Guerra tra procure sul caso De Magistris. Saladino: mai conosciuto Mancino

Venerdì, 5 dicembre 2008 - 13:00:00


LEGGI LE CARTE

Gli interrogatori di De Magistris: "Dovevano fermare l’inchiesta perché coinvolgeva seriamente Mastella e Prodi"

***********************

Leoluca Orlando (Idv) ad Affaritaliani.it: al Sud tantissimi politici di Centrosinistra e di Centrodestra abitualmente frequentano esponenti mafiosi

***********************

Csm/ Napolitano chiede gli atti a Salerno: "Vicenda grave". Mancino: pronto a lasciare se screditato

Insider/ De Magistris, Colle preoccupato. Ma c'è qualcosa che può arrivare molto più in alto?

Facebook/ Il fan club di De Magistris

De Magistris/ Il Csm: dal plenum solidarietà a Mancino

Giustizia/ Gerardo D'Ambrosio (Pd) ad Affaritaliani.it: a Clementina Forleo manca proprio il buon senso

"D'Ambrosio a pranzo con i pm delle scalate...". Il libro-intervista di Clementina Forleo

De Magistris, il pg di Catanzaro: "Il nostro ufficio è stato vilipeso"

Una vera e propria guerra di procure a colpi di avvisi di garanzia. Dopo il sequestro della documentazione delle indagini "Why Not" e "Poseidone" eseguito martedì scorso dai magistrati di Salerno a Catanzaro, la procura generale del capoluogo calabrese contrattacca, blocca gli atti e iscrive sette magistrati campani sul registro degli indagati. Un velenoso scontro giudiziario che nasce dalla vicenda del presunto "complotto" ai danni dell'ex pm Luigi De Magistris: l'atto di accusa nei confronti dei magistrati calabresi, che avrebbero ostacolato e annientato le ultime inchieste di De Magistris (poi trasferito a Napoli dal Csm) nelle quali erano indagati tra gli altri l'ex-Guardasigilli Mastella e l'ex premier Prodi, è contenuto in un decreto di 1700 pagine emesso dalla procura salernitana. Ma la procura di Catanzaro, "offesa" dall'azione di Salerno, non ci sta e reagisce a quello che - come lo definisce il procuratore generale Enzo Iannelli - "è un atto eversivo e inaudito".


De Magistris

Una vicenda dirompente sulla quale interviene anche il Colle. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che è anche presidente del Csm, prima chiede alla Procura di Salerno di inviare "ogni notizia e - ove possibile - ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti con gravi implicazioni istituzionali". Nella lettera del Colle si parla di inquietanti interrogativi" e viene inoltre paventato il rischio di "paralisi della funzione processuale". In serata, il Quirinale rivolge la stessa richiesta anche alla procura calabrese, esprimendo "preoccupazione sul piano delle conseguenze istituzionali" per quello che si configura come "un aperto, aspro contrasto tra uffici giudiziari".

La vicenda, però, continua a ingarbugliarsi. La Procura di Catanzaro ha infatti bloccato gli atti relativi alle inchieste di De Magistris già sequestrati da Salerno. Il provvedimento (un vero e proprio contro-sequestro) è stato notificato ai carabinieri campani che erano negli uffici della Procura generale di Catanzaro. Inoltre sette magistrati della Procura salernitana, fra cui il procuratore capo Apicella, sono adesso indagati dalla Procura di Catanzaro. Le ipotesi di reato sono abuso d'ufficio ed interruzione di pubblico servizio (poiché le inchieste sono tuttora in corso e la sottrazione degli atti comporterebbe un inevitabile blocco dell'attività di indagine).

C'è stata anche la riunione plenaria del Csm con l'intervento del vicepresidente Nicola Mancino, che si è difeso dalle indiscrezioni diffuse via stampa. "Il giorno in cui una campagna di stampa dovesse incidere sulla mia autonomia non ho difficoltà a togliere l'incomodo" ha detto riferendosi alle notizie pubblicate dal Giornale secondo cui sarebbe coinvolto nell'inchiesta della Procura di Salerno sul "complotto" contro de Magistris, il cui trasferimento è stato deciso proprio dal Csm. "Non vorrei avere su di me neppure l'ombra di un sospetto - ha detto Mancino -, il giorno che dovesse accadere non avrei esitazione a lasciare. Non ho mai telefonato a Saladino - ha chiarito Mancino parlando dell'ex presidente della Compagnia delle Opere e principale indagato nell'inchiesta «Why Not» -, la chiamata partita da uno dei miei numeri di telefono è stata fatta da un'altra persona, da un rappresentante di Comunione e liberazione, Angelo Arminio, che nel 2001 era nella schiera dei miei collaboratori".

(Segue/  Saladino: mai conosciuto Mancino)

0 mi piace, 0 non mi piace


Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

LA CASA PER TE

Trova la casa giusta per te su Casa.it
Trovala subito

Prestito

Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
SCOPRI RATA

BIGLIETTI

Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
PUBBLICA ORA