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Politica
Giulietto Chiesa critico con il governo per una storia di frequenze Tv

Giulietto Chiesa il 31 dicembre ha scritto per Sputnik Italia, un articolo particolare perché molto critico verso l’attuale governo giallo - verde:

https://it.sputniknews.com/opinioni/201812317031809-televisione-italiana-resta-cambiamento/

E lo ha vergato su un sito, Sputnik, che è considerato molto vicino a Vladimir Putin e al Cremlino.

Chiesa si trova da tempo in una posizione intellettuale particolare essendo un giornalista caratterizzato da sempre come di sinistra, anti-americano e vicino tradizionalmente a Mosca anche fisicamente essendo stato corrispondente per l’Unità e la Stampa dalla capitale russa.

Si è anche avvicinato alla politica con Italia dei Valori (con cui poi ebbe una vertenza legale per una storia di rimborsi elettorali) diventando deputato europeo nella VI legislatura.

Da qualche anno Giulietto Chiesa si è avvicinato all’ ambiente cosiddetto “rosso-bruno” ed è apparso insieme al filosofo russo Aleksander Dugin -molto ascoltato da Putin- in diverse iniziative pubbliche.

Si veda ad esempio: http://www.romatoday.it/politica/lega-nazionale-mario-borghezio-teatro-margherita.html ed anche ad un  recente convegno organizzato da CasaPound:

https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/dugin-a-casapound-il-populismo-e-la-sfida-al-pensiero-unico-88026/

Ecco perché desta abbastanza scalpore l’articolo in cui Chiesa assume un atteggiamento critico verso il governo giallo - verde che dovrebbe invece essere nel suo sentire ideologico grazie alla spinta populista che lo anima.

Analoga sorpresa suscita il fatto che l’articolo sia stato pubblicato su Sputnik, di solito molto vicino al governo italiano. A ragion del vero occorre anche dire che in fondo all’articolo compare la classica scritta: “L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione”.

L’articolo in questione tratta di una vicenda legata alle telecomunicazioni ed inizia in maniera molto lapidaria:

“Se c’è un aspetto che dimostra ampiamente come il governo giallo-verde non è il “governo del cambiamento” (almeno su alcune questioni di assoluta importanza primaria), questo è nella gestione del cosiddetto “passaggio alla tecnologia di seconda generazione del digitale terrestre”.

Chiesa ce l’ha con una concessione di frequenze che lo Stato deve concedere.

Poi continua:

“Qui le norme introdotte, invece di favorire la concorrenza (e quindi alzare le entrate dello Stato), favoriscono gli attuali monopolisti della comunicazione. Cioè Mediaset (Elettronica industriale), Persìdera (70% Telecom Italia, 30% Gruppo Gedi), la RAI”.

Poi la stoccata finale all’attuale governo accusato di essere come tutti gli altri:

“Tutto questo era scandaloso fino a ieri, con i governi di destra, di centro-destra, di centro-sinistra. Adesso scopriamo che il governo giallo-verde riproduce in fotocopia, per altri venti anni, lo stesso trucco”.

Dunque l’idilio tra Chiesa e il nostro governo è interrotto? E se sì perché? E soprattutto, come mai la lagnanza è ospitata su Sputnik?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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    giulietto chiesasputnikraialexander duginrussiavladimir putin
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