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Geopolitica
Contractors, minerali, nucleare e politica: in Africa arriva anche la Russia
Foto: LaPresse

Sei dei 36 candidati alle elezioni presidenziali dello scorso autunno in Madagascar hanno avuto legami con la Russia. La voce, che si è diffusa negli scorsi giorni dopo un'inchiesta della Bbc, è significativa e fornisce un'ulteriore prova di un fatto ormai acclarato. Non ci sono solo Francia e Cina: in Africa c'è, eccome, anche la Russia. Nel Continente africano si intrecciano molteplici interessi, che vanno dal petrolio al cobalto, dalla diplomazia alla geopolitica fino alla presenza militare. E sul fronte si sta muovendo con decisione anche Mosca, terzo attore di una partita che va ormai oltre la sfida tra la Françafrique dell'ex potenza coloniale occidentale e la Cinafrica del nuovo colosso asiatico.

IL LEGAME MILITARE TRA RUSSIA E AFRICA

Tradizionalmente, il legame tra Russia e Africa è stato più che altro di natura militare. Ancor prima della sua dissoluzione, l'Unione Sovietica ha partecipato all'addestramento di circa 250 mila soldati africani provenienti da diversi paesi, in particolare Zimbabwe, Guinea e Madagascar. A livello commerciale, invece, Mosca parte da una posizione di netto svantaggio rispetto agli altri attori presenti nel continente. Ma mentre l'interscambio commerciale di alcuni di questi sta diminuendo, quello russo è in deciso aumento. Basti vedere a quanto successo nel decennio 2006-2016, durante il quale secondo il report del Brookings Institution, l'export degli Stati Uniti è diminuito del 66%, così come quello del Brasile, mentre quello di Mosca è aumentato dl 168%, pur mantenendosi su livelli totali ancora molto minori.

IL RUOLO DEI CONTRACTORS RUSSI IN AFRICA

Ancora oggi, il lato militare della presenza russa in Africa è molto sviluppato. La vendita di armi russe in Africa è in netto aumento sin dal 2014 e nel continente continuano a essere attivi a diverse latitudini contractors e mercenari collegati a diverso livello con Mosca. Un esempio lampante è quello della compagnia Wagner, che secondo diverse fonti sta giocando un ruolo in Libia al fianco delle milizie del generale Haftar. La figura chiave, in particolare in relazione alla compagnia Wagner, è Ievgheni Prigozhin, ex imprenditore nel settore della ristorazione e ora considerato come il coordinatore di questi gruppi di contractors. Tanto che avrebbe partecipato personalmente all'incontro della scorsa settimana tra Haftar e i vertici militari russi a Mosca.

IL RAPPORTO CON HAFTAR IN LIBIA

Sempre Prigozhin è stato immortalato al tavolo dell’incontro tra il ministro della Difesa russo e Haftar, lo scorso novembre, in un video della Novaya Gazeta. E secondo i media britannici, i dati di volo hanno mostrato un jet privato legato a Prigozhin volare più volte da e verso lo spazio aereo libico, l’ultima volta lo scorso gennaio. I legami tra la Russia e il generale Haftar sarebbero profondi, anche se ufficialmente Mosca non appoggia l'attacco del generale a Tripoli e condanna il rischio di una nuova guerra civile in Libia. Il Cremlino, molto vicino all'Egitto di Al Sisi, potrebbe trarre diversi vantaggi da una Libia governata da Haftar. Si parla, per esempio, della promessa di un porto sul Mediterraneo, vecchio pallino di Putin.

ARMI, MINIERE E CONCORSI DI BELLEZZA IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA

Ma la presenza russa si spinge anche nel cuore dell'Africa. In particolare nella Repubblica Centrafricana, paese già dilaniato da una lunga serie di conflitti interni. E' qui che la presenza russa in Africa si fa più evidente. Dopo un incontro tra il presidente di Bangui, Touadéra e il potente ministro degli Esteri Sergej Lavrov, Mosca ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell'Onu una deroga sull'embargo delle armi per la Repubblica Centrafricana, in vigore dal 2013. Dopo la concessione della deroga, la Russia ha cominciato non solo a esportare armi nel paese ma anche a mandare nel paese proprie forze speciali, che hanno rafforzato la guardia presidenziale, e istruttori militari. In cambio, il governo di Bangui ha garantito l'accesso ad alcuni dei suoi giacimenti minerari a delle società russe, alcune ancora una volta riconducibili a Prigozhin. A proposito di risorse naturali, la Russia partecipa a progetti di estrazione anche in altri paesi africani come per esempio Sudafrica, Guinea e Zimbabwe. Ma nella Repubblica Centrafricana Mosca sta provando a esercitare anche il proprio soft power attraverso, tra le altre cose, l'apertura di un istituto di cultura e persino l'organizzazione di concorsi di bellezza.

CENTRALE NUCLEARE IN ZAMBIA, IL CASO MADAGASCAR

Non è tutto. Di recente è stato firmato un accordo per la costruzione di una centrale nucleare in Zambia. E non poteva mancare, come accade altrove con accuse tutte da verificare, l'ipotetica influenza politica. Ecco allora le presunte interferenze sulle elezioni in Madagascar, paese ricco di uranio, nichel e soprattutto di cobalto, elemento chimico fondamentale, tra le altre cose, per lo sviluppo delle automobili elettriche. L'Africa è sempre più il terreno di gioco di sfaccettati interessi economici e diplomatici globali.

twitter11@LorenzoLamperti

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