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Geopolitica
Marò, Italia: 'Per l'India già colpevoli'. Dehli: 'Infranta sovranità indiana'

CASO MARO': DEL SETTE, 'ATTENDONO ESITO CON ANSIA, SANNO ITALIA NON LI ABBANDONERA''

''Aspettiamo questa decisione, che ci sarà nell'arco massimo di pochi mesi, con estremo interesse. Siamo soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto a suo tempo con il ritorno in Italia dei due marò''. Così all'Adnkronos l'ex comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette a proposito dell'udienza finale della Corte arbitrale dell'Aja sul caso della 'Enrica Lexie' riguardante Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Oltre all'impegno profuso in difesa dei diritti dei due militari italiani in virtù dei suoi incarichi istituzionali, Del Sette, il 15 giugno scorso ha partecipato in veste di testimone al matrimonio tra Massimiliano Latorre e Paola Moschetti. Dunque, i due fucilieri di Marina, prosegue Del Sette, ''sono in attesa con una certa ansia di sapere l'esisto definito della cosa, essendo consapevoli del fatto che l'Italia sta facendo il massimo del possibile, con uno staff di Difesa estremamente qualificato e che non li abbandonerà mai''.

 Marò, Italia: "L'India li ritiene gia' colpevoli"

"Agli occhi dell'India non c'e' presunzione di innocenza: i Maro' erano colpevoli di omicidio ancora prima che le accuse fossero formulate". Lo ha detto l'ambasciatore Francesco Azzarello, davanti al Tribunale arbitrale internazionale all'Aja, rivendicando per l'Italia la giurisdizione del caso, ricordando inoltre che in India "ci sono stati ingiustificabili rinvii del processo. Sono state inventate speciali procedure, in violazione con la stessa Costituzione indiana".

Marò, Italia a Corte, considerare fattori umanitari "I fucilieri privati della liberta' per 8 anni"

Nel caso dei due maro' anche "le considerazioni umanitarie sono rilevanti: alla fine di questo arbitrato, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone saranno stati privati, a vari livelli, della loro liberta' senza alcuna imputazione per otto anni". Lo ha detto l'ambasciatore Francesco Azzarello davanti al Tribunale arbitrale internazionale all'Aja che dovra' decidere se sia l'Italia o l'India a dover indagare ed eventualmente processare i due militari coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel febbraio del 2012. Considerazioni umanitarie definite "rilevanti" anche nei confronti delle famiglie dei due pescatori, Ajeesh Pink e Valentine Jelastine: per questo, ha aggiunto Azzarello, l'Italia si impegna a "facilitare la loro partecipazione e rappresentanza" in qualunque procedimento successivo, nel caso venga riconosciuta la giurisdizione italiana.

Italia, con arbitrato rapporti con India tornati normali 

"La cooperazione che il Tribunale arbitrale ha richiesto a Italia e India per il rientro in patria di Salvatore Girone si e' estesa anche ad altre aree" e, grazie alla sentenza in merito del 2016, il Tribunale ha fatto si' che i due Paesi "tornassero su un percorso di normalizzazione delle loro relazioni , dopo anni di tensioni". Lo ha sottolineato l'ambasciatore Francesco Azzarello, davanti al Tribunale arbitrale internazionale all'Aja, sul caso dei due maro'. L'Italia auspica ora che lo stesso Tribunale emetta una sentenza che "risolva pienamente e in modo definitivo la disputa" sulla giurisdizione del caso.

Marò: Delhi, India e due pescatori le uniche vittime

"L'Italia sostiene di avere l'esclusiva giurisdizione" sulla vicende dei maro', "ma bisogna tenere a mente che l'India e due suoi pescatori sono le vittime di questo caso": "due esseri umani a bordo di una barca indiana sono stati uccisi da individui che erano su una nave commerciale". Lo ha detto il rappresentante di Delhi, G. Balasubramanian, nell'udienza all'Aja del Tribunale arbitrale internazionale chiamato a decidere proprio sulla giurisdizione del caso.
 "L'Italia ha infranto la sovranita' indiana nella sua zona economica esclusiva" con i due maro' che hanno "sparato con armi automatiche contro un peschereccio indiano, il St. Antony, che aveva pieno diritto a operare in quell'area senza" il timore di "essere fermato, essere oggetto di spari e avere due dei suoi membri di equipaggio uccisi", ha aggiunto il rappresentante indiano in aula. Il caso "e' materia di tribunali nazionali e non dell'arbitrato internazionale" il cui mandato "si limita all'interpretazione e all'applicazione dell'Unclos (la Convenzione dell'Onu sul diritto del mare, ndr)", ha concluso G. Balasubramanian. 

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