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Geopolitica
Papa Francesco negli Emirati Arabi. Dialogo con l'Islam che combatte in Yemen
Foto: LaPresse

LE ACCUSE AGLI EMIRATI ARABI PER LA GUERRA IN YEMEN

“Detenuti ed ex detenuti hanno riferito di scariche elettriche, pestaggi e violenze sessuali. Uno di loro ha visto un compagno di prigionia venir portato via in un sacco da cadavere dopo essere stato ripetutamente torturato”. Questo è un estratto di un report della scorsa estate di Amnesty International su quanto accade nello Yemen. Report nel quale si parla di possibili "crimini di guerra", durante una guerra civile che sta dilaniando da anni il paese del Golfo. Guerra civile nella quale, sempre secondo Amnesty International, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero creato, attorno alle normali strutture di sicurezza del presidente Hadi, istituzioni parallele per controllare il territorio, come la Cintura di sicurezza e la Forza di élite. L'alleanza tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita è presente da anni in Yemen, dove si combatte una guerra brutale contro i ribelli Houthi, vicini al grande nemico dei paesi del Golfo, vale a dire l'Iran. Una guerra meno raccontata rispetto a quella della Siria ma che secondo l'Onu rappresenta "la peggiore attuale crisi umanitaria provocata dall'uomo". Crisi nella quale anche Abu Dhabi avrebbe responsabilità.

PAPA FRANCESCO IN VISITA NEGLI EMIRATI ARABI

E' proprio ad Abu Dhabi che Papa Francesco è atterrato per un atteso viaggio apostolico. Si tratta della prima volta in cui un pontefice mette piede negli Emirati Arabi Uniti. Papa Francesco è stato ricevuto questa mattina al Palazzo presidenziale di Abu Dhabi dal primo ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai, Mohammed bin Rashid al Maktoum, e dall'erede al trono e vicecomandante supremo della forze armate Mohamed bin Zayed al Nahyan. Dopo l'incontro al Palazzo presidenziale, il papa incontra i membri del Consiglio islamico degli anziani nella Gran moschea dello sceicco Zayed insieme al Grande imam di al Azhar Ahmed al Tayyeb. In agenda anche l'incontro interreligioso organizzato dalla leadership emiratina dedicato alla "Fratellanza umana". Martedì Bergoglio farà invece una visita privata alla Cattedrale di San Giuseppe ad Abu Dhabi prima di celebrare la messa alla Zayed Sports City prevista intorno alle 10:30.

LIBERTA' RELIGIOSA IN CRESCITA AD ABU DHABI

Il 31 gennaio, in un video messaggio,  Bergoglio si è detto felice di poter "visitare gli Emirati", una terra che "cerca di essere un modello di convivenza, di fratellanza umana e di incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità". Effettivamente, negli Emirati la libertà religiosa è in crescita. Ad Abu Dhabi e Dubai sono presenti diverse parrocchie che servono la popolazione cattolica, calcolata in decine di migliaia, con scuole tenute da religiosi. Gli Emirati appartengono al Vicariato dell'Arabia meridionale, dove vivono circa un milione di fedeli. Ma sono praticamente tutti di nazionalità straniera. La comunità più importante è quella filippina, seguita dai cattolici indiani, libanesi, siriani, iracheni, egiziani, giordani. 

I NODI SU LIBERTA' RELIGIOSA E YEMEN

Restano però molte criticità. Gli emiratini rischiano infatti l'accusa di apostasia in caso di conversione al cristianesimo, e gli stranieri cattolici sono spesso trattati da cittadini di "serie B". La visita di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti può rappresentare davvero un fondamentale momento di svolta nei rapporti tra il Vaticano e l'Islam, ma resta da vedere in che modo Bergoglio riuscirà a portare in superficie queste tematiche. Già prima di partire Bergoglio ha rivolto un appello sullo Yemen. "La popolazione è stremata dal lungo conflitto e molti bambini soffrono la fame. Il loro grido e quello dei loro genitori sale al cospetto di Dio. Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per assicurare il cibo e lavorare per il bene della popolazione", ha detto Francesco nella preghiera dell'Angelus prima della partenza per il Medio Oriente.

I DUBBI SULLA VISITA DEL PAPA

Ma molti osservatori temono che la visita del Papa possa innanzitutto essere utilizzata dal governo degli Emirati per sbandierare una libertà religiosa e una tolleranza che spesso rimangono ancora solo sulla carta. Amnesty Internaional, per esempio, parla di "sistematica repressione di ogni forma di dissenso e di critica" e sottolinea il ruolo di Abu Dhabi nel conflitto in Yemen. La speranza è che la visita di Francesco, chiamato ad affrontare tematiche a dir poco spinose, possa aprire davvero una svolta nel dialogo interreligioso. Un dialogo che proseguirà a fine marzo, quando Bergoglio si recherà in Marocco.

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