A- A+
Geopolitica
Italia crocevia della sfida tra superpotenze tra 007 Usa, 5G cinese e rubli

C'era un tempo in cui Vienna era definita da tutti come la "capitale delle spie". Un tempo cominciato con il principe di Metternich e proseguito durante l'epoca della guerra fredda, soprattutto nella sua prima parte. La posizione della capitale austriaca si trovava geograficamente proprio nel punto di intersezione tra mondo occidentale e mondo orientale, tra sfera di influenza degli Stati Uniti e sfera di influenza dell'Unione Sovietica, tra capitalismo e socialismo. Da allora la mappa geopolitica globale è cambiata. I punti cardinali sono diventati nel tempo più sfuggenti e i confini meno netti. Ma questo può cambiare. Anzi, sta già cambiando. La vecchia cortina di ferro sembra poter essere sostituita da una cortina di ferro tecnologica e immaginare un mondo diviso secondo vecchi schemi da sfere di influenza non sembra più un'eresia. Così come la globalizzazione si sta per trasformare in slowbalizzazione (secondo un recente neologismo coniato dall'Economist), con tante economie regionali dipendenti da diversi punti cardinali, anche e soprattutto lo scenario diplomatico sta cambiando, ridisegnandosi sulla base della grande sfida globale tra Stati Uniti e Cina all'interno della quale trovano spazio alcune potenze regionali come possono essere la Russia o l'India, un po' meno l'Europa ancora troppo divisa per assurgere a entità autonoma.

Ecco che allora l'Europa torna come un tempo il campo di battaglia della nuova sfida globale tra Washington e Pechino. E un ruolo particolare in questa contesa spetta proprio all'Italia. Un po' per la sua posizione geografica, un po' (o soprattutto) per la sua postura politica ed economica. Oggi i porti e gli snodi marittimi hanno un ruolo sempre più importanti. Mentre un tempo gli Stati Uniti, per ora dominatori incontrastati dei mari dovevano fronteggiare un avversario prettamente terrestre come l'Unione Sovietica, priva di sbocchi sui mari "caldi", oggi la Cina porta una nuova sfida a Washington. Da tempo Pechino ha compreso che per essere forte all'esterno, e soprattutto stabile (economicamente, dunque politicamente) al suo interno, deve essere forte sul mare.

La Belt and Road Initiative (Nuova Via della Seta) di Pechino si fonda non solo su rotte terrestri ma anche marittime. Gli investimenti sulla flotta militare sono stati e saranno sontuosi. Presto verrà completata la seconda portaerei, sono già a disposizioni sottomarini nucleari di intelligenza artificiale e la flotta può contare non solo su navi dell'Esercito Popolare di Liberazione ma anche su altri tipi di imbarcazioni. La Cina è sempre più assertiva nel Mar Cinese Meridionale e nel Pacifico orientale, così come ha disseminato la sua presenza lungo i porti dell'oceano Indiano, creando tra l'altro qualche imbarazzo a Nuova Dehli. Si è insinuata sul Golfo, area nella quale conclude sempre più affari con le monarchie saudite tradizionalmente vicine a Washington, e in Africa. Ha la sua prima base militare permanente all'estero nel piccolo stato di Gibuti, il cui porto di Doraleh che presiede lo stretto di Bab al-Mandab sta diventando sempre più cruciale.

Attraverso il canale di Suez, la cui importanza non accenna a diminuire, la Nuova Via della Seta arriva fino al Mediterraneo. Con Pechino che oltre al Pireo in Grecia ora è presente anche in Italia a Taranto e Vado Ligure, con vista su Trieste, Genova e magari Palermo. In uno scenario simile è chiaro che la rilevanza geopolitica dell'Italia è molto alta, soprattutto per la sua collocazione centrale nell'ambito dei traffici tra Europa, Medio ed Estremo Oriente. Non solo. L'Italia è naturalmente anche la porta sul Nord Africa, area sempre più cruciale per gli interessi non solo di Pechino ma anche di Mosca e della stessa Washington.

Seppur il vantaggio geografico non sia sempre sfruttato dall'Italia, il nostro paese ha assunto nuova rilevanza anche dal punto di vista squisitamente geopolitico. L'appartenenza all'asse atlantico e alla Nato non è in discussione, nonostante gli smottamenti degli anni precedenti e alle ormai dimenticate posizioni del Movimento Cinque Stelle pre Di Maio, ma l'avvicinamento alla Cina è stato sostanziale. La firma del memorandum of understanding sulla Via della Seta, seppur con intenzioni prettamente commerciali, ha una portata e una valenza anche politica. Quantomeno per Pechino (che infatti lo scorso marzo durante la visita del presidente Xi Jinping a Roma ha insistito soprattutto su questo aspetto) e per Washington, che ritiene la Belt and Road un progetto di sovvertimento dell'ordine costituito, vale a dire un ordine globale a stelle e strisce.

Volente o nolente, dunque, l'Italia si è collocata in mezzo alla grande contesa tra le due maggiori superpotenze globali. Da una parte gli Stati Uniti di Trump, arrabbiati per la nostra adesione al progetto di Xi ma soprattutto per i nostri affari già avviati con i colossi della telecomunicazione cinese sul 5G. Dall'altra parte una Cina che, dopo aver raggiunto il risultato della prima adesione alla Belt and Road di un paese del G7, prova attraverso il suo accresciuto soft power e soprattutto attraverso l'offerta di opportunità commerciali a scongiurare passi indietro. Il tutto con anche la Russia sullo sfondo, attraverso il caso Metropol che, al di là di quanto effettivamente accaduto, mostra come anche Mosca sia molto attenta a quanto accade a queste latitudini.

La visita di Xi Jinping, quella di Vladimir Putin. Infine la missione del segretario di Stato Usa Mike Pompeo, che ha anticipato i dazi su una grande varietà di prodotti europei, compresi quelli italiani. Ma anche i viaggi negli Stati Uniti di Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini prima e di Giuseppe Conte e Luigi Di Maio poi. E, come emerso negli ultimi giorni, gli incontri a Roma tra il ministro della Giustizia di Trump William Barr e alcuni funzionari dei servizi segreti italiani (caso sul quale il premier potrebbe essere presto interpellato dal Copasir). Forse, una prossima visita dello stesso presidente americano. Tutti eventi inseriti in un gioco più grande, tra messaggi espliciti come quelli di Pompeo ("L'Italia è uno stato sovrano ma la Cina è una minaccia") o dell'ambasciatore cinese Li Junhua ("Il segretario di Stato Usa ha volutamente diffamato la Cina. Il 5G è una ricerca di tutti i paesi uniti e le aziende dell'ICT cinesi cooperano con i partner italiani nel rispetto delle leggi italiane") o messaggi implici (ma neanche troppo) come i dazi americani o il golden power introdotto dal governo Conte bis durante il suo primo consiglio dei ministri.

Magari Roma non potrà essere definita nuova capitale delle spie al posto di Vienna, ma di certo l'Italia è diventata terreno di scontro tra le potenze globali. Auspicabilmente potrà diventarne influente mediatore ma rischia anche di dover fare scelte dolose che potrebbero aprire la strada a misure ritorsive, come qualcuno ha già letto quanto accaduto sui dazi e in precedenza sulla Libia.

twitter11@LorenzoLamperti

Commenti
    Tags:
    italiagoverno contegeopoliticarussiausatrumpcinaxi jinpingbarrservizi segretivia della setapolitica estera
    in evidenza
    Agostino Penna vince Tale e Quale Pronostico di Affari azzeccato

    MediaTech

    Agostino Penna vince Tale e Quale
    Pronostico di Affari azzeccato

    i più visti
    in vetrina
    BELEN IN LINGERIE, CECILIA RODRIGUEZ 'FUORI DI SENO'. E POI... Foto delle Vip

    BELEN IN LINGERIE, CECILIA RODRIGUEZ 'FUORI DI SENO'. E POI... Foto delle Vip


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Volkswagen T-Roc R: il crossover da… pista!

    Volkswagen T-Roc R: il crossover da… pista!


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.