Contratto Lega-M5S, in esclusiva l'interrogazione di Elio Lannutti (M5S) - Affaritaliani.it
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Palazzi & potere
Contratto Lega-M5S, in esclusiva l'interrogazione di Elio Lannutti (M5S)

Al ministro dell’Economia e delle Finanze

Interrogazione a risposta urgente

 

Per sapere – premesso che:

Il 7 giugno 2018 (modifica il 8 giugno 2018 alle ore  07:55), sul Corriere della Sera è stato pubblicato un articolo firmato da Federico Fubini, dai seguenti toni allarmistici: “Italia superata da Atene sui titoli di Stato E a maggio 38 miliardi sono usciti dal Paese. Occhiello: Il rendimento greco a 9 mesi ora è più basso. È un sorpasso impensabile anche solo fino a metà maggio, quando uscì il «contratto» di governo M5S-Lega che prevedeva l’opzione di uscita dall’euro e destabilizzò per la prima volta il mercato del debito italiano”. L’articolo così prosegue:” Ieri a fine giornata, il sorpasso al quale nessuno aveva pensato è avvenuto. Almeno sulle scadenze a breve termine, i titoli di Stato greci hanno iniziato a offrire un rendimento più basso di quelli italiani. Il premio richiesto dagli investitori per il rischio di comprare un Buono ordinario del Tesoro rimborsabile a marzo 2019 era più alto di quello di un governo espulso da anni dal mercato dei capitali come quello di Atene. Almeno in questo, e almeno per ora, l’Italia è scivolata in ultima posizione nell’area euro. Ieri sera i Bot a nove mesi rendevano lo 0,79% annuo e i loro equivalenti ellenici lo 0,75%. È un sorpasso impensabile anche solo fino a metà maggio, quando uscì il «contratto» di governo M5S-Lega che prevedeva l’opzione di uscita dall’euro e destabilizzò per la prima volta il mercato del debito italiano. Allora il rendimento di quei titoli era negativo (meno 0,40%), considerato ben oltre un punto più affidabile della Grecia. Ieri sera questa gerarchia era invertita, un evento dall’impatto psicologicamente potente per chi cerca di valutare la credibilità del governo giallo-verde. Per certi aspetti è tutto perfettamente logico nella meccanica dei mercati: chi compra, cerca sempre degli ancoraggi e oggi per le scadenze più ravvicinate quel riferimento è la Grecia; del resto Atene ha un futuro prossimo meno incerto, perché è inquadrata in un programma europeo di assistenza e i grandi partiti ellenici sono esplicitamente impegnati sul futuro del Paese nell’euro e su uno stretto controllo dei conti…”.

In data 8 giugno 2018, intervistato dal TG1 delle ore 20,00, il giornalista Fubini, la cui ostilità manifesta verso gli elettori che il 4 marzo 2018 hanno votato diversamente dai desiderata dell’establishment e dai fautori della prevalenza del mercato sul diritto e la Costituzione, si può agevolmente notare esaminando i suoi pezzi pubblicati sul Corriere, rincara la dose creando allarmismo nei risparmiatori.

Lo stesso giorno, l’ufficio studi di Money.it., passa al setaccio l’articolo del Corriere della Sera firmato da Federico Fubini su Italia, Grecia, Btp e dintorni:

https://www.money.it/Titoli-di-Stato-grecia-italia-non-e-vero-che-rendimenti-sono-inferiori   

“Oggi è apparsa sulla stampa nazionale la notizia che il rendimento dei titoli di Stato italiani a breve ha superato quello dei corrispettivi ellenici, con i titoli governativi dei due Paesi che ieri sul mercato secondario prezzavano un ritorno rispettivamente dello 0,79% e dello 0,75%. La notizia ha ovviamente allarmato risparmiatori ed investitori, con le quotazioni del BTP Future a 10 anni che quest’oggi hanno archiviato la seduta sui minimi dal maggio 2014. Nel corso del lavoro di approfondimento della notizia, l’Ufficio Studi di Money.it ha tuttavia notato come l’analisi delle curve dei tassi a breve di Italia e Grecia non evidenziassero lo scenario descritto da altri organi di stampa. Come si può osservare dal grafico riportato nell’immagine, la curva dei rendimenti riportata da Bloomberg evidenzia come i tassi richiesti sul mercato secondario per acquistare titoli di Stato italiani sia inferiore a quella greca su tutte le scadenze, dai 3 mesi ai 25 anni. L’analisi della curva dei tassi e dello spread tra i titoli di Stato italiani e greci evidenzia indubbiamente come il differenziale sia ridotto per le scadenze fino a 12 mesi, con una discesa dello spread da 95,72 punti per i titoli a 3 mesi a 44 punti per quelle a 1 anno. Questo significa che i rendimenti dei titoli a breve scadenza italiani hanno visto i loro rendimenti salire in maniera più che proporzionale rispetto alla Grecia. Ma vuol comunque dire che lo scarto tra i tassi richiesto alla Grecia e all’Italia è ancora lontano dall’esser favorevole alla prima. Andando ad approfondire l’analisi, ecco che emerge come al momento sul mercato secondario il tasso di interesse prezzato nel valore di Borsa di un Bot a 3 mesi è del -0,067%. Il prezzo di mercato del Bot è di 100,067 a fronte di un rimborso a scadenza di 100. Essendo un Zero Coupon Bond, non sono previste cedole e il ritorno per gli investitori è dato esclusivamente dalla differenza tra prezzo di acquisto e di rimborso, in questo caso negativo. l T Bill greco a 3 mesi passa invece di mano a 99,84, con un rendimento implicito dello 0,16% a fronte di un rimborso di 100. Se invece si guarda al Bot a 6 mesi, l’attuale prezzo sul mercato secondario è di 99,90. Il ritorno per gli investitori che acquistassero il titolo di Stato italiano agli attuali valori sarebbe dello 0,10%. L’omologo greco (ISIN GR0002176429) è quotato 99,58, con un rendimento implicito dello 0,42%”.

Considerato che:

Il 9 giugno 2018, l’agenzia di stampa Agi, pubblica un take dal seguente tenore:

“Oggi il Corriere della Sera pubblica un pezzo a firma Federico Fubini che sostiene che un fondo inglese avrebbe organizzato una speculazione scommettendo sulla crisi italiana dovuta a un eventuale uscita dall'euro. Questa operazione, sostiene il Corriere, sarebbe avvenuta anche grazie alla pubblicazione della prima bozza del contratto di governo Lega-5 stelle che conteneva, per l'appunto, elementi del cosiddetto "piano b", pervenuta in una busta anonima all'HuffPost”. Sono le 11,45 quando Lucia Annunziata, direttrice dell’UffPost, pubblica sul suo sito una breve replica, in risposta ad un articolo uscito sul Corriere della Sera. Articolo di una grande firma del quotidiano milanese, Federico Fubini, in cui in sostanza si ipotizza che il famoso ‘piano b’ degli economisti vicini a Paolo Savona (uscito nei giorni finali delle trattative tra Lega e M5s per la formazione del governo) sia stato inviato al sito della Annunziata per farlo uscire e dare il via ad un attacco speculativo contro l’Italia. Scrive Fubini: "Chissà se quella mano anonima davanti alla buca delle lettere era consapevole delle conseguenze: quelle per il Paese e anche quelle per gli investitori che ne seguivano gli sviluppi. Il crollo del mercato italiano ha già cancellato circa 400 miliardi di valore in azioni e obbligazioni pubbliche o private. Almeno i due terzi di queste perdite sono a carico di cittadini italiani. E se c’è un momento in cui tutto è iniziato, a giudicare dal grafico di mercato qui accanto, è il giorno e l’ora della lettera allo «Huffington Post Italia». Il momento di martedì 15 maggio nel quale qualcuno fa trovare una busta anonima con dentro una bozza del «contratto di governo» M5s-Lega alla sede della testata diretta da Lucia Annunziata. Così ricostruisce sulla «Stampa», mai smentito, un editorialista amico di Annunziata quale Francesco Bei".

https://www.agi.it/politica/piano_b_savona_corriere_huffpost_lucia_annunziata-4012379/news/2018-06-09/  

In data 11.6.2018, replicando ad una lettera degli economisti Borghi e Bagnai, il giornalista Fubini ha tralasciato di rispondere alle domande poste, in particolare sul taglio dei Bot a 9 mesi (Ieri sera i Bot a nove mesi rendevano lo 0,79% annuo e i loro equivalenti ellenici lo 0,75%. È un sorpasso impensabile anche solo fino a metà maggio, quando uscì il «contratto» di governo M5S-Lega che prevedeva l’opzione di uscita dall’euro e destabilizzò per la prima volta il mercato del debito italiano), inventato di sana pianta.

In data 29 maggio 2018, il commissario europeo al bilancio Gunther Oettinger, aveva affermato al giornalista  Berndt Thomas Riegert, che lo aveva intervistato per una tv tedesca: ”I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta”.

A giudizio dell’interrogante, banche di affari, fondi di investimento, agenzie di rating ed alcuni loro ventriloqui  dei mass media, si stanno adoperando per destabilizzare l’Italia ed il Governo del cambiamento M5S-Lega, nato da un contratto, nonostante la legge elettorale avesse preventivato l’ingovernabilità.

Per sapere:

Se sia stata la pubblicazione della bozza di contratto M5S-Lega in data 15 maggio 2018, dalla giornalista Lucia Annunziata, ricevuta da fonte dalla stessa conosciuta, ad aver avviato la speculazione sui titoli di Stato, e se risponda al vero che il crollo del mercato italiano, abbia già cancellato circa 400 miliardi di valore in azioni e obbligazioni pubbliche o private, coi  due terzi di queste perdite a carico di cittadini italiani;

Se la stessa giornalista direttore dell’Huffington Post, che si è detta disponibile a rivelare la fonte, non abbia il dovere di farlo, pur nel rispetto dell’inviolabile segreto professionale, che regola l’attività giornalistica;

se nei comportamenti descritti, siano ravvisabili movimenti di mercato anomali sui titoli di Stato italiani, da parte di operatori domestici ed esteri negli ultimi 45 giorni, tendenti a manipolare la formazione dei prezzi, per finalità speculative e se la Consob, il cui presidente Nava, di recente nominato dalla politica e dal Governo Gentiloni alla carica, invece che da un passante estraneo pubbliche spartizioni, abbia ribadito una presunta indipendenza della Commissione sulle società e la Borsa, non abbia il dovere di aprire inchiesta;

Se l’articolo del giornalista Fubini, pubblicato sul Corriere della Sera ed intervistato dal TG1 ore 20,00 l’8 giugno 2018, smentito dall’accurata analisi di Money, che si è inventato di sana pianta la circolazione dei ‘Bot a 9 mesi’ ed il suo paragone con analoghi titoli ellenici, non abbia avuto la finalità di turbare i mercati, destabilizzare i mercati finanziari e dei titoli di Stato, creare panico tra i risparmiatori;

quali misure urgenti il Governo intende attivare, per ribadire i fondamentali della Costituzione, di una Italia  Repubblica democratica, fondata sul lavoro, la cui sovranità appartiene al popolo, invece che agli spread ed ai mercati finanziari, che all’art.47  incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, che al contrario è stato saccheggiato dall’esproprio del bail-in, approvato sciaguratamente attuato da Bankitalia e dallo Stato.

 

Lannutti

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