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Geopolitica
Libia, verso nuova ondata di migranti. Garavaglia: "Menomale c'è porti chiusi"
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Il caos in Libia rischia di portare a una nuova ondata di migranti in Italia. E anche la guardia costiera di Tripoli ammette che non può più controllare le coste. 

LIBIA, GARAVAGLIA: "PER FORTUNA MESSO IN CAMPO ‘PORTI CHIUSI’

Della situazione in Libia "siamo ovviamente preoccupati e la cosa viene monitorata con la massima attenzione, però per fortuna abbiamo messo in campo questa operazione 'Porti chiusi' e per fortuna oggi il segnale è chiaro: dell’ultima nave Alan Kurdi le 64 persone sono distribuite in tutta Europa e nessuno viene in Italia, l’Ong è tedesca e giustamente la Germania  se ne fa carico maggiormente”. Lo ha detto il Vice Ministro all'Economia, Massimo Garavaglia a “L’Intervista” di Maria Latella su Sky TG24. “Ecco – ha proseguito - questo fatto fa sì che oggi tutti gli Stati europei sono molto più attenti. Prima quando venivano tutti tranquillamente in Italia non era un problema degli altri Stati europei era solo un problema dell’Italia, oggi che la musica è cambiata anche questa emergenza la potremmo gestire sicuramente con preoccupazione ma un po’ più serenamente".

LIBIA, GARAVAGLIA: "OPERAZIONE ‘PORTI CHIUSI’ RIMANE A MAGGIOR RAGIONE"

L'operazione ‘porti chiusi’ rimane anche con l'emergenza Libia in corso? “E' evidente, a maggior ragione”, ha detto ancora il Vice Ministro all'Economia, Massimo Garavaglia a “L’Intervista” di Maria Latella su Sky TG24. “Poi – ha proseguito – quando ci sono delle emergenze umanitarie sono emergenze umanitarie però il segnale chiaro è che oggi viene gestito tutto a livello globale, da tutta Europa e possibilmente anche con un intervento dell’ONU dovesse esserci un serio serio problema. L’alternativa, quello che è stato fatto dai Governi precedenti è: ‘no problem, venite tutti in Italia”.

Libia: Conte, c'e' rischio di crisi umanitaria e ondata migratoria

Per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il conflitto in Libia potrebbe causare una nuova ondata migratoria verso l'Italia non piu' dall'Africa subsahariana ma dallo stesso Paese nordafricano. "C'e' il serio rischio che si sviluppi una crisi umanitaria che finirebbe per sfinire una popolazione gia' provata da otto anni di instabilita'", ha spiegato il premier in un'intervista al Fatto Quotidiano, "in caso di conflitto armato, potrebbero interrompersi le rotte libiche interne di migranti provenienti da altri Paesi, in particolare dell'Africa subsahariana". "Ma da Paese per lo piu' di transito, la Libia diventerebbe un Paese di partenza delle migrazioni", ha avvertito Conte, "questo metterebbe a dura prova un sistema di accoglienza che non funziona ancora a livello europeo e che stiamo cercando di modificare a Bruxelles. Inoltre, salterebbero tutte le iniziative bilaterali e multilaterali che abbiamo sin qui promosso in una logica di cooperazione con i Paesi di partenza e di transito", ha aggiunto.

Libia: Conte, c'e' rischio di crisi umanitaria e ondata migratoria

Per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il conflitto in Libia potrebbe causare una nuova ondata migratoria verso l'Italia non piu' dall'Africa subsahariana ma dallo stesso Paese nordafricano. "C'e' il serio rischio che si sviluppi una crisi umanitaria che finirebbe per sfinire una popolazione gia' provata da otto anni di instabilita'", ha spiegato il premier in un'intervista al Fatto Quotidiano, "in caso di conflitto armato, potrebbero interrompersi le rotte libiche interne di migranti provenienti da altri Paesi, in particolare dell'Africa subsahariana". "Ma da Paese per lo piu' di transito, la Libia diventerebbe un Paese di partenza delle migrazioni", ha avvertito Conte, "questo metterebbe a dura prova un sistema di accoglienza che non funziona ancora a livello europeo e che stiamo cercando di modificare a Bruxelles. Inoltre, salterebbero tutte le iniziative bilaterali e multilaterali che abbiamo sin qui promosso in una logica di cooperazione con i Paesi di partenza e di transito", ha aggiunto.

Libia: Guardia costiera Tripoli, difficile garantire interventi. E salta l'operazione "porti chiusi"

Allo stato attuale "nessuno puo' garantire la piena operativita' dei soccorsi in mare dalla Libia". Lo dichiara all'Agi il portavoce della Guardia costiera libica, Ayoub Qassem. "Noi continueremo a lavorare per soccorrere le persone, in base alle condizioni in cui ci troviamo e in base alle nostre possibilita' per assicurare la sovranita' del Paese sul mare", assicura. "E' ovvio che in questa situazione sono diversi gli ostacoli al nostro lavoro", aggiunge Qassem. Non solo. In caso di guerra civile l'operazione "porti chiusi" del governo e in particolare del ministro Salvini salterebbe per motivi umanitari, con l'Italia che per forza di cose sarebbe costretta ad accogliere i migranti in arrivo dalla Libia.

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