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Politica
La strategia di Berlusconi per il centro-destra
SCHIAFFO 1 - Silvio Berlusconi. Era meglio quando ad Arcore si circondava delle cosiddette Olgettine. Certe consigliere che ha ora gli fanno solo male...

Il governo giallo-verde sembra tenere alla prova del tempo.

Certo, il futuro si presenta con alcune insidie frutto di più o meno latenti contraddizioni ideologiche e programmatiche. Per ora i Cinque Stelle si sono ritagliati un profilo di “sinistra” mentre la Lega ne ha uno di “destra”.

Nei dossier infrastrutturali, tipo Tav e Tap, i desiderata sono opposti, come lo sono anche in materia di lavoro e fiscale: Decreto Dignità e reddito di cittadinanza versus partite iva e flat tax. Contraddizioni su cui sta lavorando Silvio Berlusconi per far deflagrare il conflitto internamente al governo stesso. In questo contesto qualche strumento di pressione l’ex Cavaliere ce l’ha: ad esempio per la nomina di Marcello Foa a Presidente della Rai occorrono i voti dei due terzi dei membri della Commissione di Vigilanza e quindi i sette voti di Forza Italia saranno determinanti ed infatti Berlusconi ha detto che l’idea è, “per adesso”, di votare no. Tuttavia, è ben difficile che Salvini abbia proposto il nome di Foa senza aver tenuto conto dell’alleato di centro-destra e quindi è ovvio che la trattativa di condizionamento, il “peradessisimo”, è iniziata.

A parte Foa, potenzialmente molto pericoloso per la Lega il Decreto Dignità che va a colpire, di fatto, proprio i piccoli e medi imprenditori del nord-est che sono la sua base votante e che si sentono traditi in cambio del via libera dei pentastellati alla politica dura sui migranti.

E Berlusconi proprio sul mondo imprenditoriale vuole agire per dare un segnale alla Lega, questo il senso della nuova Forza Italia da poco annunciata.

L’obiettivo dell’ex Cavaliere è chiaramente quello di seminare zizzania tra Di Maio e Salvini con l’intento di riavvicinare quest’ ultimo al centro-destra con cui governa in tutto il nord; in questo modo la crepa si potrà allargare fino a mettere a repentaglio il governo stesso con le inevitabili criticità legate alla finanziaria autunnale. In tutto questo c’è da capire cosa farà Giorgia Meloni da grande, visto che Fratelli d’Italia (che ha già dimezzato il consenso elettorale) sta subendo una lenta ma costante erosione da parte della Lega stessa, ad esempio a Roma, dove oggi in Campidoglio saranno presentati i transfughi.

 

 

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silvio berlusconimarcello foamatteo salvinigiorgia meloni
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