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Politica
Meloni, dalla Garbatella a leader della destra. L'ascesa europea di Giorgia

 

Dalla Garbatella a leader della destra italiana. Il 22 febbraio 2019 passerà alla storia come il giorno dell'incoronazione di Giorgia Meloni. Classe 1977, la leader di Fratelli d'Italia ha portato il suo partito all'interno dell'Acre (Alleanza dei conservatori e dei riformisti in Europa), un salto di qualità che sposta Fdi al centro della scena politica non solo nazionale ma perfino europea. Nel corso dell'incontro a Roma che ha siglato l'accordo di adesione, la Meloni ha spiegato che ha come obiettivo quello di "cambiare le cose in Europa. I conservatori saranno fondamentali nel prossimo Parlamento per costruire una maggioranza che vada dai popolari ai populisti". Ecco il punto chiave su cui si basa la strategia del nuovo capo della destra italiana (erede di Gianfranco Fini nella speranza che non faccia la stessa fine): puntare ad essere il trait d'union tra i sovranisti di Salvini e della Le Pen e il Ppe sempre meno a guida Angela Merkel.

Si tratta di un tema chiave per i futuri assetti del governo dell'Ue. Se i conservatori riusciranno ad ottenere un buon risultato in termini di seggi - e i sondaggi sono assolutamente positivi, non solo in Italia - Ecr (il gruppo all'Europarlamento di Acre) i popolari, già più spostati a destra con la candidatura alla guida della Commissione del bavarese Manfred Weber, non avranno i numeri per rinnovare la grande coalizione con i moribondi socialisti e con i liberali dell'arrogante e anti-italiano Guy Verhofstadt, e quindi necessariamente si sposteranno verso i sovranisti. Che però da soli non basteranno, nonostante il previsto boom della Lega, ed ecco che i conservatori saranno determinanti politicamente e numericamente per garantire una nuova maggioranza all'Unione europea che mandi il Pse all'opposizione. Non a caso la Meloni ha anche strizzato l'occhio all'ungheresse Viktor Orbán affermando che Ecr "è la sua casa naturale", dopo la lite tra la Cdu tedesca e l'uomo forte di Budapest, per evitare che Orban, qualora lasciasse il Ppe, decida di andare con Salvini e la Le Pen.

Il gruppo dei conservatori, orfano dei Tory britannici, è su posizioni meno estreme dei sovranisti della Lega e, quindi, potenzialmente ha maggiori chance di attrarre a sé partiti e movimenti stanchi dei popolari. Ciò che la Meloni sta facendo in Europa ricalca il percorso fatto in Italia, ovvero trasformare Fratelli d'Italia in un movimento/rassemblemnt conservatore e sovranista che diventi la seconda gamba del Centrodestra, accanto alla Lega, svuotando lentamente ciò che resta di Forza Italia. E finora la numero di Fdi non ha sbagliato un colpo. Si è assicurata la destra identitaria con l'accordo con Francesco Storace, ora alla direzione de Il Secolo d'Italia. Si è abilmente spostata al centro inglobando Raffaele Fitto, pedina chiave anche in Europa per l'ingresso in Ecr e nell'Acre (Fitto era già nel gruppo dei conservatori a Strasburgo dall'epoca di David Cameron). Non solo, c'è stata l'adesione di 'Cuori Italiani' di Andrea Augello e l'ingresso recente di Stefano Maullo. Senza dimenticare l'esperienza politica di lungo corso dell'ex ministro Ignazio La Russa, la capacità strategica di Guido Crosetto, l'abilità parlamentare di Fabio Rampelli e la freschezza di giovani preparati come Carlo Fidanza.

Una squadra in continua crescita che giorno dopo giorno potrebbe davvero realizzare ciò che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile ovvero superare Forza Italia alle elezioni europee del 26 maggio. Le condizioni ci sono tutte e, a differenza del partito di Berlusconi, la Meloni è stata sempre attenta a non rompere in Parlamento con la Lega e con Salvini, sostenendo alcuni provvedimenti e criticandone altri, ma senza appiattirsi sul Partito Democratico come gran parte di Forza Italia sta facendo. Vedremo il 27 maggio mattina se il duro lavoro della Meloni e del suo team avrà prodotto i frutti sperati. Intanto con l'ingresso nell'Alleanza dei conservatori e dei riformisti in Europa la leader di Fdi è diventata la leader della destra italiana e uno dei volti della destra europea.

            La convenzione BLU: Fratelli d'Italia entra nella grande famiglia dei conservatori europei. VIDEO

 

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