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Politica
Lettera aperta a Salvini: l'Italia intervenga militarmente in Libia

Caro Matteo Salvini,

l’Italia, ancora una volta, sta subendo la politica francese del novello Napoleone di cartapesta, Emmanuel Macron. È stata infatti proprio la Francia che volle la guerra a Gheddafi che ha condotto all’attuale stato di cose: instabilità, incertezza, frammentazione delle forze politiche in gioco, confusione. Sempre la Francia si è resa negli ultimi tempi protagonista di episodi di intollerabile attacco alla sovranità del nostro Paese come i fatti di Bardonecchia stanno a dimostrare. Sempre la Francia si è messa sistematicamente di traverso nei confronti delle iniziative italiane arrivando a criticarne la politica sovranista e le intese con il leader ungherese Viktor Orban.

L’Italia ha interessi fondamentali in Libia, a cominciare, come noto, da quelli energetici dell’Eni. Non si può derogare alla loro difesa. Qualche giorno fa la sua ambasciata a Tripoli è stata sfiorata da un colpo di mortaio dei ribelli. La Libia è stata colonia italiana ed ha sempre mantenuto rapporti privilegiati con il nostro Paese e non intervenire direttamente vuol dire abdicare ad un ruolo storico, come se la Francia non si curasse più, ad esempio, delle sue ex colonie come la Algeria e la Tunisia.

Da poco l’Italia, proprio grazie alla azione del nuovo governo, ha ritrovato dignità internazionale in una Europa che ci ha sempre visto lo zerbino su cui scendere verso sud, verso l’Africa, tra i risolini allocchi di Sarkozy, colui che è il principale responsabile dell’attuale situazione e la Merkel, la sorniona signora di una Germania da sempre egemone e nemica del nostro Paese.

La Francia ha da sempre interessi antagonisti ai nostri, soprattutto sull’energia, e ha già uomini e mezzi militari. L’Italia deve dare un segno chiaro ed inequivocabile in tal senso, inviando forze militari equipaggiate che ne possano garantire fattivamente gli interessi. Viceversa, lasciando il campo libero ai francesi, abdicheremmo ad un ruolo storico dando di nuovo quella impressione di mollezza e ignavia che ha caratterizzato il nostro agire negli ultimi decenni. Un contingente militare sia pur a scopi di mantenimento della pace è quindi assolutamente necessario in Libia tanto più che l’Italia è presente in molti altri teatri bellici non difendendo direttamente nostri interessi nazionali.

Auspichiamo dunque che il proclama di non intervento da parte del governo italiano sia da leggersi solo a scopo tattico e non costituisca una decisione strategica che farebbe solo il gioco delle solite potenze straniere ostili all’Italia da molto tempo e che finora si sono nascoste sotto l’ipocrita facciata di una falsa amicizia.

Occorre quindi che l’Italia sostenga militarmente il governo di Tripoli di Fayez al Sarraj, legittimamente riconosciuto dall’Onu, contro gli interessi francesi che sostengono invece il governo di Tobruk di Khalifa Haftar. L’Italia dia un segno concreto di cambiamento e protegga i propri interessi nazionali.

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