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Geopolitica
Libia, Conte riporta l'Italia in gioco. Incontra Serraj, presto vede Haftar

Libia, Conte: "Situazione di stallo ma resta critica"

"Non ci sono grossi movimenti sul territorio libico. La situazione l'abbiamo inquadrata subito dal punto di vista politico e militare". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che stamane ha incontrato il presidente libico Al Serraj. Conte ha ribadito che "l'opzione militare non puo' essere una soluzione" e non porta alla "stabilizzazione". C'e' una situazione "di stallo" ma che puo' evolvere in modo anche piu' critico. 

Libia, Serraj a Conte: "Più sforzi sui paesi esitanti"

Il premier libico Fayez al-Serraj, nel suo incontro a Roma con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, "si e' appellato agli amici italiani affinche' compiano maggiori sforzi, visto il peso internazionale e il posizionamento dell'Italia, per produrre un cambiamento positivo negli atteggiamenti esitanti di alcuni Stati europei e della regione in modo da far cessare immediatamente questa aggressione" portata dalle forze del generale Khalifa Haftar a Tripoli: lo riferisce la pagina Facebook dell'Ufficio stampa di Serraj.

Libia, Conte: "Incontrerò presto Haftar"

"Oggi ho parlato con il presidente Serraj. E confido di incontrare direttamente il generale Haftar molto presto. In tutti i miei colloqui sto continuando a dire che la soluzione non può passare per via militare", ha detto ancora Conte, che prova a riportare l'Italia in partita dopo che Roma era rimasta piuttosto isolata per la mancanza di contatti con entrambe le fazioni negli anni passati. "Attenzione! Non dovete allearvi con il diavolo. L'Italia sta dalla parte sbagliata". E' quanto afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Abdulhadi Ibrahim Iahweej, che 40 giorni fa è stato nominato responsabile degli Affari Esteri dalla coalizione di forze che sta con Khalifa Haftar. "Le milizie sono le stesse che proteggono e facilitano la tratta dei migranti verso le vostre coste. Tra loro si annidano estremisti islamici pronti a colpirvi. E Sarraj non ha alcuna autorità per controllarle", dice alla vigilia dell'incontro odierno a Roma tra il premier di Tripoli e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Solo il nostro esercito è in grado di pattugliare davvero i confini e battere i trafficanti", insiste Iahweej. Il ministro di Haftar spiega che il suo "governo sarebbe ben felice di accogliere un ospedale militare italiano per curare i feriti" dell'esercito del generale della Cirenaica. "Speriamo anche che si rimetta al più presto in funzione il vostro consolato di Bengasi. Sarebbe un fatto molto importante", commenta.

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