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Palazzi & potere
Banche, Governo e Giglio magico: quel pasticciaccio brutto di Banca Etruria

Sulla riforma delle Banche Popolari (sonoramente bocciata dal Consiglio di Stato, anche su ricorso Adusbef), il 26 gennaio 2015, vennero depositati esposti denunce alle Procure, ipotizzando l'insider trading (uso di informazioni privilegiate) per speculare in borsa a colpo sicuro. Il 12 febbraio 2015, dopo l'audizione di Giuseppe Vegas (Consob) alla Camera dei deputati, le cui operazioni anomale avrebbero visto realizzare plusvalenze di 10 milioni di euro, erano state integrate le denunce, con la richiesta di identificare gli autori dell'audace colpo dei soliti ignoti. Nell’audizione davanti la Commissione banche il presidente Consob Vegas, oltre ad aver rivelato gli incontri con l’ex ministro delle Riforme del Governo Renzi ed attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Gentiloni, ha rivelato, che alcuni giorni prima del via libera al decreto sulle banche popolari del 20 gennaio 2015, «ci furono dei colloqui tra De Benedetti con il dottor Panetta di Bankitalia e con l'allora presidente del consiglio Matteo Renzi», precisando che «noi abbiamo fatto un'istruttoria e abbiamo archiviato la posizione di Renzi e De Benedetti».

Il presidente Consob ha sottolineato inoltre che «anche la procura di Roma con Pignatone ha avviato un'istruttoria: è stata archiviata la posizione di Renzi, mentre mi risulta che sia stata proposta l'archiviazione di De Benedetti anche se non è stata ancora convalidata dal Gip». Rispondendo a una domanda di Renato Brunetta, Vegas ha precisato che gli incontri erano avvenuti tra il 15 e il 19 gennaio. Poco dopo, la procura di Roma ha reso noto che «Con riferimento alla notizie diffuse dalle agenzie di stampa e concernenti le dichiarazioni rese oggi alla Commissione Banche dal presidente della Consob Giuseppe Vegas, si precisa che la Procura di Roma non ha istruito alcun procedimento a carico di Matteo Renzi e Carlo De Benedetti». Cosa era accaduto durante l’iter della riforma delle popolari ?

Venerdi 16 gennaio 2015, le prime indiscrezioni trapelate sulla riforma delle popolari, rilanciate dall’Agenzia Ansa alle ore 17,58:” In arrivo norme per riformare la governance delle banche popolari e del credito cooperativo (Bcc) e favorire un consolidamento del settore. Secondo quanto si apprende da diverse fonti le misure sarebbero contenute nel provvedimento 'Investment compact' che il governo varerà la prossima settimana. (ANSA). La sera stessa del 16 gennaio il presidente del Consiglio Matteo Renzi, rivolto ai senatori del Pd, ha annunciato che sarebbe intervenuto con il decreto Investment compact per riformare il settore delle banche popolari trasformandole in società per azioni, con un decreto legge, che aveva suscitato fortissime critiche. Per sviare l’attenzione, in una nota riportata dall’Ansa del 20 gennaio alle ore 11,42 dal titolo: In odg CDM c’è ddl terrorismo ma non investment compact. La presidenza del Consiglio informa che il Cdm convocato alle 13 è posticipato alle 15. All'ordine del giorno della riunione ci sono le misure per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale. Mentre non compaiono l'investment compact e le misure sulle banche. Fonti di governo sottolineano però che non sempre tutti i temi figurano nella convocazione. Alle 17,36 del 20 gennaio 2015, una nota Ansa titola:”Cdm approva decreto su banche ed investimenti”.

Martedì 20 gennaio 2015 il Consiglio dei ministri presieduto da Matteo Renzi ha approvato un decreto legge definito “Investment compact” per favorire gli investimenti e modificare in parte il sistema bancario. Matteo Renzi ha parlato di «momento storico» spiegando che l’Italia ha un sistema bancario «serio, solido e sano» ma che ha «troppi banchieri e troppo poco credito». L’obiettivo dell’intervento, ha spiegato, sarebbe rafforzare il sistema senza «danneggiare i piccoli istituti» e senza modificare «il credito cooperativo». Riforma banche popolari ed insider trading: "Ingenti flussi di capitali si sarebbero mossi da Londra già prima dell' annuncio della riforma. Da lunedì 16.1.2015 i titoli sono schizzati alle stelle, con rialzi a due cifre nonostante il calo di venerdì 12 gennaio: a guidare la lista la Popolare dell' Etruria (+62,7%), il cui vice-presidente è il padre del ministro Maria Elena Boschi, seguita dal Credito Valtellinese (+30%), Bper (+23,9%), Banco Popolare (+21,2%), Bpm (+20,7%) e la Popolare di Sondrio (+18,8%)".

L’11 febbraio 2015, in occasione di un’audizione alla Commissione Finanze ed Industria della Camera, Vegas aveva confermato una speculazione attuata sui mercati italiani ed esteri da soggetti ed operatori finanziari.

Popolari:Vegas, operazioni anomale, plusvalenze 10 mln ++

(ANSA) - ROMA, 11 FEB - Dai primi accertamenti della Consob è emerso che, prima del 16 gennaio, data dei primi rumors sulla riforma delle popolari, si sono verificate operazioni potenzialmente anomale sui titoli del comparto: "le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività sono stimabili in circa 10 milioni di euro". Lo afferma il presidente Giuseppe Vegas. Il presidente della Consob ha precisato che la data in cui è possibile assumere che il mercato abbia avuto una ragionevole certezza dell'intenzione del Governo di adottare il provvedimento è individuabile nel 16 gennaio 2015. Dal 3 gennaio al 9 febbraio, ha quindi sottolineato, i corsi delle banche popolari sono saliti da un minimo dell'8% per UBI a un massimo del 57% per Banca popolare dell'Etruria e del Lazio, a fronte di una crescita dell'indice del settore bancario dell'8% circa; anche i volumi negoziati hanno fatto registrare consistenti aumenti. "La Consob ha monitorato con particolare attenzione l'andamento delle azioni delle banche popolari a partire dall'emersione dei primi rumors sulla riforma attraverso analisi e approfondimenti dell'operatività di tutti i principiali intermediari in Borsa e fuori mercato, inclusa l'operatività in strumenti derivati". E secondo quanto ha rilevato Vegas "L'analisi della dinamica delle quotazioni nel periodo antecedente al 16 gennaio evidenzia che i corsi delle azioni delle banche popolari hanno mostrato in media una performance negativa". Infatti, ad esclusione della Banca Popolare di Milano (+9,59%), le azioni delle altre banche popolari hanno segnato ribassi significativi. "Tuttavia, le analisi effettuate hanno rilevato la presenza di alcuni intermediari con un'operatività potenzialmente anomala, in grado di generare margini di profitto, sia pur in un contesto di flessione dei corsi. Si tratta, in particolare, di soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva. Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività sono stimabili in circa 10 milioni di euro".

Qualcuno non racconta la verità sul brutto pasticcio di Banca Etruria, la speculazione in Borsa, la mangiatoia di Arezzo, i colloqui di alcuni giorni prima del via libera al decreto del 20 gennaio 2015, tra De Benedetti, il dottor Panetta di Bankitalia, l'allora presidente del consiglio Matteo Renzi?

Questa evidente collusione di interessi tra le banche, Bankitalia, Consob, Banca Etruria (l’unica quotata delle banche oggetto di riforma delle popolari), potrebbe aver generato un  sodalizio di interessi tra politica ed affari, che oltre ad aver gestito le istituzioni come feudi privati, ha generato 7 crac bancari con l’esproprio criminale del risparmio di 500.000 famiglie.  Le audizioni del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alla commissione banche, potrebbero aiutare a dipanare dubbi, sospetti, colusioni, complicità.  Il Paese ha bisogno di verità, giustizia, memoria.

Elio Lannutti (Fondatore Adusbef) - Daniele Pesco (Capogruppo M5S Camera Deputati)

 

 

 

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