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La D'Addario? "Una minestra riscaldata. Tira molto di più il giallo Marrazzo"

"Non sono sorpreso. Anzi, me l'aspettavo". Il semiologo Alessandro Amadori commenta così con Affaritaliani.it lo scarso interesse dei lettori per il libro di Patrizia D'Daddario. "La storia ha perso molto in termini di attualità ed è stata superata da altri eventi clamorosi. La vicenda Marrazzo ha cancellato quelle berlusconiane e ha scompaginato le carte dello scenario collettivo, depotenziando l'effetto escort sul premier. E' talmente clamoroso quello che accaduto all'ex Governatore del Lazio che la precedente storia della D'Addario è diventata una storiella minore"

Sabato 28.11.2009 11:44


SONDAGGIO/ Ti appassiona di più la escort Patrizia o il caso Marrazzo?

"Non sono sorpreso. Anzi, me l'aspettavo". Il semiologo Alessandro Amadori commenta così con Affaritaliani.it lo scarso interesse dei lettori per il libro di Patrizia D'Daddario. "La storia ha perso molto in termini di attualità ed è stata superata da altri eventi clamorosi. La vicenda Marrazzo ha cancellato quelle berlusconiane e ha scompaginato le carte dello scenario collettivo, depotenziando l'effetto escort sul premier. E' talmente clamoroso quello che accaduto all'ex Governatore del Lazio che la precedente storia della D'Addario è diventata una storiella minore".




Le sexy foto di Patrizia D'Addario
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Secondo Amadori c'è poi "un secondo fattore: non è credibile come autrice. Il libro è stato scritto a quattro mani ed più un'intervista che un libro. Non si tratta di una vicenda raccontata in prima persona, bensì è più un'operazione editoriale studiata a tavolino. Diciamo che non è più il pane fresco fatto dal panettiere, ma è il pane riscaldato comprato non dal panettiere. Un libro sul trans Brenda colpirebbe moltissimo, invece la D'Addario non è più nell'immaginario collettivo. Ormai è una minestra riscaldata, una vicenda digerita e perfino dimenticata. Quello di Marrazzo è un grande film che schiaccia un piccolo film. Insomma non c'è paragone tra i due casi".

Il commento di Affaritaliani.it: sorpresa, D'Addario non tira

Angioletto

Gli ingredienti del feuilleton ci sono tutti: il sesso, il sangue, i soldi. I personaggi famosi, le inchieste giudiziarie, l'enfasi mediatica.
Ma Patrizia D’Addario non tira. Non la coca. Non tira il suo libro, uscito ieri. Almeno a giudicare dai primi responsi del server di Affaritaliani.it. Il pezzo sul suo libro, nonostante sia in home page da ieri alle 13,non è tra quelli più cliccati e staziona verso il fondo nella classifica dei top 50. Sebbene il rimando ad Affaritaliani.it sia il primo per chi inserisce la parola D'Addario su Google e sia stato ripreso da Google news.

ANTEPRIMA/ "Una donna in cerca di protezione". Ecco come la giornalista Maddalena Tulanti definisce la D'Addario nella prefazione del libro "Gradisca Presidente" in uscita domani. E dopo l'anticipazione de Il Fatto e del Giornale Affaritaliani.it pubblica in esclusiva la prefazione integrale. LEGGILA

IL CAPITOLO INTEGRALE - Una escort colta, tutta libri, opera e cucina

Sarà che dalle prime anticipazioni si intuisce che non c'è nulla di nuovo e che il libro è una ribollita un po' noiosa delle peripezie esistenziali di questa ragazza problematica... Sarà che per gli italiani Berlusconi è un'icona pop che non si vuole smontare e dileggiare oltre misura. Un po' come succede per gli scandali del calcio (che non tirano perché il calcio deve divertire e basta e non va problematizzato). Sarà per un certo perbenismo che vuole che ci si fermi con le intrusioni prima della camera da letto, lasciando semmai alla fantasia i dettagli. Sarà che la gente si è rotta i maroni di questa storia che va avanti da mesi e preferirebbe che il premier venisse lasciato governare perché il Paese ne ha bisogno. Sarà quel che sarà, come recitava la canzone dei Ricchi e poveri...

Certo è che il libro della più bella e famosa puttana del mondo non interessa più di tanto. E se questo primo test dei lettori di Affari è attendibile (in genere lo è, ma ci auguriamo di no per l'editore Aliberti che l'ha pubblicato e ce lo ha fatto gentilmente avere ieri in anteprima) non sarà un best seller. Aspettiamo di vedere le classifiche e l'effetto più compiuto del lancio pubblicitario e giornalistico. Ma poniamoci anche qualche perché, girando la domanda ai sociologi e agli psicologi. E anche a qualche esperto di editoria e, perché no, di politica.


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