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Politica
Governo, Berlusconi: la sua riabilitazione cambia tutto il quadro politico
Foto LaPresse

Il ritorno di Berlusconi sulla scena politica non è un fatto da poco.

Riepiloghiamo gli eventi.

Il 1 agosto 2013 Berlusconi è condannato in via definitiva in corte di Cassazione per frode fiscale relativamente al cosiddetto processo Mediaset e a causa della legge Severino, per altro votata anche da Forza Italia e il 27 novembre 2013 il Senato convalida la decadenza di Berlusconi dal ruolo parlamentare e, sempre per la Severino, l’ex cavaliere risulta incandidabile fino al 2019.

Naturalmente l’ex Primo ministro presenta tutti i ricorsi possibili in tutte le sedi, italiane ed europee, e, a sorpresa, il 12 maggio di quest’anno il Tribunale di sorveglianza di Milano lo riabilita.

La decisione del Tribunale milanese è arrivata un mese prima, proprio in un momento in cui Berlusconi era stato messo all’angolo riaprendo, in questo modo, tutti i giochi, fermo restando però la possibilità da parte della Procura generale di fare opposizione dopo aver letto le motivazioni della sentenza.

I giudici hanno valutato il comportamento, “prove effettive e costanti di buona condotta”, di Berlusconi dopo l’espiazione della pena a 4 anni di cui 3 condonati ed uno trascorso ai servizi sociali in assistenza agli anziani (4 ore alla settimana).

Determinanti sono state le relazioni delle questure di Roma e Milano e dei carabinieri di Monza e si è scelto di non dare peso ai procedimenti penali ancora pendenti il Ruby Ter (Procure di Milano, Roma, Torino e Siena) e quello per le stragi del 1993 (Procura di Firenze).

Da tre giorni quindi Berlusconi gode di nuovo di tutti i diritti dell’elettorato passivo a causa di questa decisione che è giunta prima del previsto andando ad aggiungere una nuova variabile al già complesso scacchiere politico di questi giorni di trattativa per la formazione del governo giallo - verde tra Cinque Stelle e Lega.

A questo punto i giochi all’interno della coalizione di centro - destra, ma anche all’esterno si riaprono.

Se infatti un Berlusconi dimezzato era stato messo nell’angolo nella trattativa per la formazione del nuovo governo ora non è più così perché il peso negoziale dell’ex cavaliere aumenta e di molto.

Berlusconi ora rivendica un ruolo molto più importante di prima e altera anche i suoi piani poiché adesso Forza Italia guarda con meno apprensione ad un eventuale voto anticipato che vedrebbe la partecipazione in prima persona del suo leader ed anche Salvini si sente minacciato dal suo ritorno politico, fermo restando l’interesse per un mandato al centro - destra o al governo del Presidente.

Berlusconi ha già attaccato apertamente dicendo che si sente in giro odor di patrimoniale, un vero siluro all’alleato Salvini che si è fatto carico delle apprensioni fiscali del nord propugnando la flat tax e l’intervista odierna al Corriere della Sera di Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento, rafforza la fronda e prefigura possibili opposizioni istituzionali a livello europeo ai progetti di Salvini, bollati come “populisti”.

Tajani fa notare che cambiare i Trattati europei, come chiede Salvini, è molto difficile e che i continui riferimenti all’accordo tedesco tra Cdu e Spd non reggono perché comunque la premier designata era la Merkel e non una persona terza, come in Italia.

Tuttavia, la decisione milanese, rafforza la coalizione di centro - destra nel suo complesso e questo però può essere, a sua volta, utilizzato da Salvini nei confronti della trattativa con Di Maio nel caso prosegua l’imbarazzante stallo a cui stiamo assistendo da troppi giorni.

Infatti il leader della Lega attualmente vale la metà (elettoralmente) di Di Maio e con un centro - destra unito e forte varrebbe invece ben 5 punti percentuali in più, peraltro in aumento sull’effetto dell’entusiasmo, come la recente vittoria nella roccaforte di sinistra di Udine dimostra.

A sua volta Di Maio ha dichiarato che la nuova agibilità politica dell’antico nemico non influenzerà il giudizio (ovviamente negativo) dei Cinque Stelle su di lui, ma questo fa ancora il gioco di Berlusconi nei confronti di Salvini e del suo elettorato di centro - destra.

Un ultimo aspetto riguarda poi anche Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d’Italia che trova dalla decisione della riabilitazione nuova linfa per far valere le ragioni del centro - destra nel suo complesso e rimettersi in gioco. Infatti ieri ha lanciato un nuovo appello al leader leghista dicendo che “è meglio le urne che l’incertezza” e invitandolo a riflettere.

 

 

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