Il presidente del Consiglio apre alla proposta della Lega Nord di eleggere direttamente i pubblici ministeri. E così può esplodere un nuovo fronte di polemiche sul tema della Giustizia. "
E' una proposta molto interessante, se ne discute da moltissimi anni. Da almeno vent'anni, non già la Lega, ma le Camere Penali si sono esercitate su questo punto. E molto se ne è discusso anche al nostro interno, è una proposta interessante e meritevole di approfondimento", dichiara ad
Affaritaliani.it Niccolò Ghedini, avvocato personale di Silvio Berlusconi e deputato del Popolo della Libertà. "Richiede però un cambio culturale completo, perché non è facile italianizzare un istituto come quello dell'elezione del pubblico ministero.
Negli Stati Uniti, dove questo avviene, poi il pubblico ministero, il procuratore capo si sceglie lui i suoi sostituti che prende tra i migliori avvocati. Ha anche un budget dal quale pesca e con il quale paga questi sostituti e ha un budget a cui far fronte per tutte le spese di giustizia. Quindi è un modello completamente diverso dal nostro. Ma certamente interessante".
Forse non nei prossimi mesi, ma in prospettiva si può introdurre anche in Italia?"Richiederebbe una rivoluzione vera e propria del nostro impianto processuale. Ma è una proposta di pregio, sicuramente un sistema su cui si può ragionare. Certamente non un qualche cosa che si possa pensare di inserire a breve termine, anche perché ci vuole una modifica costituzionale e una dei codici. Però è un sistema che dà delle garanzie interessanti".
E' possibile alla ripresa dei lavori delle Camere il dialogo con le opposizioni sulla riforma della Giustizia?
"Ritengo che sul tema della Giustizia sia doveroso cercare delle convergenze. Anche perché la Giustizia non è né di destra né di sinistra né del centro, è un qualche cosa che va a favore dei cittadini e a tutela di tutti. Quindi spero che si riesca a trovare un'intesa, altrimenti saremmo costretti a proseguire lo stesso, rispettando il mandato degli elettori. Ma è ovvio che faremo di tutto per cercare un accordo".
Nel confronto coinvolgerete anche l'Anm?
"Va senz'altro preso in esame qualsiasi apporto sia degli avvocati sia dei magistrati e di tutti gli operatori del diritto. E l'Associazione Nazionale Magistrati, indubbiamente, può contribuire a delle riforme di pregio. Sempre che non utilizzino il preconcetto, il pregiudizio e l'invettiva come hanno fatto nei mesi scorsi".