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Geopolitica
Via della Seta, Prodi sta con Conte. E la sinistra va (ancora) a sbattere

Romano Prodi: "Il Mediterraneo è tornato centrale e altri Stati Ue sono in competizione con noi, giusto l'accordo con la Cina"

"Non ho alcuna idea di che accordo sia, quindi non posso pronunciarmi. Noto però che se la politica commerciale è di competenza europea, riguardo ai porti c'è una concorrenza forte tra gli stessi Stati europei. Ed è giusto che Genova e Trieste facciano un tentativo per avere un ruolo più forte nei confronti dell'Est". Lo afferma Romano Prodi in un'intervista al 'Sole 24 ore'. "Negli ultimi 20 anni -aggiunge- il Mediterraneo è ritornato centrale e noi dobbiamo predisporre i nostri porti ad essere il più aperti possibile per non essere tagliati fuori da Rotterdam a Nord e da Atene a Sud. Rispetto ai porti del Nord Europa i nostri hanno il vantaggio di essere a 4-5 giorni di navigazione in meno per tutto l'Est, e rispetto ad Atene quello di essere nel cuore dell'Europa. Non dobbiamo ripetere -avverte- l'errore fatto con le grandi navi container che fanno il giro del mondo, quando i porti di Taranto e di Gioia Tauro persero un'occasione storica".

Nuova Via della Seta, la sinistra va (ancora) a sbattere

La posizione di Prodi è dunque sostanzialmente di appoggio all'accordo con la Cina. Il professore sottolinea che in Europa ognuno cura i suoi interessi strategici e per questo anche l'Italia ha il diritto di fare lo stesso. Pur non entrando nel merito del memorandum, Prodi, storico assertore dell'apertura verso la Cina, parla dunque in maniera costruttiva dell'accordo che tanto sta facendo discutere nel governo, con M5s a favore e Lega (quantomeno dopo il viaggio di Giorgetti negli Usa) contro. E la sinistra? Ecco, appunto. Le parole di Prodi risuonano nel silenzio assordante di Pd & company. Oltre alla firma di interrogazioni parlamentari e tentativi di mettere Lega e M5s uno contro l'altro non si è sostanzialmente andati. Nel merito, insomma, nessuno ha fiatato. Anche perché è stato lo stesso Gentiloni a dare il via al progetto Belt and Road con la visita al forum di Pechino del 2017. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha aperto le porte della città più "cool" d'Italia alla nuova sede di Huawei, il colosso cinese nel mirino degli Usa. Il tutto mentre il neo-segretario Nicola Zingaretti se la cava con un comico "altro pasticcio del governo". E ora le parole di Prodi, con una sinistra inebetita che guarda il treno passare senza sapere più con chi potersela prendere, e soprattutto con quali argomenti.

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