Il fascino ineguagliabile dei misteri vaticani

Domenica, 27 maggio 2012 - 18:37:00

di Marco Volpati

Tante volte la cronaca sorpassa in audacia le fantasie romanzesche, e nel caso del Vaticano ciò è ancora più vero. L’uno-due della cacciata di Gotti Tedeschi dallo IOR, Istituto opere di religione, banca tra le più chiacchierate della terra, e della scoperta del “corvo , diffusore di scritti segreti del Papa, nella persona del suo aiutante di camera Paolo Gabriele, ha sollevato una massa enorme di illazioni, gialli veri o presunti, supposizioni degne della penna di Dan Brown.

Il mondo cattolico vede in tutto questo uno spirito laicista e sacrilego che pervade la società moderna, ostile, si ritiene, alla Chiesa e alla sua missione.
Ma non si può negare che il Vaticano, come fabbrica dei misteri, funziona ancor più di Hollywood come fabbrica dei sogni. Da Calvi a Marcinkus; dalla scomparsa di Emanuela Orlandi alla morte improvvisa di Papa Luciani dopo pochi giorni di pontificato; dall’omicidio suicidio che ha sconvolto il corpo delle guardie svizzere nel 1998 all’attentato a Papa Woityla mai spiegato nei suoi moventi, al finanziamento di Solidarnosc, fino al caso Boffo maturato nelle stanze vaticane e alle vicende di questi giorni, tutto si connota di ombre, di dubbi, di possibili intrighi.

Come mai la Santa Sede è un terreno tanto fertile per i misteri? Forse per la sua specificità di Stato sovrano che è, non unico al mondo ma unico in Occidente, una monarchia assoluta. Per definizione e istituzione il capo è uno solo; delega poteri ai collaboratori, però non esistono controlli o contrappesi. Non c’è un parlamento o qualcosa di simile. Fazioni e gruppi rivali ovviamente esistono, ma non sono ammissibili o dichiarabili. Somiglia da una parte alle corti rinascimentali descritte da Machiavelli, dall’altra alla vecchia URSS (o all’attuale Cina) dove per il potere si può combattere, ma soltanto dietro le quinte.

Non c’è rimedio: la Chiesa è gerarchica e monarchica (a differenza di altre confessioni religiose, Islam compreso). Dunque in essa nulla può essere trasparente, per regola e per istituzione. Perciò tutto si presta al sospetto, all’interpretazione, alle dietrologie. Se poi ci siano davvero segreti inconfessabili dietro tanti episodi, o invece appaia così solo per l’impenetrabilità di mura e porte, nessuno può dirlo. O meglio, chi potrebbe dirlo tacerà; in ogni caso.




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