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Geopolitica
Europee/ Slovacchia, venti di cambiamento europeista nel cuore di Visegrad

Si avvicinano le elezioni europee di maggio. Un appuntamento cruciale per il futuro dell'Europa. Le forze politiche tradizionali di centrodestra e centrosinistra devono fronteggiare l'avanzata di sovranisti, populisti ed euroscettici. In attesa di conoscere la composizione del nuovo Europarlamento, Affaritaliani.it esplora la situazione geopolitica ed economica dei singoli paesi alla vigilia del voto.

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La voglia di cambiamento? Può anche essere a sfondo europeista. E' il messaggio che sembra arrivare dalla Slovacchia, uno dei paesi del cosiddetto blocco di Visegrad, che dopo l'elezioni a presidenza dell'avvocato ambientalista filo Ue Zuzana Caputova sembra arrivare all'appuntamento delle elezioni europee del 26 maggio in una prospettiva diversa rispetto a quella dei suoi vicini.

Elezioni europee: Slovacchia, i protagonisti del voto/ La neo presidente filo Ue Caputova mette in difficoltà il governo socialdemocratico e populista di Pellegrini (con dietro Fico). L'ex capo di Stato Kiska prova a catalizzare in un nuovo partito la voglia di cambiamento

Partiamo da un presupposto. I poteri del presidente della Repubblica, nonostante questo venga eletto con suffragio diretto contrariamente a quanto accade per esempio in Italia, sono prettamente simbolici, poco più che cerimoniali. Eppure la vittoria di Caputova, salutata con entusiasmo dagli europeisti di tutti gli Stati membri, può davvero rappresentare un momento cruciale nella vita politica della Slovacchia. L'affermazione di Caputova arriva infatti all'apice di una voglia di cambiamento presente da tempo a Bratislava e dintorni. Una voglia di cambiamento che ha già portato negli scorsi mesi alle dimissioni del primo ministro Robert Fico, che comunque continua a essere il vero leader dello Smer-Sd, il partito socialdemocratico alla guida del governo da tre mandati. Al suo posto è arrivato Robert Pellegrini, che ha provato a smorzare i toni conflittuali con Bruxelles aprendo sulla difficile strada delle riforme. Ma il partito di Fico, che guida il governo in una coalizione che vede la partecipazione anche del partito di estrema destra Sns di Jan Slota e del filo ungherese Most-Hid di Bela Bulgar, è in grave difficoltà. E' dalla seconda metà del 2017 che anche nelle elezioni regionali e amministrative il consenso per i partiti governativi è in calo in seguito ai numerosi scandali legati alla corruzione e all'omicidio del giornalista Jan Kuciak, che hanno portato a numerose proteste di piazza. 

Per il momento l'opposizione, guidata dai riformisti di Sas (Liberà e solidarietà), ha comunque faticato a organizzarsi in maniera coesa. Ora però le carte sul tavolo potrebbero essere scompaginate dall'annunciata discesa in campo di Andrej Kiska, il capo di Stato uscente che ha appena ceduto la sua poltrona alla Caputova. Kiska, che aveva sostanzialmente costretto Fico alle dimissioni chiedendo elezioni anticipate (poi non concesse dal governo che ha optato per una semplice sostituzione al vertice), è un convinto europeista. Non è un mistero che Kiska abbia sostenuto l'impresa della Caputova e ora l'ex capo di Stato ha deciso di mettersi in proprio e andare alla conquista del voto politico, nonostante le rimostranze espresse da Pellegrini e dalle forze della maggioranza che giudicano "anomalo" il fatto che un ex presidente della Repubblica crei un partito politico alla fine del suo mandato. Eppure il progetto sembra piacere agli slovacchi, visto che secondo un sondaggio degli scorsi giorni realizzato dall'agenzia Ako un neonato partito di Kiska potrebbe arrivare fino al 40 per cento dei consensi.

Elezioni europee: Slovacchia, i temi del voto/ Europa, ambiente, corruzione, Kuciak. Ma il governo all'angolo può far valere uno "straordinario sviluppo economico"

Il dibattito politico in Slovacchia si gioca molto sul posizionamento del paese all'interno dell'Ue. La posizione fortemente critica del governo nei confronti di Bruxelles, che rispecchia quella dell'asse di Visegrad di cui Bratislava fa parte, viene ora insidiata dalle posizioni europeiste di Kiska e della stessa presidente Caputova. Lo Smer-Sd ha provato a correre ai ripari negli scorsi mesi prima con la sostituzione Fico-Pellegrini e poi con la nomina di Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea, alle elezioni presidenziali, per provare a tagliare parte della distanza che pareva incolmabile con Bruxelles. Non è bastato, evidentemente, per placare il malcontento degli slovacchi. La realtà è che dopo tre mandati il potere della coalizione guidata dai socialdemocratici sembra essersi in parte deteriorato. La retorica anti corruzione e ambientalista di Caputova e di Kiska pare invece poter funzionare, alimentando le ipotesi di una potenziale crisi di governo, a maggior ragione se si dovesse registrare un'ulteriore sconfitta alle elezioni europee.

Corruzione e ambiente hanno preso il palcoscenico dell'agenda poltica, superando anche il sempre sensibile tema dei migranti che comunque continua ad attecchire sull'elettorato.  Non a caso nelle scorse settimane il governo Pellegrini ha approvato la strategia ambientale 2030, che mira a ridurre la produzione di energia dal carbone nel prossimo decennio. L'omicidio di Kuciak, ucciso insieme alla fidanzata il 21 febbraio 2018 mentre stava indagando sui rapporti tra la criminalità organizzata italiana e alcuni esponenti del governo Fico hanno spostato decisamente il focus del dibattito, facendo finire l'esecutivo e le forze che lo sostengono in un angolo dal quale, al momento, non sono ancora usciti. Nelle scorse settimane, tra l'altro, le forze dell'ordine italiane avrebbero raccolto oltre 400 intercettazioni tra l'ex segretaria di Fico e l'imprenditore italiano Antonino Vadalà, che si trova attualmente in carcere per frode. Il governo può comunque provare a far valere i dati economici, con una crescita che anche nel 2018 si è mantenuta robusta (intorno al 4 per cento) e una disoccupazione che è ulteriormente diminuita. La stessa Commissione Ue, nel suo ultimo country report sulla Slovacchia, ha elogiato quello che ha definito "straordinario sviluppo economico" del paese.

Elezioni europee: Slovacchia, l'agenda geopolitica/ Il timore dei partner di Visegrad per la vittoria di Caputova, le tensioni con la Russia e l'attendismo sulla Cina

I tre mandati socialdemocratici hanno saldamente posto Bratislava nella schiera di paesi dell'Est Europa in accesa dialettica con l'Ue. Solo lo scorso 28 marzo il Parlamento europeo ha deplorato le "gravi lacune dello stato di diritto in Slovacchia", in particolare in merito alla separazione dei poteri e all'indipendenza del potere giudiziario, oltre che alle crescenti difficoltà vissute dai giornalisti. Eppure negli scorsi mesi il nuovo governo di Pellegrini ha attenuato alcune delle sue posizioni. Il primo ministro ha persino detto di condividere le posizioni espresse da Emmanuel Macron nel suo discorso sull'Unione dello scorso 12 marzo.  I rapporti con l'Ungheria sono comunque rimasti sempre fortissimi, anche per la presenza di Most-Hd al governo. La vittoria di Caputova potrebbe però avere conseguenze sul posizionamento della Slovacchia all'interno del gruppo di Visegrad, offrendo un'alternativa al sovranismo popolista di Viktor Orban & company. "Sarò chiaramente europeista", ha subito annunciato la neo presidente dopo la vittoria. La Repubblica Ceca, il grande vicino della Slovacchia, ha espresso preoccupazione sull'unità del gruppo di Visegrad, con il timore di Praga che l'elezione di Caputova possa minare gli interessi interni del blocco. Juncker, Tusk, Macron, ma anche il Pd in Italia si sono affrettati a salutare come un grande successo la sua vittoria, elogiando il suo approccio pro-europeo.

La Slovacchia, che ha una posizione morbida sulla Brexit e sarebbe favorevole a concedere una proroga anche di lunga durata a Londra, continua invece ad avere rapporti tesi con la Russia. Lo stesso ex capo di Stato Kiska ha dichiarato il mese scorso, durante la conferenza del ventesimo anniversario dell'adesione della Repubblica Ceca alla Nato a Praga, che Mosca sta tentando di minare l'unità dell'Alleanza Atlantica con strumenti economici, diplomatici e di propaganda. La stessa Bratislava, entrata nella Nato nel 2004, ha rapporti positivi con gli Stati Uniti in funzione anti russa, così come per esempio la Polonia. Rispetto a Varsavia, però, la Slovacchia ha una posizione più attendista nei confronti di Huawei, altro tema sensibile nell'ottica della sfida geopolitica tra Washington e la Cina. Bratislava, che ha aderito già da tempo alla Belt and Road Initiative di Pechino (Nuova Via della Seta), sta attendendo posizioni ufficiali delle istituzioni Ue in merito alla partecipazione del colosso del dragone asiatico ai progetti di sviluppo 5G. Tra i paesi del blocco di Visegrad, la Slovacchia è quello che può riservare maggiori sorprese dalle urne di maggio.

Elezioni europee: Slovacchia, i sondaggi/ Smer-Sd in testa ma in calo, sale Spolu-Democrazia Civica, incognita Kiska

Nelle ultime rilevazioni sulle intenzioni di voto, realizzata da Ako, i socialdemocratici continuano a essere il primo partito, seppur in calo rispetto ai mesi precedenti. Pesa comunque l'incognita del nuovo partito di Kiska che potrebbe togliere voti sia ai partiti governativi sia a quelli di opposizione, dati in crescita con la nuova coalizione PS-Spolu di cui fa parte Zuzana Caputova.

Smer-Sd (Alleanza progressista dei socialisti e democratici) 19,7%

Progresivne Slovensko-Spolu (Alde) 14,4%

Libertà e solidarietà - Sas (Conservatori e riformisti europei) 12,9%

Partito Popolare Nostra Slovacchia - Lsns (Alleanza per la pace e la libertà) 11,5%

Sme Rodina (Europa delle nazioni e della libertà) 10,7%

Partito nazionale slovacco - Sns (Europa della libertà e della democrazia) 7,6&

Movimento cristiano democratico - Kdh (Ppe) 6,9%

Most-Hid (Ppe) 5%

twitter11@LorenzoLamperti

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