Di Franco Grillini
 Piero Marrazzo
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Dopo le dimissioni di
Marrazzo è partita la caccia agli altri clienti eccellenti delle varie Natalì o Brenda.
Repubblica parla di due ex ministri, qualcun altro pettegola su importanti esponenti del
Pdl ma nessuno parla dei diritti delle trans, nessuno propone misure che consentano alle
trans che si prostituiscono di trovare una alternativa di lavoro: si condannano solo le
trans e si mettono alla gogna i clienti, puntando il dito sugli aspetti più pruriginosi. Su
Marrazzo si stanno trinciando giudizi sorprendenti e pieni di transfobia. E' forse un caso che nella bocciatura della legge sull'omofobia uno dei temi più invisi alla destra fosse proprio l'accenno non voluto sulla transfobia?
In realtà tutti sanno che la sessualità umana è molto più complessa del quadretto retorico sulle famigliole eterosessuali monogame e quindi anche i politici non fanno eccezione. Solo che in genere sono un po' più avveduti dell'ex presidente della regione Lazio: quando decidono di fare del sesso in contraddizione con ciò che affermano in pubblico, con la propria famiglia, col proprio partito o con la propria fede religiosa o con le leggi che hanno firmato (vedi il caso Mele dell'Udc su droga e prostituzione) si prendono un aereo e se ne vanno a Budapest o a Praga o in qualche altra capitale del sesso facile dove nessuno li conosce e dove nessuno sarà in grado di ricattarli. Basta un'ora d'aereo e un po' di furbizia. Lo sanno e lo fanno in tanti non solo a destra.