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Geopolitica
Trade war, Trump rinvia i dazi sull'high tech cinese e le borse volano

Dazi: Usa rinviano aumento su beni hi-tech cinesi a 15 dicembre

Il governo Usa ha rinviato al 15 dicembre l'introduzione dell'aumento dei dazi del 10% sui prodotti elettronici importati dalla Cina. L'Ustr, l'ufficio del rappresentante Usa per il Commercio, Robert Lighthizer, fa sapere in una nota che il rinvio al 15 dicembre dell'aumento del 10% dei dazi che avrebbero dovuto partire il prossimo primo settembre, riguardera' alcuni prodotti importati dalla Cina, tra cui i telefoni cellulari, i laptop, i monitor per il computer, le console per videogiochi, alcuni giocattoli, scarpe e capi di abbigliamento. L'Ustr fa anche sapere che Washington e Pechino stanno lavorando per risolvere l'escalation della guerra commerciale, e che Lighthizer ha parlato oggi telefonicamente con i funzionari commerciali cinesi, con i quali ha programmato un'altra telefonata tra due settimane.

Dazi: Trump, come al solito Cina non fa quello che dice

"Come al solito, la Cina ha detto che avrebbe comprato tantissimo dai nostri grandi agricoltori americani. Finora non hanno fatto quello che hanno detto". Lo scrive su Twitter il presidente Usa Donald Trump, aggiungendo: "Forse questo cambiera'". E' di pochi minuti l'annuncio del rinvio dei dazi su 300 milioni di dollari di beni cinesi dal 1 settembre al 15 dicembre. 

L'apertura di Washington a Pechino sui dazi, con lo slittamento a dicembre delle nuove tariffe sui prodotti tecnologici di largo consumo, ribalta le sorti della giornata dei mercati finanziari europei rilanciando l'azionario e il petrolio, da entrambe le sponde dell'Atlantico, e innescando realizzi sull'oro e sullo yen. Le Borse europee - sottotono in mattinata per il deludente Zew tedesco e per le piazze "calde" di Hong Kong e Buenos Aires - hanno terminato tutte in buon rialzo: Milano e' stata la migliore guadagnando l'1,36% grazie al riscatto del settore bancario, questa mattina ai minimi da 3 anni nel Ftse Italia Banche, e al rimbalzo dei titoli piu' sensibili all'andamento del negoziato Usa-Cina sui rapporti commerciali. Banco Bpm e Ubi sono salite di quasi il 4%, Unicredit del 3% tra gli istituti di credito mentre i BTp recuperano terreno e lo spread si riduce chiudendo in calo a 232 punti aspettando il dibattito in Senato sui tempi della crisi di governo in Italia. StMicroelectronics ha chiuso a +3,2% sfruttando la vivacita' di tutto il comparto tech e del Nasdaq (+1,9%). Bene anche l'automotive (+3,3% Pirelli, +1,5% Fca). In recupero anche i petroliferi, visto lo scatto del greggio dopo l'annuncio di Washington (Wti settembre balzato a 56,8 dollari al barile, Brent ottobre a 60,7 dollari al barile), e i titoli delle societa' ieri penalizzate dal crollo del peso argentino a causa del rischio elevato, secondo i mercati, di una mancata conferma del presidente Mauricio Macri' alla guida del Paese sudamericano. In generale rafforzamento il dollaro sul mercato valutario anche perche' i dati sull'inflazione "core" Usa di luglio, risultati superiori alle previsioni, sembrano allontanare l'ipotesi di un taglio dei tassi Fed a settembre superiore ai 25 punti base, riduzione quest'ultima che gli operatori considerano come scenario piu' probabile. Il cambio euro/dollaro e' trattato a 1,1186 da 1,1222. Vendite nel pomeriggio sullo yen, mentre lo yuan onshore ha recuperato qualche posizione verso il dollaro.

Wall Street: +1,6% Dj, si torna a sperare in negoziati Usa-Cina

Gli indici a Wall Street sono protagonisti di un poderoso rally. Dopo un avvio in lieve calo, i listini hanno subito cambiato rotta iniziando una corsa al rialzo alimentata da rinnovate speranze per i negoziati commerciali tra Usa e Cina. Quasi contemporaneamente sono arrivati due annunci incoraggianti da Pechino e da Washington. Stando al ministero cinese del Commercio, il vicepremier cinese Liu He ha parlato al telefono con Robert Lighthizer e Steven Mnuchin, rispettivamente il rappresentante commerciale e il segretario al Tesoro Usa. Le due parti hanno deciso di riparlasi al telefono nel giro delle prossime due settimane. Una nota dell'ufficio di Lighthizer ha annunciato che alcuni prodotti high-tech verranno esclusi dai dazi del 10% che entreranno in vigore l'1 settembre. Per smartphone, laptop computer, console e certi giocattoli i dazi sono posticipati al 15 dicembre. Non e' un caso che Apple abbia preso il volo (+5%) come anche i prodotturi di giocattoli Hasbro (+5,3%) e Mattel (+8,4%). Il Dow sale dell'1,6% a 26.312 punti. L'S&P 500 aumenta dell'1,44% a quota 2.924. Il Nasdaq aggiunge il 2% a 8.016. Il rendimento del Treasury a 10 anni sale dell'1,688% e quello del titolo a due anni all'1,646% allontanando, almeno per ora, il rischio di una inversione della curva sfiorato all'inizio della giornata. 

 

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