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Angelo Maria Perrino

La Cancellieri chiamò Ligresti. Nuovi tabulati imbarazzano il ministro

 

 

annamaria cancellieri

Riesplode il caso Cancellieri in attesa del voto previsto mercoledì prossimo in aula Camera sulla mozione di sfiducia presentata dal del Movimento Cinque Stelle nei confronti della ministro della Giustizia per le sue conversazioni telefoniche di quest'estate con la famiglia Ligresti a ridosso degli arresti di Salvatore Ligresti e delle sue figlie. Esistono infatti altre conversazioni della Guardasigilli, almeno nove e spesso su iniziativa della stessa Cancellieri, con la famiglia Ligresti, oltre a quella con la compagna di Salvatore Ligresti spiegata dalla ministro al Parlamento come un gesto di solidarietà umana ad un'amica. Talvolta si tratta di chiamate che il ministro fa dopo essere stata cercata sul telefono mobile senza successo.

In particolare, secondo quanto riporta "La Repubblica", il ministro avrebbe avuto un colloquio telefonico con Antonino Ligresti poche ore prima dell'interrogatorio dei pm torinesi con la stessa Cancellieri, sentita come teste il 22 agosto. Vi sarebbero stati poi, diversi contatti tra Sebastiano Peluso, il marito della Cancellieri e i familiari di Salvatore Ligresti.  Numerose le conversazioni telefoniche che hanno colpito gli investigatori.  Secondo indiscrezioni si tratta di chiamate che confermano la preoccupazione della famiglia Cancellieri per quel che stava capitando agli amici, coinvolti nello scandalo Fonsai. Per ora non cambia la posizione della procura di Torino: agli atti non c'è¨ nulla di penalmente rilevante. Intanto, si voterà il 21 novembre la mozione di sfiducia proposta dai cinquestelle contro la Guardasigilli.

Intanto nel Pd i malumori nel partito per quelle telefonate del ministro della Giustizia alla famiglia Ligresti non si sono sopiti. E dei maldipancia che avevano accompagnato la linea del Pd si è fatto portavoce Matteo Renzi quando, a Servizio Pubblico, ha criticato Gugliemo Epifani per avere difeso Cancellieri. Ora, con la mozione di sfiducia dell'M5S nei confronti del Guardasigilli in arrivo in Aula alla Camera, il caso rischia di esplodere di nuovo nel partito democratico. Da piu' parti e' stata chiesta una discussione, e possibilmente un voto, tra i deputati, un'istanza raccolta dal capogruppo Roberto Speranza intenzionato, a quanto si e' appreso, a convocare un'assemblea a ridosso del passaggio della mozione alla Camera.La lettura dei giornali oggi, con le nuove intercettazioni tra Cancellieri e Antonino Ligresti, hanno dato nuovi argomenti a chi fin dal primo momento ha sostenuto la necessita' di dimissioni del Guardasigilli. "Chiedo che il gruppo del Pd voti questa decisione al suo interno", e' partito all'attacco Pippo Civati, e "siccome oltre a me anche Renzi ha fatto capire di volere le dimissioni del ministro, e siccome lui conta su una larga schiera di deputati (i 'suoi' e i fassiniani, i veltroniani, i lettiani, i franceschiniani che lo sostengono), e' probabile che la decisione passi". Per una discussione tra i deputati e un voto vincolante sono anche i renziani. "Si deve pronunciare il gruppo e si deve votare. Poi la decisione si rispetta", ha assicurato Ernesto Carbone, il deputato che per prima usci' allo scoperto chiedendo al ministro di lasciare il suo scranno. In difficolta' anche molti giovani deputati, entrati alla Camera con le primarie. Come Alessia Morani, una delle animatrici del gruppo dei 'non allineati' e ora schierata con Renzi. "Voto con il Pd, ma Cancellieri deve dimettersi", ha spiegato oggi in un videoforum con la Stampa. Ma di la' dall'ottimismo di Civati, non e' affatto detto l'assemblea dei deputati decida la sfiducia, come ha dimostrato la vicenda dell'elezione di un nuovo membro dell'Agcom. I renziani hanno difeso con forza la candidatura di Antonio Sassano contro quella di Antonio Nicita, e ieri hanno preteso che si votasse tra i deputati. Alla fine ha avuto la meglio Nicita con una cinquantina di voti di scarto, segno che nonostante sia sempre piu' ampio il fronte pro-Renzi su alcune questioni non e' ancora cosi' compatto. Pare difficile, per esempio "i franceschiniani" citati da Civati possano votare la sfiducia con Dario Franceschini collega di governo di Cancellieri.




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