Civati (Pd) ad Affari: "Grillo figlio di Obama e del Labour. E il suo popolo è lo stesso del Pd"

Martedì, 28 settembre 2010 - 10:30:00


FORUM/ Voteresti il Movimento di Beppe Grillo? Ti convince la discesa in politica del comico genovese? DI' LA TUA

Grillo, dai vaffa alle elezioni

  • I musicisti emergenti? Tutti alla Woodstock di Grillo. I VIDEO
  • Vittorio Sgarbi ha dato mandato al proprio legale, Giampaolo Cicconi, di denunciare Beppe Grillo per furto e plagio. Ne ha dato notizia un comunicato. "Grillo e' un ladro", ha affermato Vittorio Sgarbi, "non posso accettare che la mia formula politica, coniata oltre 15anni fa a Segrate - 'noi non siamo ne' a sinistra, ne' a destra, ma in alto' - venga usata da questo bulletto di periferia che peraltro in Porsche, mentre io facevo politica, tentava di corteggiare mia sorella". "Siamo di fronte alla penosa falsificazione di un falsario provinciale che continua a ripetere senza citarne la fonte il motto del mio movimento politico", ha insistito. Sgarbi ora
    chiede 10milioni di euro di danni che verranno usati per creare il movimento 7STELLE e indica come testimoni i collaboratori del tempo fra cui Giorgio Grasso e Cinzia Viola.

    "Noi non siamo né di destra, né di sinistra, ma sopra. La frase pronunciata da Beppe Grillo a Cesena fu già usata da Umberto Bossi. Un coincidenza impressionante. Ma il rischio è di non trovarsi da nessuna parte e di fare un danno al Paese". Giuseppe Civati, filosofo, consigliere regionale lombardo del Pd e voce critica dei democratici, presente alla Woodstock italiana del comico genovese, sceglie Affaritaliani.it per analizzare il pensiero del movimento a 5 stelle. "A Cesena ho visto delle persone simili a quelle che frequentano il Pd, che hanno le stesse aspirazioni di cambiamento. Ma a nulla serve portare 20 ragazzi in Parlamento e poi avere al governo il Centrodestra". Grillo come la nuova destra francese di Alain de Benoist? "No. E' un fenomeno anglo-italiano. Penso più ai fratelli Miliband e a Obama".

    L'intervista

    Che impressione le ha fatto il discorso del comico genovese a Cesena?
    "Premetto che il clima era imponente, a tratti adolescenziale vista l'età dei partecipanti. Si respirava un'esigenza di cambiamento, un voler uscire dall'incubo degli ultimi anni della politica italiana".

    Grillo ha detto: "Noi non siamo né di destra, né di sinistra, ma sopra".
    "La frase fu già usata da Umberto Bossi. Quasi una citazione inconsapevole o consapevole. Un coincidenza abbastanza impressionante. Il movimento di Grillo è fuori dalla politica istituzionale e ripercorre una strada già intrapresa da altri. Il rischio è di non trovarsi da nessuna parte. In un sistema moderno, dalla rivoluzione francese in poi questo vuole dire non avere un posto né volerselo prendere".

    E quindi?
    "Il rischio è che Grillo faccia un grande risultato anche meglio delle aspettative e che poi non ottenga nulla. E paradossalmente rafforzi le forze conservatrici. E' un chiamarsi fuori, a meno di non avere l'ambizione di avere il 50% più uno. Più volte ho chiesto ai grillini una collocazione. Di avere degli interlocutori. E' così che si fa in politica. Non volere le alleanze di partito va benissimo ma in un Paese come il nostro, bloccato dall'informazione, forse sulla banda larga degli alleati si possono anche trovare all'infuori di chi governa in questo momento il Paese. Così come sulle politiche ambientali. Ci sono grandi opportunità in questo senso".

    Grillo si chiama fuori dal sistema ma fa delle proposte concrete.
    "Ma come fanno ad avere la maggioranza? Potrà anche raggiungere il 10%, esagerando, e dopo? Fa l'opposizione magari a chi non vuole cambiare proprio nulla? Rinvia il disegno riformatore a data da destinarsi. E così facendo provoca un danno al Paese".

    Ma con i suoi 20 deputati in Parlamento...
    "Le sue proposte saranno comunque di minoranza".

    beppe grillo
    Beppe Grillo
    In Piemonte però il voto dei grillini è andato a scapito della Bresso...
    "Non sono d'accordo. Non hanno fatto perdere la Bresso. Non hanno fatto vincere invece le loro idee. Consiglio loro di evitare di fare una battaglia di testimonianza che magari ora è molto popolare ma che tra cinque anni avrà un senso diverso".

    Beppe Grillo non rappresenta un pericolo per il Pd?
    "No. Grillo è un pericolo per il Paese. Dice che le cinque stelle sono dedicate all'ambiente, al lavoro, all'economia, alle imprese. Mettiamo che queste proposte io e tanti del Pd le condividiamo, che cosa facciamo? Auspichiamo di fare un'opposizione tenace in Parlamento? Credo che il Paese ora abbia bisogno di un nuovo governo che tenga conto anche di tante delle proposte di Grillo e dei grillini".

    Ovvero?
    "Segnalo a Grillo che in Italia c'è il nucleare. Dice che la televisione è finita. Ma a Cesena un ragazzo del pubblico ha risposto: "Magari!". Uno può anche fare le sue battaglie ideali. E non tanto far perdere la Bresso ma far vincere Cota. Non tanto far perdere il Pd ma far vincere ancora Berlusconi".

    Beppe Grillo rischia quindi di essere un boomerang?
    "Sì, per se stesso prima che per noi. Parla di casa ecologica, banda larga, ambiente, wi-fi... ma al governo c'è Berlusconi. Io dico di non sprecare le energie. Insieme alle 5 stelle di Grillo serve tutto il firmamento per cambiare questo Paese. Serve un approccio rivoluzionario, e su questo sono d'accordo con lui. Ma tutte queste stelle vanno messe in fila e devono essere maggioritarie".

    Quindi è d'accordo con Grillo?
    "A Cesena ho visto delle persone simili a quelle che frequentano il Pd, che hanno le stesse aspirazioni di cambiamento, di democrazia, di cittadinanza. Ma a nulla serve portare 20 ragazzi in Parlamento, chiedere il ricambio, una riforma della legge elettorale e poi avere al governo il Centrodestra. Sarebbe più interessante se su questi temi ci fossero delle convergenze sul piano politico e culturale. Se il Pd fa sue le cinque stelle di Grillo, che motivo ha di non collaborare con noi?".

    Lo scrittore francese Alain de Benoist è il fondatore del movimento culturale denominato Nouvelle Droite (Nuova Destra). Vede delle similitudini con il movimento di Grillo?
    "No. Grillo è un fenomeno anglo-italiano. Penso ai fratelli Miliband e a Obama. E' un movimento partecipativo che è molto anglosassone. Non a caso le sue parole d'ordine sono ispirate al populismo. Nel Paese di Bossi e Di Pietro c'è poco da essere raffinati... Vedo delle basi nella riflessione ecologista e nel rapporto dei cittadini con il potere, che è antichissima, ma non c'è una formalizzazione nel pensiero contemporaneo. E' un fenomeno determinato dal fatto che la politica ha fatto dei passi indietro lasciando ampi spazi vuoti".

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