"Mi è capitato di imbattermi in persone, parlo di membri del Parlamento, che mi hanno raccontato di avere letto le intercettazioni e di avere da esse tratto certe sensazioni e a loro parere fondate sulla vicenda. Se dovessi essere chiamato da un magistrato per difendermi sarei pronto a dire i nomi di questi autorevoli membri del Parlamento". Paolo Guzzanti, durante La Zanzara su Radio 24, torna così sulla querelle con il ministro Mara Carfagna. "Il ministro Carfagna ha annunciato una querela nei miei confronti. L'esperienza insegna che tra una querela annunciata e una querela fatta non dico ci passi il mare, ma insomma, staremo a vedere. Se e quando la querela diventasse un processo e io diventassi un imputato che si deve difendere - aggiunge - naturalmente a quel punto mi difenderei".
"Io - dice ancora - nego di avere posizioni di rottura nei confronti del mio partito. Io ho sollevato brutalmente un problema senza voler investire personalmente il ministro Carfagna anche se poi, di fatto, l'ho investita". Nel corso del programma Guzzanti risponde così all'ascoltatore che lo accusa di attaccare Carfagna solo perché donna: "Al contrario, io trovo maschilista l'atteggiamento di Mara Carfagna che quando deve identificare Sabina Guzzanti la identifica per paternità, come figlia di Paolo Guzzanti. Mara Carfagna è una ragazza del Sud, il femminismo non sa nemmeno dove stia di casa, non le è richiesto. Più che sudista è saudita, ha un concetto quasi moresco, direi. Ripeto: lei ha fatto delle gaffe avrebbe potuto evitarle, ma io non voglio litigare con lei. Anzi, ne approfitto per mandarle idealmente un fiore di pace".