Politica
Leva militare volontaria, la proposta di Crosetto: ecco chi verrebbe coinvolto e qual è il vero obiettivo
L'intenzione sarebbe di coinvolgere anche i giovani, ma non per schierarli in prima linea né con le armi in mano

Guido Crosetto
Leva volontaria, il progetto di Crosetto: chi finirà nella riserva e a cosa servirà
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato un nuovo disegno di legge sulla leve militare, che dovrebbe essere esaminato dal Consiglio dei ministri prima di approdare in Parlamento, dove sarà discusso dalle forze politiche.
Non c’è ancora un testo ufficiale, ma al momento si ipotizza una leva su base volontaria istituita secondo il modello francese e tedesco, al fine di reclutare almeno 10mila persone con competenze in settori strategici, come la cybersicurezza. Se da un lato le opposizioni hanno sollevato una pioggia di critiche, dall’altro la maggioranza appare divisa: Forza Italia invita alla cautela, mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, rilancia la sua proposta di leva obbligatoria per sei mesi.
Cosa vuole fare Crosetto
Da quanto emerge dalle dichiarazioni del ministro, l’obiettivo sarebbe quello di creare una riserva militare composta da almeno 10mila volontari, non operativa in modo continuativo, ma attivabile in caso di estrema necessità.
Un contingente potrebbe essere formato, ad esempio, da ex guardie giurate, militari in congedo o da personale civile con qualifiche specifiche, come medici e ingegneri. Esiste già oggi un nucleo di specialisti, soprattutto ex militari con laurea, che si occupa dei progetti che richiedono competenze ingegneristiche, ma si tratta di numeri ancora molto limitati.
L'intenzione sarebbe di coinvolgere anche i giovani, ma non per schierarli in prima linea né con le armi in mano. Anzi, nessuno dei partecipanti della leva volontaria dovrebbe essere destinato al fronte: il loro ruolo sarebbe di supporto logistico e cooperativo, anche in contesti diversi dai conflitti, come emergenze o calamità naturali.
Il ministro Crosetto, in particolare, sarebbe interessato a reclutare persone con competenze nel campo della cybersicurezza. In merito a ciò, nel documento presentato a metà dicembre al Consiglio supremo di Difesa si ipotizzava la formazione di 10-15mila persone in ambito tecnologico, di cui almeno 5mila dedicate specificamente alla sicurezza informatica.
