GLI INTERESSI DELL'ITALIA

Ma anche l'Italia ha molti interessi in ballo in Iran. Tra il 2015 ed il 2016, nel momento di massima distensione dei rapporti tra Usa (e dunque Occidente in genere) e Iran il volume degli scambi tra Teheran e Roma o aumentato del 200%, mentre nel 2017 l'Italia era tornata a essere dopo qualche anno il primo partner commerciale Ue per la Repubblica Islamica. Il nostro Paese ha contributo a livello tecnico alla creazione di Instex ma, almeno per il momento, non ne fa parte. L'Italia è tra gli otto paesi esentati dalle sanzioni Usa, ma a maggio è prevista la fine di questo regime "privilegiato" e allora molti nostri affari potrebbero essere a rischio. Nel frattempo, Merkel e Macron si sono portati avanti. 

twitter11@LorenzoLamperti

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