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Elezioni 2018, Anzaldi (Pd): "Le Iene devono andare in onda"

Elezioni 2018, Anzaldi (Pd): "A maggior ragione dopo che gli stessi M5s hanno ammesso la fondatezza dell'inchiesta"

Di Marco Antonellis
Elezioni 2018, Anzaldi (Pd): "Le Iene devono andare in onda"

"A maggior ragione dopo che gli stessi M5s hanno ammesso la fondatezza dell’inchiesta, sarebbe incomprensibile se il servizio delle Iene sui trucchi dei rimborsi Cinquestelle non andasse in onda. Non c’è nessuna presunta norma di par condicio che lo vieta". Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, segretario della Vigilanza Rai, e attentissimo osservatore di tutto quello che succede nel e attorno al piccolo schermo, chiede con forza che non ci siano "insabbiamenti". E che la puntata della trasmissione Mediaset in cui, secondo alcune anticipazioni giornalistiche, verrebbero smascherate gravi irregolarità nelle rendicontazioni di Andrea Cecconi e Carlo Martelli, pezzi grossi dei Cinquestelle, al punto da aver ricoperto anche la carica di capigruppo, venga messa in onda nella prossima puntata di domenica.

Quali problemi porrebbe una mancata messa in onda?
Porrebbe due ordini di problemi. Entrambi molto gravi. Innanzitutto un problema di credibilità per le Iene stesse, anche considerato che uno di loro è candidato proprio con i Cinquestelle.

Lei dice, in sostanza, che la candidatura dell'ex Iena Dino Giarrusso crea in questo caso le condizioni per una sorta di conflitto di interesse?
Esatto. Proprio perché Giarrusso si è schierato con i grillini, le Iene hanno tutto l'interesse ad andare fino in fondo. In caso contrario, sarebbe difficile non pensare per il pubblico a un trattamento di favore per non danneggiare il partito di un ex Iena.

Secondo  ordine di motivazioni?
La mancata messa in onda di quell'inchiesta può avere delle pesanti ripercussioni su tutta la categoria giornalistica e sulla tv. Chi nutre dei dubbi sull'affidabilità e il coraggio del giornalismo di oggi, li vedrebbe confermati nel modo più clamoroso.

Quale può essere dunque la soluzione?
Quella migliore è quella più naturale: che le Iene trasmettano una puntata, prendendosi giustamente il merito di uno scoop che già da giorni sta terremotando quel partito, dimostrando che le Iene come sempre non fanno sconti per nessuno.

E se invece Mediaset decidesse diversamente?
In questo caso, sia la Rai a chiedere a Mediaset l’acquisto dei 3 minuti di diritto di cronaca dell’inchiesta delle Iene sul caso rimborsi dei due ex capigruppo M5s Cecconi e Martelli.

È una strada tecnicamente percorribile?
Senza dubbio. Potrebbe anzi essere una grande occasione per l'azienda di svolgere in modo rigoroso la propria funzione di servizio pubblico. Laddove una rete privata si arrendesse davanti a logiche di parte e opache, la Rai avrebbe modo di dimostrare che per il servizio pubblico il buon giornalismo e l'interesse generale sono valori assoluti.

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