A- A+
Geopolitica
Usa-Cina, l'accordo vero non ci sarà mai.Trump già in campagna elettorale 2020
Donald Trump e Xi Jinping (foto Lapresse)

"La Cina sta sognando che l'addormentato Joe Biden, o chiunque altro, sia eletto nel 2020. Amano spennare l'America". Firmato Donald Trump. Il primo di una lunga serie di tweet comparsi sul profilo ufficiale del presidente degli Stati Uniti ha subito messo in chiaro due cose. La prima: un accordo di vasta portata tra Usa e Cina, al di là di possibili intese-tregua di basso o medio profilo, non ci sarà mai prima del 2020. La seconda: Pechino sarà al centro della campagna elettorale per le presidenziali del novembre del prossimo anno. Con Trump pronto a ergersi ad alfiere degli interessi americani contro le mire espansionistiche dei cinesi.

Al di là del botta e risposta continuo di questi giorni, tra introduzione di dazi e minaccia dell'arrivo di altre misure incrociate, in gioco non ci sono solo questioni economiche ma anche, e soprattutto, politiche e geopolitiche. La richiesta di Trump non è meramente legata a numeri, ma mira alla modifica del sistema di capitalismo di Stato di Pechino. Dallo stop ai sussidi ai produttori alla modifica del sistema delle compagnie statali, Washington mette in discussione l'intera impalcatura del "modello" cinese. Accettare tutto quanto richiesto dalla Casa Bianca, nell'ottica cinese, vorrebbe dire accettare una sorta di commissariamento che potrebbe essere vissuto come un'umiliazione, mettendo a rischio i sempre delicati equilibri interni di uno Stato continente.

Usa e Cina, la sfida non è solo commerciale. La mappa delle tensioni militari

Venezuela-Libia, guerra fredda 2.0. Russia? No, la vera sfida è tra Usa e Cina

Cina nel "giardino di casa degli Usa". Sfida anche su Caraibi e Sudamerica

Germania e Usa, quasi nemici. La Cina dietro la sfida tra Merkel e Trump

Guerra commerciale? No, tra Usa e Cina sarà scontro vero

Xi Jinping, che ha portato su un altro livello l'ascesa cinese (o il "risveglio del Dragone") con il suo colossale piano della Belt and Road, non può certo rischiare di veder ridimensionare il sentimento, molto diffuso in Cina, di un paese che è finalmente tornato al posto che gli spetta sullo scacchiere globale dopo il cosiddetto "secolo della vergogna", quello delle dominazioni occidentali, della cessione di parte del proprio territorio, dell'invasione giapponese, della povertà. E a 100 anni dalla ricorrenza del movimento del 4 maggio del 1919, che diede il via al lungo processo che portò alla Repubblica Popolare, Xi non può permettersi di apparire debole e mostrare il fianco ai nuovi movimenti studenteschi neo marxisti.

Ecco perché, al di là di possibili pezzi di carta o annunci di accordo, su queste basi è impossibile si possa raggiungere un'intesa di alto profilo nei prossimi 18 mesi, vale a dire fino a quando gli Stati Uniti non saranno chiamati a votare per confermare Donald Trump alla Casa Bianca oppure per sostituirlo con il candidato democratico. 

Candidato democratico che, secondo molti, potrebbe essere Joe Biden, l'ex vice di Barack Obama. Ecco allora che Trump ha già messo nel mirino il suo possibile rivale alle urne attaccandolo proprio sulla Cina. Negli scorsi giorni sono emerse notizie secondo le quali il figlio di Biden sarebbe stato protagonista di diversi investimenti in Cina, tra cui quelli in Face++, una startup che ha sviluppato un sistema di riconoscimento facciale che verrebbe utilizzato nella turbolenta nord occidentale dello Xinjiang.  Il tutto, unito alle dichiarazioni piuttosto morbide di Biden su Pechino ("Non sono cattivi, non sono nostri rivali"), ha convinto Trump, se ce ne fosse stato bisogno, di anticipare una delle armi, forse una della principali, che userà in campagna elettorale: il rapporto con la Cina.

In realtà, la linea anti cinese è bipartisan. Nelle scorse settimane molti senatori democratici hanno aderito a una proposta di legge del senatore repubblicano Marco Rubio per restringere l'accesso alla tecnologia e a settori strategici come le telecomunicazioni alle imprese cinesi. Ma Trump può mostrare i muscoli nei prossimi mesi a Pechino, o strappare un accordo parziale, per presentarsi come il grande protettore dell'America First. E non mancherà di utilizzare gli eventuali legami del figlio di Biden con le imprese cinesi per colpire il suo possibile rivale il quale, per forza di cose e anche sulla scorta delle posizioni del suo partito, dovrà a sua volta mostrarsi irreprensibile verso il gigante asiatico.

E nel frattempo che succede dal punto di vista economico? Trump è convinto che le conseguenze dell'aumento dei dazi sarà pagato solo dalla Cina, ignorando che una dinamica simile di sfida commerciale con il Giappone aveva scatenato la possibile ritorsione del mancato acquisto di titoli del Tesoro americano. Guarda caso la stessa "arma finale" paventata da Pechino come risposta ai dazi Usa. Allo stesso tempo, Xi Jinping sta provando a insistere sul vecchio obiettivo cinese (auspicato a suo tempo già da Mao e da Deng Xiaoping) dell'autosufficienza, ma corre il rischio di una forte riduzione della crescita. 

Meglio abituarsi. La sfida tra Stati Uniti e Cina, al di là di possibili firme su fogli di carta, è ben lontana dal terminare. Anzi, è forse appena iniziata.

twitter11@LorenzoLamperti

Commenti
    Tags:
    usa cinacina usaus chinachina usdaziguerra commercialetrumpxi jinping
    Loading...
    in evidenza
    Chiara Ferragni senza reggiseno Nude look intrigante. Le foto

    Belen, Giulia de Lellis e... Gallery

    Chiara Ferragni senza reggiseno
    Nude look intrigante. Le foto

    i più visti
    in vetrina
    X Factor 2019, Achille Lauro: "Su Anastasio ho sbagliato. Mara Maionchi non mi ascolti più"

    X Factor 2019, Achille Lauro: "Su Anastasio ho sbagliato. Mara Maionchi non mi ascolti più"


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Al Salone Auto e Moto d’Epoca 2019, la prima volta di Seat

    Al Salone Auto e Moto d’Epoca 2019, la prima volta di Seat


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.