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Ius sol dopo la legge di stabilità: si va verso un rinvio al Senato

La legge sulla cittadinanza vicina al binario morto

Ius sol dopo la legge di stabilità: si va verso un rinvio al Senato

Si va verso un rinvio dello ius soli al Senato. Domani la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama affrontera' il tema ma si punta a posticipare la discussione in Aula dopo il voto che richiede l'asticella dei 161 si' sulla lettera del governo al Parlamento in cui, in base al nuovo articolo 81 della Costituzione, si chiede l'autorizzazione allo scostamento di medio termine dal deficit. Il Pd al Senato e' intenzionato a portare avanti la battaglia ma non ora, si verifichera' piu' avanti se ci sono i numeri per avere il via libera. Il tentativo si potrebbe fare, ribadiscono fonti parlamentari, prima o subito dopo l'approvazione della legge di stabilita'.

Una delle ipotesi e' quella di portarla in Aula quando la 'finanziaria' approdera' alla Camera. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni anche nel suo intervento al Meeting Cl di Rimini ha ribadito la necessita' di andare avanti sul ddl. Ma al momento non c'e' intenzione di cercare di forzare la mano. "E' una legge da fare, e' una legge di civilta'", dice il ministro Delrio. Tuttavia la valutazione che emerge e' che si vuole evitare di alimentare ora tensioni al Senato prima dei voti decisivi legati alla ripresa economica del Paese.

A spingere per un rinvio dello ius soli sono soprattutto i centristi. Ap e' in fibrillazione per la decisione del partito di stringere un'intesa con il Pd in Sicilia: la riunione dei parlamentari lombardi, in un primo momento convocata per oggi pomeriggio e' saltata, resta pero' la contrarieta' di molti esponenti di Alternativa popolare all'accordo e soprattutto a far passare la legge dello ius soli al Senato. "Occorre rinviare le leggi decisive", osserva il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi (Energie per l'Italia).

Sulle barricate le altre forze dell'opposizione anche se Sinistra italiana nelle scorse settimane aveva offerto l'eventualita' di un si' ad una 'fiducia tecnica'. Si cerchera' inoltre la sponda del gruppo delle Autonomie. "Noi - ha sottolineato oggi Renzi - abbiamo lanciato il cuore oltre l'ostacolo sui diritti e non solo dei migranti, nel libro dico che lo Ius soli e' un elemento di garanzia, ora abbiamo lasciato la decisione al premier e al governo". Mdp preme, "rimandare sarebbe una resa", dice la capogruppo Guerra. Domani ci sara' anche un sit in davanti Montecitorio delle associazioni che promuovono la campagna "L'Italia sono anch'io". "Basta con i tatticismi politici sui diritti. Per questo - annuncia il segretario di Possibile, Civati - saremo al fianco di chi manifesta per chiedere l'approvazione dello Ius soli entro settembre".

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