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Politica
Il premier incaricato Conte ha rimesso il mandato. Convocato Cottarelli

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per domani mattina al Quirinale Carlo Cottarelli. Guiderà lui il governo tecnico che porterà il Paese alle elezioni anticipate.

Governo Lega-M5S, tutto saltato. È durato solo quattro giorni l'incarico che il capo dello Stato ha affidato a Giuseppe Conte per la formazione di un governo M5s-Lega. Ora è in atto uno scontro istituzionale con M5s che tuona contro il Colle. "La scelta di Mattarella è incomprensibile", ha attaccato Di Maio. "La verità è che non vogliono il M5s al governo, sono molto arrabbiato ma non finisce qui", minaccia il leader politico grillino. Ma il presidente della Repubblica non ci sta e replica con inusuale durezza a chi lo accusa. "Non ho ostacolato la formazione del governo", ha affermato il presidente della Repubblica. "Al contrario, ho sostenuto il tentativo in base alle regole della Carta", ha proseguito. "Ma il capo dello Stato non può subire imposizioni".

"Ringrazio gli esponenti delle due forze politiche per avere fatto il mio nome per formare il governo di cambiamento. Vi posso assicurare di avere profuso il massimo sforzo, la massima attenzione per adempiere a questo compito". La rinuncia dell'incarico evidenzia uno scontro istituzionale in atto, con la Lega che punta l'indice contro il Quirinale. "Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte - ha tuonato Matteo Salvini - per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto No. Mai più servi di nessuno, l'Italia non è una colonia. A questo punto, con l'onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!".

Il presidente della Repubblica non ha ceduto all'imposizione di Paolo Savona al dicastero dell'Economia. Nel pomeriggio erano saliti prima il segretario della Lega Matteo Salvini, poi il capo politico del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio. L'obiettivo era sciogliere il nodo politico sul ministero dell'Economia che i due leader volevano affidare al professor Paolo Savona. Il risultato è stato che Conte ha rinunciato all'incarico. Vano è stato il tentativo dello stesso Savona di tranquillizzare il Quirinale diffondendo un comunicato nel quale si dichiarava europeista e manifestava l'intenzione di mantenere l'Italia nella Ue. Ma su Savona c'è stato un veto dal Quirinale.

LE PAROLE DI SERGIO MATTARELLA

Mattarella al termine del colloquio ha spiegato la sua scelta. «Ho sperimentate tutte le possibili soluzioni, che pur contrapposte alle elezioni si sono congiunte ne ho agevolato in ogni modo la salita al governo, ne ho atteso tempi e gesti per farle approvare dai militanti, pur consapevole che mi avrebbe attirato considerazioni critiche, ho accolto il nome del presidente del Consiglio superando anche qualsiasi perplessità sul fatto che un governo politico fosse guidato da un tecnico. Nessuno può sostenere che io abbia ostacolato il governo definito del cambiamento, al contrario accompagnato con grande collaborazione questo tentativo, come è mio dovere, in presenza di una maggioranza parlamentare. Avevo fatto presente sia al presidente del Consiglio che ai capi politici che per alcuni ministeri avrei esercitato particolare attenzione. In questo caso il presidente della Repubblica ha condiviso e accettato tutte le proposte tranne quella del ministro dell’Economia: ho chiesto l’indicazione di un rappresentante della maggioranza coerente con le forze di maggioranza» che non mettesse in difficoltà la posizione dell’Italia rispetto all’Europa. Mattarella ha indicato tutti i rischi che il Paese correva con un ministro che mettesse in dubbio la permanenza del nostro Paese nel sistema della moneta unica europea. Ma ha «registrato con rammarico indisponibilità a ogni altra soluzione e quindi Conte ha rimesso il mandato». «L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’Europa, e ne è protagonista», ricorda Mattarella, che non fa «queste affermazioni a cuor leggero», ma pone «la difesa dell’interesse nazionale e della Costituzione» al primo posto: «Quella dell’adesione all’euro è una scelta fondamentale delle prospettive del nostro Paese e del nostro futuro, se si vuole escluderla bisogna approfondirla attentamente. Elezioni anticipate? «Mi riservo di prendere questa decisione nelle prossime ore».

LA DRAMMATICA GIORNATA DI DOMENICA

Governo M5s-Lega, resta il veto del Colle su Savona. Governo balneare e voto in ottobre?

Il premier incaricato Conte è entrato al Quirinale alle 19 per il colloquio decisivo con Mattarella. Nel pomeriggio già al Colle Di Maio e Salvini. Pessimismo M5s: "Sta per saltare tutto". Sempre fonti del M5s rivelano infatti che resiste il veto di Mattarella su Savona. A questo punto l'ipotesi più probabile sembra la creazione di un governo "balneare" del presidente con il ritorno alle elezioni in autunno.

Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del M5S, Mattarella nel corso dei colloqui di questo pomeriggio con Matteo Salvini e Luigi Di Maio avrebbe posto un veto sulla scelta di Paolo Savona a capo del Ministero dell'Economia. Scelta che, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari leghiste, Salvini nel corso dell'incontro avrebbe invece confermato.

Di Maio e Salvini già al Colle prima di Conte

Luigi Di Maio e' stato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle 19 e' atteso l'arrivo del presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte.

Anche Matteo Salvini, come Luigi Di Maio, ha avuto nel pomeriggio un colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima di partire per Terni, dove il leader della Lega ha confermato i comizi in programma in serata. E' quanto si apprende da fonti parlamentari, mentre al Colle e' atteso il premier incaricato, Giuseppe Conte.

M5s, prevale il pessimismo: "Sta per saltare tutto"

Prevale pessimismo nelle file M5S quando ormai il governo sembrava a un passo. Autorevoli fonti pentastellate dicono all'Adnkronos che "sta per saltare tutto". La salita al Quirinale del capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, dunque, non avrebbe avuto gli effetti sperati per sbloccare lo stallo legato alla formazione del nuovo governo.

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