La guerra si allarga anche al Libano. Razzi contro Israele. Il Papa bacchetta i leader

Giovedì, 8 gennaio 2009 - 17:20:00


La guerra "giusta" di Israele Di Pasquale Della Torca

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Le speranze di un cessate il fuoco duraturo nella Striscia di Gaza sembrano destinate a durare poco. Alcuni razzi katiuscia sono caduti sull'alta Galilea occidentale, nel nord di Israele, in prossimità del confine col Libano, facendo rialzare la tensione nello Stato ebraico, che potrebbe ora trovarsi impegnato in uno scontro su due fronti: a sud contro i miliziani di Hamas che controllano la Striscia e a nord contro le fazioni filopalestinesi legate agli Hezbollah.

ISRAELE: HEZBOLLAH NON C'ENTRA. Il governo israeliano ritiene che dell'attacco con razzi siano responsabili estremisti palestinesi con basi nel Libano meridionale, e non le milizie sciite locali di Hezbollah: lo ha dichiarato all'emittente televisiva 'Channel 2' il ministro per gli Affari dei Pensionati, Rafi Eitan, già alto ufficiale del Mossad, i servizi segreti. "La responsabilità è interamente del governo libanese", ha peraltro sottolineato. "Credo", ha poi osservato Eitan, "che si sia trattato di episodi isolati"; e comunque, ha aggiunto, "ce l'aspettavamo".

Quanto a una seconda e successiva salva di razzi, smentita nel frattempo sia da Israele sia dalle forze di sicurezza di Beirut, fonti militari nello Stato ebraico hanno affermato che l'allarme "apparentemente è stato dovuto al boom sonico" provocato da un qualche aereo di passaggio sulla zona, che a sua volta avrebbe innescato le sirene di segnalazione lungo la frontiera libanese.

HAMAS NEGA COINVOLGIMENTO. Hamas si è subito chiamato fuori dal lancio di razzi che all'alba aveva colpito il nord d'Israele, negando qualsiasi coinvolgimento nell'attacco, che aveva a sua volta scatenato l'immediata reazione dello Stato ebraico, con bombardamenti di artiglieria sul sud libanese. "Non siamo in grado di attribuire l'accaduto ad alcuna fazione palestinese, non sappiamo chi abbia scagliato i razzi", ha dichiarato Raafat Morra, portavoce del Movimento di Resistenza Islamica in Libano. "Hamas", ha sottolineato, "persegue la propria battaglia all'interno della Palestina, e il nostro principio è quello di non servirci di nessun altro suolo arabo per rispondere all'occupazione. Questa", ha insistito Morra, "è la nostra ferma linea politica".

LA CONDANNA DEL PREMIER LIBANESE. Il primo ministro libanese
Fouad Siniora ha duramente condannato i lanci di razzi dal sud del Paese che in mattinata hanno colpito la parte settentrionale d'Israele, ferendovi lievemente cinque persone: secondo quanto recita un comunicato ufficiale a sua firma, il premier di Beirut "considera quanto accaduto una violazione" della risoluzione numero 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che nel 2006 pose fine alla guerra-lampo tra le truppe israeliane e le milizie sciite di Hezbollah.

TROPPI RISCHI, AGENZIA RIFUGIATI ONU SOSPENDE ATTIVITA'. L'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha deciso di sospendere le sue operazioni nella Striscia di Gaza perché è troppo rischioso. "L'Unrwa ha deciso di sospendere tutte le sue operazioni nella Striscia di Gaza a causa delle azioni sempre piu' aggressive contro le sue strutture e il suo personale", ha spiegato Adnan Abu Hasna, portovoce a Gaza della principale agenzia delle Nazioni Unite nella zona. Hasna non ha chiarito quanto durera' la sospensione.


Morti a Gaza
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USA: ISRAELE AUMENTI LE ORE DI TREGUA . Il Dipartimento di Stato Usa ha chiesto ad Israele di aumentare lo spazio di tempo per l'accesso agli aiuti umanitari a Gaza. "Crediamo che debba esser aumentato ulteriormente", ha detto il portavoce Robert Wood, a proposito del corridoio umanitario aperto da Israele e che consente per tre ore libero accesso nel territorio alle organizzazioni e ai loro aiuti. "Pensiamo che le ore (di tregua) debbano essere aumentate; ed è qualcosa a cui stiamo lavorando con Israele e gli altri". Wood ha inoltre definito "terribile" la situazione a Gaza: "Siamo davvero preoccupati per quel che sta accadendo sul terreno".

Segue/ Gaza, verso una risoluzione Onu

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