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Geopolitica
Via della Seta? In attesa di Trieste e Genova arriva già a Vado Ligure

Trieste Genova, certo. Ma intanto la Nuova Via della Seta arriva già a Vado Ligure, dove i cinesi hanno investito e stanno lavorando da tempo, insieme ai danesi di Maersk, alla realizzazione di un terminal container. Mentre si è in attesa di conoscere i dettagli del possibile accordo per l'ingresso di aziende di Pechino nei porti del capoluogo del Friuli Venezia Giulia e in quello della Liguria, da definire nell'ambito dell'adesione italiana alla Belt and Road Initiative, a Vado la collaborazione è di fatto già partita e costituisce un possibile modello.

Il terminal container, la cui apertura è prevista per il prossimo dicembre, è gestito dalla APM Terminals Vado, una società in cui la APM Terminals del gruppo Maersk detiene il 50,1%, con il restante 49,4% suddiviso tra due attori cinesi di primissimo piano. Il 40% è di Cosco, il gigante di Stato cinese che controlla anche il porto del Pireo ad Atene, mentre il 9,9% è del Qingdao Port International, il gruppo che controlla tra gli altri l'omonimo porto di Qingdao, nel nord est della Cina.

"La presenza di due grandi compagnie cinesi nell'azionariato per noi è molto importante e costituisce un valore aggiunto", dichiara ad Affaritaliani.it Paolo Cornetto, managing director di APM Terminals Vado Ligure. "Cosco è uno dei maggiori armatori al mondo, mentre Qingdao è uno dei principali porti cinesi. All'avvio del terminal contenitori in costruzione a Vado, oggi completato per circa l'80% e la cui apertura è prevista a dicembre di quest'anno, la collaborazione con queste compagnie ci aiuterà per servire al meglio il Nord Italia, la Svizzera e Germania, vale a dire il mercato a cui ci rivolgiamo", prosegue Cornetto.

L'operazione, dal valore di 53,3 milioni di euro per Cosco e di 15 milioni di euro per Qingdao Port International, è stata chiusa nel 2016 e da allora i due attori cinesi insieme al colosso danese stanno lavorando per lo sviluppo del terminal, che potrà accogliere navi di qualsiasi dimensione e capacità, comprese le grandi portacontainer di ultima generazione. Un fattore che, unito alla grande disponibilità di magazzini coperti nelle vicinanze, dovrebbe garantire un importante ruolo nell'interscambio di merci. 

Mentre si discute di Trieste e Genova, il porto di Vado si è già ritagliato un ruolo strategico all'interno della Belt and Road, come sostiene lo stesso Cornetto: "Il porto di Vado sarà senz'altro uno degli scali di destinazione della cosiddetta Via della Seta e la sinergia con i nostri soci cinesi va proprio in questa direzione", dice il managing director di APM Terminals Vado Ligure ad Affaritaliani.it.

Il nuovo terminal container sarà uno dei più tecnologicamente avanzati del Mediterraneo, con una banchina di 700 metri e uno yard completamente automatizzato con il personale impiegato per condurre le gru di banchina e gli straddle carrier. Al momento, comunque, APM Terminals Vado Ligure e Reefer Terminal (società specializzata e leader nella movimentazione di merci refrigerate e in particolare nel traffico di frutta) hanno già in organico circa 200 dipendenti, un numero che si prevede possa crescere con lo sviluppo della nuova piattaforma.

twitter11@LorenzoLamperti

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