La procura di Milano ha chiuso le indagini su Roberto Calderoli e Aldo Brancher per i presunti versamenti in contanti ricevuti da Gianpiero Fiorani, ipotizzando a carico del sottosegretario alla presidenza del Consiglio l'accusa di appropriazione indebita e per il ministro della Semplificazione quella di ricettazione. Ora i pm dovranno decidere tra l'archiviazione e il rinvio a giudizio.
Due gli episodi contestati all'esponente della Lega Nord, interrogato recentemente, in base alle dichiarazioni dell'ex a.d. della Bpl e di uno dei suoi più stretti collaboratori,
Donato Patrini, ai tempi Regional manager della Toscana. Il primo risale al 2000, quando Fiorani interviene per "convincere" il Carroccio a sostenere il candidato di Forza Italia, Ernesto Capra, alle Comunali di Lodi.
Il secondo episodio avviene tra febbraio e marzo del 2005 e lo racconta lo stesso Fiorani nel verbale del 19 giugno 2007 reso ai pm di Lodi. "Brancher nel corso di un incontro a Roma, mi aveva detto che lui e Calderoli avevano bisogno della somma di 200 mila euro per le spese della campagna elettorale".
Nell'ambito della stessa vicenda, dieci giorni fa, è stata interrogata dal pm Eugenio Fusco Luana Maniezzo, la compagna di Brancher per gli ingenti affidamenti che le aveva concesso l'ex Popolare di Lodi.
 Roberto Calderoli
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