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Napoli/ Killer armati minacciano la coordinatrice provinciale del Pd Nunzia De Girolamo

Sabato 14.11.2009 09:19

Nunzia De Girolamo

IL FATTO

Due uomini a bordo di una moto, uno dei quali armato di pistola, hanno bloccato e minacciato il giornalista Luigi Barone, portavoce del Pdl sannita. I due sconosciuti, che avevano il capo coperto dal casco, hanno detto al portavoce del Pdl di dire 'a quella p... di smetterla'. Il riferimento era al deputato del Pdl Nunzia De Girolamo, coordinatrice provinciale del partito.

Stando a una prima ricostruzione dei fatti, Barone è stato intercettato dopo una riunione presso il Coordinamento Provinciale del Pdl. Il giornalista si stava recando a casa per cambiarsi d'abito e partecipare successivamente a una cena di lavoro. Una decisione - quella di recarsi nella sua dimora di Ceppaloni - assolutamente imprevista. E' questo un dettaglio decisivo per gli investigatori, che stanno ipotizzando addirittura che qualcuno deve averli avvertiti. Sono al vaglio delle indagini una serie di telefonate.

LA DICHIARAZIONE - Minacce di morte all'esponente del Pdl, Nunzia Di Girolamo. 'Hanno fermato il mio portavoce a Benevento con una pistola. Gli hanno detto che devo smetterla, altrimenti me l'avrebbero fatta pagare cara. Non so di cosa si tratta, non me l'aspettavo', racconta l'esponente azzurra. 'Sono minacce di morte che io considero assurde, andro' avanti per la mia strada', aggiunge la palamentare campana.

Il Comitato www.silvioperilnobel.it stava per organizzare un sit-in davanti Palazzo Grazioli, il giorno 19 novembre 2009, alle ore 19, per chiedere a Silvio Berlusconi di cambiare l’attuale sistema elettorale attraverso l’introduzione del sistema uninominale all’americana e di, iniziare a rompere, in Campania, l’intreccio mafia-camorra-criminalità organizzata-politica candidando Nunzia De Girolamo alla Regione Campania.

Nella notte, però, è arrivato l'atto intimidatorio. "Mai avremmo pensato che Luigi Barone, segretario di Nunzia De Girolamo, venisse bloccato da due killer ed intimidito con la pistola e minacciato di morte. Siamo costernati. Distrutti nell’animo - fa sapere Giammario Battaglia, portavoce del comitato - Sino a quando non si capirà che la politica con le sue innumerevoli società pubbliche, enti, appalti allegri è divenuto lo strumento di cui la mafia si serve per ingrassare la sua organizzazione, nulla cambierà. E sinceramente, di altri martiri, noi non ne abbiamo bisogno".



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