"Vogliamo sapere l'esito del nostro voto. Queste elezioni sono false". Gli studenti iraniani di Milano scendono in piazza per protestare contro le elezioni che hanno dato la vittoria al presidente Ahmadinejad. "Vogliamo sapere dove sono andati a finire i nostri voti", spiega ad Affaritaliani.it uno dei leader della protesta, Pirooz Ebrahimi, un ex studente che vive in Italia.
Una manifestazione pacifica quella di Milano che si sta estendendo rapidamente. Anche a Torino e a Firenze i giovani iraniani in Italia sono scesi in piazza per "esprimere solidarità ai ragazzi iraniani picchiati dalla polizia, arrestati. Ci sono delle voci che parlano di sei morti", afferma Ebrahimi. "Le manifestazioni non riguardano solo Teheran, ci sono proteste anche in altre città".
"Il risultato non corrisponde a quello dato dal governo. Basta guardare le manifestazioni, i voti degli iraniani all'estero e la censura nell'informazione", spiega Ebrahimi. "Non ci sono dati precisi, non accettano le proteste di Moussavi. E' un tre contro uno".
Il tam tam passa dalla rete. "Attraverso Facebook riusciamo a comunicare con gli amici, ma loro si infiltrano illegalmente perché la censura ha chiuso anche questo social network. Neanche i telefonini funzionano, non riusciamo a mandare sms. Ci sentiamo con il telefono di casa", spiega. "I poliziotti colpiscono i ragazzi con i pugnali. Ci sono le foto", accusa Pirooz.
PROTESTE A ROMA. Bandiere verdi, il colore del partito di Mousavi, immagini di guerriglia con manifestanti insanguinati e tanti striscioni che riportano tutti la stessa frase "Where is my vote?", dove è il mio voto. E' iniziata così la protesta di fronte all'ambasciata islamica dell'Iran sulla via Nomentana: in prima linea gli studenti iraniani che abitano a Roma e che denunciano "brogli elettorali". Insieme a loro anche adulti, professionisti e rifugiati politici, circa un centinaio di persone. "Rivogliamo i nostri voti" gridano all'unisono i manifestanti, molti dei quali hanno la bocca coperta con mascherine verdi. "Ahmadinejad is not my president" si legge su uno dei cartelloni.
SEGUE/ INTERNET BATTE LA CENSURA. LE FOTO E I VIDEO MAI VISTI