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Politica
Luigi Di Maio fa cose "di sinistra" e Zingaretti e la CGIL le contestano!
Foto: LaPresse

C’è un paradosso che contrassegna ulteriormente l’azione politica della sinistra italiana in genere e del Pd in particolare. Un paradosso complesso, che presenta due aspetti opposti ma inscindibilmente uniti.

Il primo che ha tutta l’evidenza storica, consiste nel fatto che il Partito Democratico al governo non ha mai fatto cose “di sinistra” o almeno non lo fa da una decina d’anni. Anzi, se possibile, ha fatto “cose di destra” camuffandole nell’unico modo possibile e cioè farle passare per cose di sinistra. Pur tralasciando le corrispondenze di amorosi sensi con la finanza e le banche (che sono comunque gravi), il Pd è quello che ha prodotto il Jobs act e l’abolizione dell’articolo 18, due misure che neppure Berlusconi ha mai avuto il coraggio di proporre. Eppure il Pd targato Renzi lo ha fatto ed anzi ha cercato pure di gloriarsene in afflato di masochismo politico.

Secondo aspetto del paradosso: Luigi Di Maio ha fatto “cose di sinistra” come il Decreto Dignità, il Reddito di cittadinanza e fra poco il salario orario minimo in Italia (per poi proporlo in Europa) e la “statalizzazione” di Alitalia. Senza contare la volontà di far rientrare lo Stato in Autostrade.

Oggi Di Maio in una conferenza stampa da Varsavia, dove si trova, ha detto che spera di essere l’ultimo ministro dello Sviluppo Economico che si occupa dell’Alitalia. Ed ha ragione. Sono anni che l’ex compagnia di bandiera ha problemi finanziari e di gestione che i privati e i “capitani coraggiosi” non solo non sono riusciti a risolvere ma che anzi, in prospettiva, hanno peggiorato. Ma la sinistra non era quella che volava più Stato per tutelare le fasce deboli?

Tutte misure che una sinistra normale, per parafrasare Massimo D’Alema, avrebbero osannato. (e che una volta, tantissimi anni fa, faceva pure).

Ed invece? Sia LeU di Fratoianni, che il Pd di Zingaretti che la Cgil targata Landini fischiettano, facendo finta di niente oppure, quando parlano, attaccano incredibilmente questi provvedimenti. Li attaccano dai loro attici nei centri storici, li attaccano dalle loro feste al caviale con i potenti della Terra, li attaccano dalla loro ipocrisia fasciata di ori e gioielli. Lo stesso che hanno fatto la Clinton e Obama negli Usa perdendo fragorosamente le elezioni politiche a vantaggio di Donald Trump.

La sinistra è Lucifero, angelo splendente che con tempo si è corrotto nella caduta e si è trasformato nel suo contrario. La frequentazione del nemico non ha fatto bene alla sinistra che si è scordata la sua origine proletaria per abbracciare gli ideali del suo stesso nemico.

E poi il nuovo segretario del Pd ancora si chiede dove sono finiti i voti dei lavoratori, degli operai, degli sfruttati, degli ultimi?

Il M5S è un movimento postideologico per definizione, oltre la divisione antiquata tra destra e sinistra, ma resta il fatto che queste sono misure sono di sinistra e il Pd colpevolmente non solo non si redime da quello che è riuscito a combinare Matteo Renzi, ma neppure vuole riconoscerne la bontà per la sua stessa visione del mondo. Ma fra poco l’attende una prova insidiosa.

Fra poco arriva, come detto, il salario minimo orario. Se Zingaretti vuole recuperare un minimo dei valori per cui fu fondata la sinistra batta un colpo e lo voti. Così facendo non solo recupererebbe la propria pace interiore ideologica, ma porrebbe anche le basi per il riaprirsi di uno spiraglio di dialogo con il Movimento Cinque Stelle, a meno che non voglia favorire la Lega che da sempre vede situata nella destra estrema, ma a questo punto dovrebbe spiegare il perché ai suoi sgomentati elettori.

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