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Politica
M5S, se Orietta Berti ora diventa trend setter...

Miei cari amici vicini e lontani, come diceva Nunzio Filogamo, devo annunciarvi una decisione che da me non vi sareste aspettata: alle prossime elezioni, senza alcun dubbio, voterò per il Movimento 5 Stelle. Dopo tutto ciò che ho scritto, nel corso di anni, capisco che sarete sorpresi. Forse anche indignati. E proprio per questo, prima di riparlare del Movimento e della mia improvvisa conversione, devo premettere alcuni riferimenti storici. Tutti sanno che il colpo di grazia alle speranze persiane fu la sconfitta di Salamina, e tutti sanno che quella vittoria fu esclusivamente merito di un uomo, Temistocle. Fu lui che ne curò la strategia. E tuttavia, proprio colui che salvò la Grecia e l’Occidente, qualche tempo dopo si mise al servizio del Grande Re. Proprio quel tiranno che aveva così efficacemente combattuto.

E la sua statura di uomo fu tuttavia tale che in seguito gli Ateniesi lo richiamarono in patria, affidandosi a lui. Dunque anche un grande uomo può cambiare opinione. L’unica differenza fra Temistocle e me è che lui cambiò due volte campo, mentre la mia fede in Beppe Grillo è incrollabile. Che nessuno speri in un ripensamento. In questo senso la mia conversione, più che a quella di Temistocle, somiglia a quella di Paolo di Tarso. Questi, dopo avere perseguitato i cristiani, in seguito ad un’apparizione di Gesù in persona, sulla via di Damasco, divenne quello che tutti chiamiamo San Paolo.

Conversione di centoottanta gradi, se mai ce ne fu una. Insomma di conversioni più o meno famose, da S.Agostino al Fra Cristoforo manzoniano, fino a André Gide, che smise di essere comunista dopo un viaggio in Russia, è piena la storia. Il mio diritto alla conversione non può essere messo in discussione, soprattutto perché, mentre le esitazioni di Temistocle furono più o meno sempre determinate dall’interesse, la mia conversione somiglia a quella di Paolo. Lui fu convertito da Gesù, io da Orietta Berti. La cantante, oggi settantaduenne, aureolata anche dalla saggezza che dà l’età, essendo ospite della trasmissione “Un giorno da Pecora”, su Rai Radio 1, ha detto: “Gli voglio dare il voto, al mio amico Grillo, gliel'ho sempre promesso ma non l'ho mai votato, lo voterò il 4 marzo”.

E tanto mi è bastato per cambiare bandiera. Ovviamente non solo a me. Infatti è prevedibile una slavina di conversioni. Se ne è allarmato moltissimo il Partito Democratico, tanto che ha preso a protestare con quanto fiato ha in gola. Il deputato Sergio Boccadutri, componente della Commissione di Vigilanza Rai, ha proclamato che quella dichiarazione della Berti viola la par condicio. I “democratici” contano dunque di presentare un esposto all’Agcom per chiedere se la cosa sia legale. Questo politico conta precisamente di chiedere “che l'Agcom valuti se non siamo di fronte ad una chiara violazione della legge, come sembrerebb; se non sia il caso di comminare delle sanzioni e in che modo possano essere sanata la questione nei confronti delle altre forze politiche”.

M’è venuto da sorridere. Il Boccadutri non si rende conto della realtà. Come non vede che il male, se male è, è ormai fatto? Come me, centinaia di migliaia di elettori voteranno ora il M5s e lui non potrà farci nulla. È la democrazia, bellezza. Fra l’altro, già bastava l’auctoritas della Berti, per convincere centinaia di migliaia di elettori (forse milioni) ma lei ha per giunta fornito elementi imbattibili, ineludibili e inconfutabili per l’opportunità di quella scelta politica. Ecco ciò che ha detto di Di Maio: “Penso che il suo difetto sia che è troppo bello. Quando una persona è troppo bella poi non è tanto credibile quando parla. Io l'ho visto di persona, ha dei bellissimi lineamenti e delle belle mani, poi l'abbronzatura non ne parliamo. E poi non è basso”. Ora vi chiedo, come potrei non votare per un uomo così bello?

Non è vero che la bellezza può essere un difetto. Della principessa Diana dicono che nella Scuola Media non facesse faville, tanto che non so se l’ha superata, e tuttavia non è stata forse adorata? Perché? Perché molti la trovavano bella. Quanto a Dio Maio, la sua abbronzatura vagamente maghrebina l’avevo notata, ma non mi ero accorto delle sue mani. Un uomo con mani così – a parte il fatto che potrebbe fare pubblicità a molte creme emollienti – è sicuramente il più indicato per guidare un Paese come l’Italia. Di solito si dice che ci vuole “mano ferma”, ma chi preferirebbe una mano ferma a una mano bella? Di Maio è certamente il miglior Primo Ministro possibile. In conclusione, non soltanto non mi pento della mia conversione, ma invito tutti a fare come me. Seguite l’esempio di Orietta Berti, non potreste mai averne uno migliore. E quanto alla sua opinione politica basterà dire, come si faceva per Aristotele: ipsa dixit. ,

giannipardo@libero.it

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m5sbeppe grilloluigi di maio

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