A- A+
Geopolitica
Xi Jinping arriva in Italia: ecco chi è l'artefice del nuovo sogno cinese

Novembre 2013. Qufu, Shandong, Cina orientale. Per la prima volta un leader comunista arriva in pellegrinaggio nella città dove, secondo la leggenda, nacque Confucio. Quel leader comunista è stato nominato da pochi mesi presidente della Repubblica Popolare Cinese. E si chiama Xi Jinping. Tradizione e innovazione, nazionalismo e sogno cinese, ambizioni globali ma soprattutto unità interna. La presidenza dell'uomo cinese più potente dai tempi di Mao ruota intorno a queste parole chiave. Un uomo che è riuscito a eliminare il limite dei due mandati presidenziali e il cui nome è entrato nella costituzione del partito comunista al fianco di quelli dello stesso Mao e del suo successore Deng Xiaoping. Ora Xi Jinping arriva in Italia, pronto a firmare l'adesione del primo paese G7 al suo mastodontico progetto Yi Dai Yi Lu, comunemente chiamato Belt and Road o Nuova Via della Seta. Un momento che segna un successo importante per la sua presidenza, risultato di un percorso ambizioso iniziato tra le povere campagne dello Shaanxi.

Il lavoro nelle campagne durante la Rivoluzione Culturale

È in questa provincia interna della Cina che Xi, 66 anni da compiere a giugno, viene spedito a lavorare durante la Rivoluzione Culturale come milioni di suoi coetanei. Per sei anni, dal 1969 al 1975, Xi lavora nella campagna di Liangjiahe e vive a lungo in una grotta che oggi è diventata meta di pellegrinaggio per i cinesi. In quegli anni suo padre, Xi Zhongxun, ex vicepremier e capo del dipartimento di propaganda del partito comunista, cade in disgrazie e finisce anche in carcere.

L'ascesa ai vertici del partito comunista

È da questa provincia che il futuro presidente costruisce la sua lunga e inesorabile ascesa ai vertici del partito. Nel 1971 entra nella Lega della Gioventù Comunista, nel 1974 fa il suo ingresso ufficiale nel partito. Diventa segretario del vice primo ministro e segretario generale della commissione militare Geng Biao. Poi inanella una serie di incarichi in quattro province che lo portano dalla Shaanxi alla ricca Zhejiang passando per Hebei e Fujian. È proprio nello Zhejiang che mette in atto una campagna anti corruzione che riproporrà poi su larga scala quando diventerà presidente. Nel 2007 entra nell'organigramma centrale del partito, con l'allora presidente Hu Jintao che lo nomina primo segretario della Segreteria del Comitato centrale. Un anno più tardi diventa vicepresidente.

Xi Jinping e la Cina al centro del mondo

Forse per l'appoggio di Hu Jintao, in molti considerano quasi scontata e nel segno della continuità la sua nomina a presidente nel marzo del 2013, dopo che già era stato eletto segretario generale del partito comunista e capo della commissione militare. Ma Xi si rende subito protagonista di un deciso cambio di passo. Dopo la pacificazione con l'occidente e l'era delle riforme di Deng Xiaoping e l'epoca dello sviluppo e della crescita di Jiang Zemin e Hu Jintao, Xi Jinping ha deciso di riportare la Cina al centro del palcoscenico internazionale con una politica estera molto più attiva di quella precedente. Nel suo primo anno di presidenza vara la One Belt One Road, il più grande progetto commerciale e infrastrutturale di sempre.

La campagna anti corruzione e l'eliminazione del limite dei due mandati

Sul piano interno lancia una vastissima politica anti corruzione, utile da una parte a ridurre gli sprechi e a sostenere lo sviluppo e dall'altra a sbarazzarsi degli oppositori. Dal 2012 al 2018 400 importanti leader fra cui 43 membri del Comitato centrale sono stati rimossi dall'incarico, con un milione e 545 mila inchieste per corruzione condotte in tutta la Cina. Xi ha progressivamente piazzato uomini a lui vicini all'interno del Politburo. Un processo che lo ha portato a vedere inserito il suo progetto Belt and Road nella costituzione cinese, il suo nome in quella del partito comunista, accanto a quelli di Mao Zedong e Deng Xiaoping, e soprattutto a eliminare il limite dei due mandati presidenziali che era stato introdotto nel 1982 da Deng.

La riscoperta di Confucio e della cultura tradizionale

Anche per questo Xi viene spesso descritto come il "nuovo Mao". In realtà, i punti di contatto concreti tra i due sono relativi. Xi è l'uomo che ha fondato il nuovo "sogno cinese". Un sogno fondato più sul nazionalismo che non sullo spirito rivoluzionario del "padre" della Repubblica Popolare. Non a caso Xi ha operato un minuzioso e fondamentale recupero dei classici cinesi, primi fra tutti quelli confuciani, proibiti durante la Rivoluzione Culturale. Una mossa che ha portato a una grande riscoperta della cinesità, sviluppo necessario per mantenere l'unità di un paese immenso che vuole mettersi per sempre alle spalle il "secolo della vergogna". Dopo le umiliazioni subite durante l'invasione giapponese e i territori ceduti alle potenze coloniali europee, ora la Cina sente di poter esportare un suo modello a livello globale. "Con caratteristiche cinesi" è d'altronde una dicitura molto usata in Cina, sin dai tempi del nazionalista Sun Yat-sen, ben prima della rivoluzione del 1949.

Il sogno cinese

Il sogno cinese di Xi si basa su un nazionalismo che recupera la cultura tradizionale e che promette lo sviluppo interno anche grazie una forte presenza esterna. Mentre i paesi occidentali non riescono più a creare programmi di lunga durata, Xi è riuscito a creare un'idea di futuro. Lo ha fatto con la Belt and Road, certo, ma anche con il Made in China 2025, progetto con il quale Pechino vuole diventare leader tecnologico mondiale. E lo sta facendo anche investendo sulla modernizzazione militare, dopo una grande riforma che gli ha garantito ancora maggiori poteri di controllo sull'esercito. Sul piano geopolitico ha coinvolto i vicini asiatici nella Bri, anche se proprio da qui, leggi India e Taiwan, potrebbero arrivare i principali problemi strategici per la Cina nei prossimi anni. Ha imposto una presenza massiccia in Africa, grazie alla quale ha accesso privilegiato a risorse naturali fondamentali per lo sviluppo tecnologico e di settori chiave per il futuro come le auto elettriche. È arrivato in Europa, cogliendo il momento propizio della ritirata politico ideologica degli Stati Uniti.

Sull'Europa si gioca il futuro di Xi e della Cina

Dopo la fine della guerra fredda l'occidente aveva pensato che tutto il mondo, compresa la Cina, sarebbero stati facilmente assimilati nel loro modello di globalizzazione. Si trattava di un'illusione. Ora invece è il mondo che piano piano viene assimilato alla Cina. Nonostante gli innegabili ritorni geopolitici e geostrategici, la Belt and Road, così come la politica estera di Xi, non è tanto dettata dalla volontà di "conquistare il mondo" quanto dalla volontà di preservare l'unità della Cina. Un'unità che non si può mantenere se la crescita dovesse crollare. La volontà di espansione lungo la Via della Seta è motivata soprattutto da una spinta "difensiva". E' sull'impresa di stringere un rapporto più stretto con l'Europa, talmente stretto da attutire la controffensiva strategica degli Stati Uniti di fronte all'ascesa cinese, che si gioca il futuro di Xi. D'altronde la storia cinese è sempre stata come un elastico: un forte potere centrale, nel suo momento di massima tensione, è sempre stato spezzettato in tanti piccoli poteri provinciali che tutti insieme formavano una Cina debole. Per poi riaggrupparsi intorno a un nuovo forte potere centrale. Mantenere quell'elastico alla giusta tensione senza rischiare che si spezzi è un esercizio di arte sopraffina. Ora l'elastico arriva fino all'Italia.

twitter11@LorenzoLamperti

Commenti
    Tags:
    xi jinpingitaliavia della setacina
    in evidenza
    Vale Rossi, topless della fidanzata Francesca, le foto spettacolari

    GOSSIP E GALLERY VIP

    Vale Rossi, topless della fidanzata
    Francesca, le foto spettacolari

    i più visti
    in vetrina
    Faceapp, l'app che invecchia è virale. Ecco i vip con 30 anni in più. FOTO

    Faceapp, l'app che invecchia è virale. Ecco i vip con 30 anni in più. FOTO


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Land Rover consegna 30 Discovery alla Polizia di Stato

    Land Rover consegna 30 Discovery alla Polizia di Stato


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.