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Geopolitica
Libia, nuove accuse alla Francia: "Sostiene Haftar". Accordi congelati
Foto: LaPresse

Libia: "sostiene Haftar", Tripoli congela accordi con Parigi

Il governo di Tripoli congela i rapporti con la Francia, accusata di sostenere il generale Khalifa Haftar. In particolare il ministro dell'Interno Fathi Ali Bashagha ha chiesto al capo della commissione relazioni internazionali e cooperazione di mettere fine a tutte le attivita' bilaterali ed accordi con la Francia (anche nella cooperazione in materia di sicurezza) a causa dell'"insistente sostegno ad Haftar", l'uomo forte della Cirenaica che ad inizio aprile ha sferrato un'offensiva per sottrarre Tripoli al controllo del governo riconosciuto dall'Onu. 

Libia: stallo militare e diplomatico, 25.000 sfollati

La comunita' internazionale resta divisa sulla ricerca di una soluzione per la crisi libica, lasciando cosi' il passo solo alle armi e al rischio di una escalation che imprigiona migliaia di persone tra la guerra a terra e una fuga, senza possibilita' di soccorso, in mare. Lo stallo diplomatico e' fotografato dallo scontro al Consiglio di sicurezza dell'Onu: la Russia ha fatto sapere che appoggera' solo una risoluzione "equilibrata" che non attribuisca responsabilita' dell'attuale situazione a una delle parti. E' la posizione che Mosca portera' questa sera alla riunione in programma alle 21 ora italiana. No quindi alla proposta britannica, in cui si attribuisce la responsabilita' primaria dei combattimenti al maresciallo Khalifa Haftar e alla sua offensiva su Tripoli contro il Governo di accordo nazionale, guidato da Fayez al Serraj.

L'impasse riguarda anche la situazione militare. Le "divisioni nella comunita' internazionale" hanno "incoraggiato" il maresciallo dell Cirenaica a tentare la sua conquista di Tripoli, ha spiegato l'inviato dell'Onu nel Paese nordafricano, Ghassan Salame', indicando che "dopo i primi successi militari vediamo che le operazioni dell'Esercito nazionale libico sono in una fase di stallo". Si e' pero' in una situazione di "conflagrazione crescente", ha avvertito. Le Forze di protezione del Sud, parte delle milizie di Tripoli fedeli al Governo di accordo nazionale, hanno annunciato di avere il controllo sulla base aerea di Tamanhint a Sabha e di aver compiuto nella mattina raid sulla base di Giofra, distretto a sudest della capitale, occupato in parte dalle milizie di Haftar. Quest'ultimo, nella notte, aveva fatto bombardare la zona di Wadi Rabie, a est della capitale. A fare le spese della guerra sono, come sempre, i piu' vulnerabili. Il bilancio delle vittime complessivo e' di 205 morti e 913 feriti, gli sfollati sono almeno 25.000. Inoltre, circa 3.000 tra migranti e rifugiati restano ancora bloccati nei centri di detenzione vicini alle aree della battaglia. Le strutture mediche - ha riferito Medici senza frontiere (Msf) - hanno scorte di medicinali per appena due settimane e molte persone restano senza acqua ed elettricita' per giorni. Non sono piu' possibili, inoltre, i trasferimenti medici verso gli ospedali di Tripoli da altri centri fuori citta', con impatti preoccupanti per decine di pazienti. Una delle poche disperate opzioni, per libici e non, e' di fuggire dai combattimenti attraversando il Mediterraneo. Msf ha spiegato di non essere in grado di verificare se le partenze in mare siano aumentate ma ha avvertito che "in assenza di qualsiasi meccanismo di ricerca e soccorso dedicato nel Mediterraneo centrale, la vita delle persone e' a rischio tanto in mare quanto a Tripoli". 

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