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Geopolitica
Via della Seta, Fantinati: benefici per le imprese,nulla da temere per gli Usa

Mattia Fantinati, sottosegretario M5s alla Pubblica Amministrazione, parla con Affaritaliani.it dell'accordo sempre più vicino sulla Nuova Via della Seta tra Italia e Cina, con la firma del memorandum of understanding (oltre ai singoli accordi specifici) che dovrebbe arrivare tra una decina di giorni durante la visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping.

Perché l'Italia dovrebbe firmare il memorandum di adesione alla Belt and Road Initiative della Cina?

Perché lo scambio commerciale fra Italia e Cina è squilibrato a nostro sfavore; è giusto, per la seconda manifattura in Europa, cambiare questo rapporto. L'obiettivo è portare il nostro interscambio commerciale al livello di quelli di altri Paesi europei. Se gli altri lo fanno, non vedo perché noi no. Il memorandum servirà a dare una mano alle nostre imprese, a rafforzare i commerci a beneficio dei cittadini, seguendo i nostri standard. Il tutto, nel rispetto delle normative nazionali, europee ed internazionali.

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Quali sono i settori coinvolti nell'accordo? E' compreso anche il dossier sulle telecomunicazioni?

Le telecomunicazioni rappresentano un dossier a sé, che trattiamo sempre e solo nell’interesse dell’Italia. Il principale ambito di intervento è quello dell'interscambio commerciale per rafforzare il Sistema Italia. La nuova via della seta sarà una opportunità, perché l'Italia è un hub commerciale naturale nel Mediterraneo, anche per l'Europa. Nella collaborazione con la Cina, come con ogni altro Paese, poniamo massima attenzione alla difesa dei nostri interessi nazionali e alla tutela delle infrastrutture strategiche e dei dati. Questo è certo.

L'ha sorpresa il cambio di atteggiamento della Lega sull'argomento? Secondo lei da che cosa è dettato?

Non so da che cosa sia dettato. Dobbiamo essere chiari. Stiamo parlando di un mercato in espansione da più di un miliardo di potenziali clienti. Questa intesa servirà proprio a spingere il made in Italy e le nostre eccellenze nel mercato euroasiatico.

Perché gli Stati Uniti contrastano l'accordo? Se arrivasse, o se è già arrivata, una richiesta esplicita di Washington di non firmare che cosa farebbe il governo?

L'intesa dell'Italia con la Cina sarà solo economica e non avrà nessun riflesso geopolitico. Sì tratta di firmare un memorandum, non un accordo commerciale internazionale giuridicamente vincolante. Gli Stati Uniti non devono preoccuparsi. Tutto avverrà conformemente ai nostri interessi strategici, soprattutto sui fronti della sicurezza, anche cibernetica, e delle infrastrutture, nella cornice delle nostre partnership europee ed internazionali. Il nostro Paese è e resta un protagonista dell’alleanza euro atlantica. Con questa intesa, i nostri valori e i nostri standard vengono estesi a Pechino. Questo memorandum rafforza la comunità internazionale.

Arrivati a questo punto si rischierebbe una reazione anche di Pechino nel caso di un passo indietro?

Un protocollo d’intesa è un libero accordo di due parti. Nessuno obbliga nessuno. La crescita economica ha bisogno di una armonia internazionale, il cui prerequisito è la sicurezza di tutti.

Gli Usa continuano a dipingere la Bri come un progetto geopolitico e sembrano entrati in modalità "guerra fredda" nel quale firmare sembra quasi che si scelga di entrare nella sfera d'influenza orientale abbandonando quella atlantica. C'è il rischio che l'Italia sia finita in un gioco più grande di lei?

L’Italia è la seconda manifattura d’Europa, la ottava potenza economica mondiale, un perno del sistema di sicurezza euro atlantico, un Paese fondamentale. Nessun gioco è più grande del nostro grande Paese. Il testo è lineare, non c'è nulla di nascosto e, ripeto, la nostra collocazione atlantica non è messa in discussione.

twitter11@LorenzoLamperti

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