'Fratelli d’Italia?' è il libro dell'anno

Ormai è diventato un caso. Tutti ne parlano. Nei Palazzi della politica, nei centri del potere finanziario ed economico e nel mondo della comunicazione. Tanto che viene considerato il libro dell'anno. 'FRATELLI D’ITALIA?', scritto da un misterioso e informatissimo anonimo, che Affaritaliani.it sta pubblicando a puntate, ha messo sottosopra partiti e istituzioni. Non a caso le vicende raccontate nel libro stanno trovando conferme nei fatti degli ultimi giorni (vedi le difficoltà del premier sulla Giustizia e sulle Regionali sia con Gianfranco Fini sia con Umberto Bossi)

Giovedì, 3 dicembre 2009 - 08:10:00


FORUM/ E' caccia all'autore del libro 'FRATELLI D’ITALIA?'. In base allo stile e ai dettagli, secondo te chi è l'anonimo scrittore del romanzo?

LA CRONACA DELLA SERATA/ 'Fratelli d'Italia?' sbarca a Roma, Zaia: "Il governo non cadrà e la secessione è ormai solo parte della storia della Lega"

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Italy: New book foretells north's secession

'FRATELLI D’ITALIA?'/ Caccia all'autore anonimo

"Fratelli d'Italia?"/ Il giallo dell'anonimo esplode sul web: da Cossiga a Bersani alla massoneria... Ecco tutte le ipotesi

FRATELLI D'ITALIA?

Il capitolo 8

Il capitolo 7

Il capitolo 6

Il capitolo 5

Il capitolo 4

Il capitolo 3

Il capitolo 2

Il capitolo 1

Prefazione di Davide Corritore e Paola Domenichini e indice

ECCO L'ULTIMO DRAMMATICO CAPITOLO: THE END: UNA FAVOLA MENZOGNERA di"Fratelli d'Italia?", il libro dell'informatissimo anonimo sulla secessione della Padania che sta facendo tremare il Palazzo, e non solo: "Noi italiani non siamo 'normali', o per meglio dire uniformabili. Ciò che voglio dire è che, perlomeno da noi, l'appartenenza, il senso identitario non sono misurabili necessariamente con parametri che si richiamano all'attaccamento alla nazione".

"Al momento della secessione, da noi non mancava nulla, anzi forse c'era troppo, troppo di tutto: interessi da difendere, ricchezza da conservare, egoismi da coltivare, e anche appartenenze da reclamare... Per questo, come notavi all'inizio 'tutto sembrava come prima, tutti si comportavano come se appartenessero ad un unico Paese..'.

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FRATELLI D'ITALIA? SBARCA A ROMA. Il libro che sta sconvolgendo il mondo della politica, e non solo, sbarca nel cuore del potere. Il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino ha presenta Fratelli d'Italia? ieri sera al Cenacolo di Marco Antonellis al ristorante Margutta (in via Margutta 118), nel pieno centro della capitale a pochi passi dal Parlamento e da Palazzo Chigi. Guest star della serata il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, protagonista dello stesso libro che ipotizza nel 2013 la secessione del Nord partendo dal suo Veneto. Presenti anche molto esponenti politici, giornalisti e opinion leader.


Fratelli d'Italia? sbarca a Roma
Il BlackBerry reportage di Angelo Maria Perrino
GUARDA LA GALLERY

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La caccia all'autore del best seller dell'anno si fa sempre più serrata. E stavolta ci si mette anche il Corriere della Sera, che dopo aver dedicato venerdì 20 novembre un lungo articolo a "Fratelli d'Italia?", ci torna su con la smentita del ministro Luca Zaia, il quale assicura che no, per carità, lui non c'entra con questo libro geniale che ricorda tanto "Berlinguer e il professore". La curiosità del quotidiano milanese, però, non si placa certo con la smentita del titolare dell'Agricoltura. Ed ecco allora l'intervista a uno dei pochi che conosce il segreto di questo pamphlet: il direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino. Che, ovviamente, non si lascia scappare una parola sul misterioso autore, ma racconta come quest'opera sia nata all'inizio come un "divertimento tra amici". "A me sembrava però un peccato che la sua circolazione fosse limitata- spiega poi Perrino -, e così ho proposto all'autore di metterne almeno una parte su Affaritaliani.it. Il riscontro è stato immediato, straordinario. Al punto che ne abbiamo realizzato una versione cartacea che si può acquistare dal nostro sito".

Inutile dire che l'articolo del giornale di via Solferino è immediatamente finito nella rassegna stampa di Motecitorio, dove sono molti i deputati ad aver letto il libro e a interrogarsi sul suo autore.

In campo per scovare il padre di 'Fratelli d'Italia' è sceso anche il Tg5 che ha dedicato al misterioso scrittore un servizio della sua edizione delle 8 del mattino. Teste preferito ancora una volta il ministro Zaia, che ribadisce di non essere né di conoscere l'autore. (ECCO IL VIDEO)

LIBRO DELL'ANNO. Insomma, ormai è diventato un caso. Tutti ne parlano. Nei Palazzi della politica, nei centri del potere finanziario ed economico e nel mondo della comunicazione. Tanto che viene considerato il libro dell'anno. 'FRATELLI D’ITALIA?', scritto da un misterioso e informatissimo anonimo, che Affaritaliani.it sta pubblicando a puntate, ha messo sottosopra partiti e istituzioni.

IL FORUM. I lettori sono scatenati. E' caccia all'autore top secret. C'è chi dice che sia un massone, chi punta il dito su Roberto Maroni e chi scommette su Francesco Cossiga. Partecipa anche tu al forum. Non solo. L'iniziativa lanciata da Affaritaliani.it di vendere 'FRATELLI D’ITALIA?' online, il primo libro al mondo venduto soltanto su Internet, è stata un successo. Tanto che il sito di Bow è stato letteralmente preso d'assalto. Clicca qui per acquistare una copia.

E sempre sul web i blog e altri siti d'informazione hanno dato ampio spazio al libro cult di Affaritaliani.it.

Altro che leggenda Maya. L’apocalisse (politica) italiana sarà nel 2010. Parola di Anonimo". Anche Panorama si è arresa al fascino del libro cult lanciato da Affaritaliani.it, "Fratelli d'Italia?". Tanto che ha intervistato l'autore anonimo per capire qualcosa di più sulla sua identità. Se fosse stato parlamentare nell’immediato dopoguerra, in quali banchi si sarebbe seduto? "Senza alcun dubbio tra i comunisti. Come mi giurano abbia osservato Giovanni Sartori nei lontani anni Cinquanta: “Le migliori teste con le peggiori idee”, spiela l'autore anonimo. D'Alema? "Chiunque sieda accanto a lui (non protetto da un microfono o da un potenziale ritorsivo mediatico) si accorge che c’è nell’uomo una forza non adulterata e non priva di minacciosità (...) Politicamente D’Alema ha preso ripetutamente rischi: cosa decisamente inedita nel nostro Paese". La prossima data decisiva della politica italiana? "E' largamente possibile che io mi sbagli, ma una grande affermazione della Lega nel Nord del Paese alle prossime elezioni regionali (e penso a quote di consenso davvero rilevanti) produrrebbe una dislocazione dei rapporti di forza all’interno del centro-destra non sostenibile dal Pdl".

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Il governo cadde a fine estate (e il killer fu la Lega) - Con questo titolo FRATELLI D'ITALIA? e Affaritaliani.it "conquistano" L'Espresso. E anche il sito di Repubblica.

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FRATELLI D'ITALIA?, il libro scritto da un misterioso, informatissimo anonimo, sbarca su Tempi.

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'FRATELLI D’ITALIA?' corre sul web...

http://www.notizierss.com/2009/11/fratelli-ditalia-lautore-e-un-massone/

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Padania indipendente come la Catalogna Di Matteo Salvini

LE INTERVISTE

Luca Zaia ad Affaritaliani.it: l'autore anonimo ha visto giocare Gigi Riva

Gobbo (Lega) ad Affaritaliani.it: la secessione della Padania c'è già

Cacciari ad Affaritaliani.it: Luca Zaia è la persona più intelligente che c'è nella Lega

Roberto Ciambetti, capogruppo della Liga Veneta ad Affaritaliani.it: "Ci sono segnali che qualcosa di davvero eclatante potrebbe avvenire in Italia"

IL LIBRO - La Lega crea le condizioni essenziali per l'affondamento di Silvio Berlusconi, facendo mancare una quarantina di voti in Parlamento. Caduto il Cavaliere, nasce un esecutivo battezzato dai giornali ‘Governo di Salvezza Nazionale’, guidato da Mario Monti con Fini agli Esteri e retto dall'astensione del Carroccio. D'Alema salva Berlusconi, convincendo le Camere a negare alla magistratura l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex presidente del Consiglio.

E' soltanto un assaggio di 'FRATELLI D’ITALIA?', il libro scritto da un misterioso, informatissimo anonimo, evidentemente molto addentro alle cose del Potere, che dalla scorsa estate ha preso a girare in un vorticoso scambio di email tra la Roma dei Palazzi, la Cortina dei poteri forti, le spiagge vip di Capalbio, Portofino e PortoCervo.

Un romanzo scritto in forma di colloquio tra un intervistatore e un intervistato, che sulla base degli avvenimenti politici delle ultime settimane (e mesi) disegna uno scenario per certi versi inquietante, destinato a rivoluzionare e sconvolgere per sempre il futuro dell'Italia. Un editore triestino ha fatto avere ad Affaritaliani.it la copia del libro, compresa la prefazione di Davide Corritore (vicepresidente Pd del Consiglio Comunale di Milano ed esperto per mestiere di cose finanziarie e di flussi d'opinione pubblica) e Paola Domenichini, consulente di comunicazione sociale e politica. Lo pubblichiamo a puntate, una decina, da qui a Natale.

Il libro ricorda molto la burla di Gianfranco Piazzesi, giornalista fiorentino che pubblicò alla fine del 1974 come anonimo un romanzo dal gusto sapido che si intitolava “Berlinguer e il Professore”. Era un viaggio fantapolitico, all’indomani dell’intesa sul compromesso storico tra Dc e Pci, nei meandri di un’Italia parlamentare attraversata, da Nord a Sud, dai maledetti anni Settanta. Protagonisti, il segretario del Pci proiettato a entrare nella stanza dei bottoni e Amintore Fanfani, leader democristiano impegnato a resistere all’avanzata dei figli di Togliatti, magari anche al prezzo di un’intesa. Era il 1976 e le cronache politiche del tempo ricordano che Berlinguer non se la prese affatto, anzi si divertì. Piazzesi, che di scherzare non si stancava mai, scelse per i suoi pamphlet in forma narrativa un altro personaggio niente male: Gianni Agnelli. Ne fece il protagonista, naturalmente da autore anonimo, di un romanzo intitolato “I soldi in Paradiso”. Anche in quell’occasione, però, dopo l’adrenalina della burla Piazzesi si stancò e rivelò di essere l’autore del libretto mentre le mitologie su casa Agnelli impazzavano nell’opinione pubblica.

Fratelli d
La copertina
E come in quel caso, anche ora, in occasione dell'uscita si aprirà certamente l'interrogativo: chi ha scritto 'FRATELLI D’ITALIA?'. E nei palazzi circolano diverse ipotesi. Sarà stato forse il ministro Renato Brunetta, veneziano doc, che in questo modo intende lanciare l'allarme sul pericolo legato ai progetti dell'alleato più fedele (in teoria) del premier (e magari arrestare la corsa di Giulio Tremonti, amico della Lega)?

Ma si parla anche, e per gli stessi motivi, di qualche intellettuale vicino al presidente della Camera Gianfranco Fini e alla sua Fondazione FareFuturo. Come si sussurra il nome di Giancarlo Galan, Governatore uscente del Veneto e trombato di lusso, che con questo romanzo punterebbe a vendicarsi per essere stato sacrificato dal Cavaliere per accontentare Bossi.

C'è chi ipotizza che l'autore non sia un veneto. Circola infatti anche l'ipotesi che la mente del libro choc sia a Roma e che si sia avvalsa della conoscenza del territorio e della realtà socio-politica del Nord-Est di qualche giornalista locale. Occhi puntati su Pierferdinando Casini, che potrebbe aver aver scritto 'FRATELLI D’ITALIA?' insieme con l'ex direttore de Il Gazzettino Giulio Giustiniani, il quale vive in Friuli e ormai si annoia tra lambicchi e grappe dei suoceri Nonino. Ma attenzione anche al duo Massimo D'Alema-Alberto Statera, giornalista che su Repubblica si è occupato per lungo tempo dell'allargamento della base Usa di Vicenza e che conosce bene la società veneta.

E se invece l'autore fosse Giulio Tremonti aiutato dal suo fedelissimo Guido Rivolta, ex direttore di Finanza & Mercati? Una sorta di messaggio al premier del ministro dell'Economia più vicino alla Lega che al Popolo della Libertà... Per motivi opposti, il romanzo potrebbe essere frutto della mente di Claudio Scajola, coadiuvato dal suo nuovo addetto stampa Dario De Marchi, giornalista professionista ed ex dell'Agi, nonchè triestino doc. Un modo per far capire a Berlusconi i pericoli del flirt con il Senatùr e il Carroccio.

Infine un'ipotesi intrigante e un po' machiavellica. C'è chi dice infatti che l'autore sia Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano che in questo modo punterebbe a mettere in guardia il premier dal pericolo leghista per la Lombardia, obbligandolo così a confermare Roberto Formigoni. L'obiettivo? Impedire a Maurizio Lupi, altro ciellino come il numero uno del Pirellone, di essere il candidato a Palazzo Marino. Proprio per lasciare spazio all'eurodeputato del Pdl di tornare al Comune di Milano, viste le difficoltà di donna Letizia (Moratti). Un'operazione a lungo termine ma molto molto intrigante...

Staremo a vedere, l'affare si ingrossa.

Intanto buona lettura (vedi box in alto a destra). 

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