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Geopolitica
Papua Nuova Guinea, il nuovo premier contro l'accordo Exxon Total

Papua-Nuova Guinea: nuovo premier contro maxi-accordo Exxon/Total

Alt alle aziende straniere se sfruttano le vaste risorse nazionali della Papua-Nuova Guinea: con un discorso dai toni nazionalistici, si e' insediato il nuovo premier di Papua-Nuova Guinea, James Marape, fino ad aprile ministro delle Finanze. Il Parlamento lo ha votato a larghissima maggioranza (101 voti a favore e 8 contrari), chiudendo cosi' una crisi di governo, iniziata due settimane fa e culminata con le dimissioni dell'ex premier Peter O'Neill.

Il nuovo capo del governo si era dimesso dalla guida del ministero Finanze dopo la firma di un contratto da 13 miliardi di dollari per lo sfruttamento dei giacimenti di gas, siglato da Papua-Nuova Guinea con i gruppi statunitense ExxonMobil e la francese Total: sosteneva che le risorse non erano equamente distruibuite e anche i capi tribali locali e le stesse autorita' regionali avevano detto che i benefici del contratto non erano sufficienti per i loro territori. Marape ha annunciato di voler fare di Papua-Nuova "la nazione cristiana nera piu' ricca della Terra" e di voler porre "l'interesse nazionale al di sopra degli interessi personali e delle imprese".

Con un chiaro riferimento al gigantesco progetto per l'estrazione di gas, il premier ha promesso di modificare la legge sullo sfruttamento delle risorse: ha sottolineato di "non voler cacciare gli investitori", ma insistito che la legge e' "obsoleta". "Chi ha sostenuto che un conglomerato straniero possa venire a dirmi se ho il diritto di cambiare le leggi del mio Paese? Ho il diritto assoluto di modificare la legislazione sulle risorse e dobbiamo cercare di massimizzare i benefici di cio' che Dio ha dato a questo Paese con tutte le sue risorse". Il progetto ExxonMobil e Total Papua LNG praticamente raddoppiera' le esportazioni di gas del Paese e gli asegnera' un ruolo di attore nel panorama globale.

Marape, che proviene dalla provincia di Hela, ricca di energia, ha anche aggiunto che Papua Nuova-Guinea "non ha bisogno" delle compagnie straniere che operano nel settore del legname, un altro lucroso settore. Si chiudono cosi' gli otto anni al governo del premier Peter O'Neill, un mandato segnato da corruzione endemica e sottosviluppo cronico, in un Paese abitato da 7 milioni di persone e che sta anche diventando teatro del braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina. Emblematico dei suoi anni al governo, l'acquisto l'anno scorso di 40 Maserati per trasportare i capi di Stato e di governo stranieri che erano arrivati a Port Moresby per il summit dell'Apec: berline fiammante ma che furono costrette circolare nelle poche strade completamente asfaltate della capitale. 

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