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Politica
Lavoro/ Damiano ad Affari: da Renzi proposte condivisibili

Di Tommaso Cinquemani

"Bisogna difendere l'Articolo 18, ma sono anche favorevole a seguire l'indicazione di Renzi e consentire ai giovani di entrare nel mercato del lavoro con un lungo periodo di prova, terminato il quale deve però esserci la stabilizzazione". Cesare Damiano, ex dirigente della Cgil e ora presidente della Commissione lavoro della Camera, con una intervista ad Affaritaliani.it, accoglie le proposte di Renzi sulla riforma del lavoro. Apre anche all'assegno di disoccupazione per tutti: "Serve una forma di ammortizzatore sociale che valga per l'universo dei lavoratori". E sulla crisi del sindacato, incapace di rappresentare i lavoratori precari è tranchant: "Il sindacato fatica a rappresentare questo nuovo mondo, ma non è detto che debba farlo".

Onorevole Damiano, che cosa pensa della proposta di Renzi di creare dei contratti di inserimento al lavoro privi della tutela dell'Articolo 18?
"Io sono per mantenere l'articolo 18, ma sono anche favorevole a seguire l'indicazione di Renzi quando ha detto che non bisogna togliere diritti a quelli che li hanno, ma aggiungerli a quelli che non li hanno. Se non vogliamo consolidare strutturalmente una differenza tra il mondo dei 'garantiti' e quello dei 'non garantiti' dobbiamo consentire ai giovani di entrare nel mercato del lavoro, anche con un lungo periodo di prova, terminato il quale c'è il passaggio alla stabilizzazione, con un incentivo a vantaggio dell'impresa che assume a tempo indeterminato. In ogni caso Renzi ha detto che l'argomento non è all'ordine del giorno".

 

In quale modo il governo ha cercato di incentivare la creazione di posti di lavoro?
"Nella Legge di Stabilità, con tutte le manchevolezze di un testo composito, qualche cosa c'è. Lo sconto sul cuneo fiscale a vantaggio delle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato, ad esempio. Gli sconti di un miliardo di euro, restituito dall'INAIL alle imprese, che certificano infortuni zero. Ma anche un miglioramento del potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni".

 

Per il 2014 che cosa dovrebbe fare il governo Letta sul tema del lavoro?
"Prima di tutto intervenire sul cuneo fiscale. Questi provvedimenti dovrebbero poi essere supportati da un piano di investimenti straordinario per incentivare l'occupazione. Serve un intervento dell'Europa e degli Stati che vada nella direzione della crescita. Bisogna adottare delle politiche anticicliche, esattamente il contrario di quanto ci ha imposto la Germania. Sono per rompere questo circolo vizioso verso cui ci ha portato l'austerità cieca".

Una delle proposte del responsabile economico di Renzi, Filippo Taddei, è quella di prevedere un assegno di disoccupazione per chi non ha tutela, come le partite Iva o i precari. E' una strada percorribile?
"E' un terreno minato, difficile. Innanzi tutto in Italia c'è tanta confusione tra reddito di cittadinanza, minimo garantito, indennità di disoccupazione, cassa in deroga, equo compenso ecc. Quando parliamo di lavoro dobbiamo superare il concetto del '900 del lavoro subordinato accanto al quale oggi esiste sotto varie forme il lavoro autonomo, parasubordinato. Noi vogliamo intervenire su tutti questi aspetti del mondo del lavoro. Sono favorevole al fatto che una forma di ammortizzatori sociali/indennità di disoccupazione valga per l'universo dei lavoratori. Però sono anche dell'Idea che una forma primaria di protezione sia il risultato di un autofinanziamento degli attori sociali, imprese e lavoratori. Questo per evitare degli abusi".

Lei ha avuto una lunga carriera all'interno della Cgil e conosce pregi e difetti del sindacato. In questo momento i sindacati rappresentano ancora i lavoratori e le loro esigenze?
"Accanto al lavoro tradizionale abbiamo assistito ad un aumentato vertiginoso di quello non tradizionale. Il sindacato fatica a rappresentare questo nuovo mondo. Ma non è detto che il sindacato confederale debba rappresentare tutti questi mondi. Lo possono fare le associazione dei lavoratori autonomi e quelle di carattere professionale. Il sindacato confederale però potrebbe sforzarsi, nelle sue contrattazioni, di estendere alcune tutele, come l'ingresso al lavoro, la stabilizzazione, l'accesso alla pensione integrativa, l'indennità di infortunio o di maternità, ecc.., anche agli occupati non tradizionali. E' chiaro che i giovani oggi si sentono poco rappresentati".

 twitter@Tommaso5mani

Tags:
cesare damianorenzilavoroarticolo 18
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