Gregorio Gitti, 45 anni, avvocato e professore di Diritto Privato all'Università di Milano. Espressione dell'associazionismo cattolico ma anche genero di Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa. C'era anche lui alla Camera del Lavoro di Milano alla presentazione del programma di Ignazio Marino, candidato per la segretaria del Pd. E Affaritaliani.it lo ha intervistato.
L'intervista
Come valuta l'intervento di Ignazio Marino? "E' un intervento coraggioso. La sua candidatura mi incuriosisce anche perché mette in discussione due molto pesanti. Sarà una candidatura che alle primarie potrà rimescolare gli equilibri. Mettere in dubbio la vittoria e quindi consentire un margine e una sponda, e lo dico in senso positivo, negoziale con candidati espressione di un apparato ormai consolidato che partono come vincitori annunciati. E' un modo per rimettere in dubbio un esito scontato e penso che possa far bene al Pd".
Noto un un po' di delusione. Avevate appoggiato la Bindi... "Dopo la fine del nostro movimento, l'Associazione per il Pd, avevamo lanciato una proposta in vari punti che fu accettata per prima da Rosi Bindi. Molte delle cose che proponevamo le ho risentite anche qui da Marino. Però sono sempre parole, ora aspetto i fatti. Comunque Bersani e Franceschini sono candidature autorevoli. Che hanno avuto dei meriti in periodi diversi. Franceschini ha arginato la deriva del Pd. Bersani ha avuto dei meriti a livello governativo".
In Marino vede una prospettiva migliore? "Per la novità che Marino ha innescato credo che si possa produrre una sponda negoziale. Ho rivisto persone con le quali avevo condiviso battaglie anni fa... Il senso di questa novità è di risvegliare anche un po' le coscienze di chi aveva investito sull'Ulivo e poi sul Pd, largo e aperto, non quello che ha realizzato Veltroni, vittima delle correnti. L'unica cosa che non ho condiviso è la rievocazione dello spirito del Lingotto che ha messo in crisi il governo Prodi e ha portato il Pd a una velleitaria affermazione".
Con una forte discontinuità con i poteri e i Palazzi... "Qui ci sono persone che hanno inanellato una serie di sconfitte eppure sono ancora lì, in prima fila, a riciclarsi con il candidato più forte. Lo stesso Martina è passato da Veltroni nella segreteria di Franceschini e ora sta con Bersani. Questo movimento è di carattere opportunistico. Vorrei che il Pd si costruisse sull'impegno disinteressato dei singoli e sulle idee libere di persone che cercano un obiettivo più ampio e condiviso. Bisogna sollevare la testa e non guardarsi l'ombelico".