Legge elettorale/ Il "premio" (15%) sarà al partito. Maggioranze decise dopo il voto
ESCLUSIVO/ Affaritaliani.it è in grado di anticipare come sarà la riforma elettorale che verrà approvata nelle prossime settimana: premio (del 15%) al partito e non alla coalizione. La conseguenza? Le maggioranze si formeranno dopo il voto e non prima. Tramonta quindi l'alleanza Pdl-Lega ma anche l'intesa di Centrosinistra. Se Bersani vince, come indicano i sondaggi, sceglierà a urne chiuse il partner di governo. Sempre che non riesca ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in entrambe le Camere (ipotesi remota)
Premio di maggioranza, del 15%, al partito e non alla coalizione. E' il nodo chiave della riforma elettorale che verrà approvata nelle prossime settimane e con la quale si andrà a votare nella primavera del 2013. E' quanto ha appreso Affaritaliani.it da una fonte ai massimi livelli del Popolo della Libertà. "Anche perché - spiega l'interlocutore del Centrodestra da sempre vicinissimo all'ex premier - se non c'è il premio al partito ma alla coalizione noi non facciamo l'accordo e si va a votare con il Porcellum".
Quali saranno le conseguenze di questa riforma? Semplice. Il Pdl, che si accinge a cambiare nome (un'ipotesi resta quella di 'Italia' come anticipato da Affaritaliani.it), andrà da solo con Berlusconi candidato premier, così come il Pd con Bersani, il Movimento 5 Stelle, Sel con Vendola, la Lega con Maroni etc... Il partito che raggiungerà il maggior numero di voti conquisterà il 15% in più di seggi alla Camera e al Senato, ma, probabilmente, nessuno sarà in grado di governare da solo. E quindi la maggioranza si formerà dopo il voto.
A questo punto, ipotizzando che vinca il Partito Democratico - come indicano i sondaggio a oggi -, Bersani potrebbe scegliere tra l'Udc di Casini e l'alleanza con Vendola. O addirittura, in via ipotetica, anche un'intesa con il Carroccio di Maroni. Quella di Berlusconi è una scelta obbligata, dato che con il centristi l'alleanza è finita e con la Lega il rapporto è di odio e amore non essendoci più Bossi alla guida del movimento di Via Bellerio.


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