Ci risiamo. Dopo
Repubblica tocca al
Corriere della Sera.
Un'altra indagine. E ancora una volta ci sono di mezzo ragazze che in qualche modo rimandano, direttamente o indirettamente e in modo obliquo e ambiguo al
presidente del Consiglio. Si parte dagli appalti nel settore della sanità, concessi, secondo l'articolista Fiorenza Sarzanini, in cambio di mazzette. Sarebbe questa l’inchiesta che agita e rafforza l’idea del complotto nell’entourage del premier. Nel corso dell’indagine - spiega il quotidiano di via Solferino - sarebbero state infatti intercettate conversazioni che riguardano alcune feste organizzate a
Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. E i personaggi coinvolti avrebbero fatto cenno al versamento di soldi alle ragazze invitate a partecipare a queste occasioni mondane. Gli accertamenti su questo fronte sono appena all’inizio, ma le voci corrono velocemente.
Dunque non si esclude che possa essere proprio questa la "scossa al governo" della quale ha parlato domenica scorsa
Massimo D’Alema. Da notare che due giorni fa era stato lo stesso ministro per i Rapporti con le Regioni,
Raffaele Fitto, pugliese doc, a chiedere con una dichiarazione pubblica a quali informazioni avesse avuto accesso D’Alema, paventando così il sospetto che si riferisse proprio a un’indagine condotta a Bari. Ed ecco così che anche il
Corriere ha la sua Noemi. Si chiama
Patrizia D'Addario ed è candidata nelle liste di 'La Puglia prima di tutto', schieramento inserito nel Popolo della Libertà alle ultime elezioni comunali nel capoluogo pugliese. La ragazza sostiene di aver passato una notte a
Palazzo Grazioli ("esattamente la sera dell’elezione di Barack Obama") e si dice convinta che nessuno possa smentirla, avendo le prove del suo racconto ("Ci sono i biglietti aerei. Ho le registrazioni"). E il ventilatore che sembrava spento, si rimette a ruotare vorticosamente... Alla prossima.