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"David Rossi è stato suicidato": l'intervista doppia di Affaritaliani

Affaritaliani intervista Elio Lannutti e Franco Fracassi autori del libro 'Morte dei Paschi' edito da PaperFirst

Di Marco Antonellis
"David Rossi è stato suicidato": l'intervista doppia di Affaritaliani

Che cosa vi ha spinto a scrivere “Morte dei Paschi”?

F: Al di là delle vicende strettamente bancarie, quella di Mps è una vera e propria saga. Se ne potrebbe tranquillamente trarre un romanzo o una serie Tv. Ci sono i cattivi, gli intriganti, i corrotti, le vittime. C’è la massoneria, la mafia e il Vaticano. C’è il furbo, lo stolto e il fesso. C’è il denaro, tanto denaro. C’è anche il sangue, tanto sangue. C’è una città, come Siena, piena di aspetti nascosti e conturbanti. Insomma, quella del Monte è una storia appassionante.

 

L: Raccontare la distruzione di una banca con questi numeri. Per finanziare la disastrosa acquisizione di Banca Antonveneta, costata 9 miliardi di euro nominali (17 miliardi il conto finale), autorizzata dall’ex governatore di Bankitalia Mario Draghi con la delibera 17 marzo 2008, con operazioni tutte a debito anche tramite strumenti ibridi e  bond subordinati appioppati al pubblico indistinto, Mps ha sottoscritto sei aumenti di capitale per 20,5 miliardi di euro. Tra il 2008 ed il 2016, Mps ha subito perdite per 18 miliardi di euro. Il salvataggio dello Stato è costato 9 miliardi di euro. Sommando 14 miliardi bruciati dalla capitalizzazione, la voragine è stata di oltre 61 miliardi. Un’enormità.

 

Qual è la cosa più clamorosa che avete scoperto?

F: Che la morte di David Rossi non è stata che la prima di una lunga serie. Ne abbiamo scovate altre nove. Anche se nel libro parliamo solo di altri otto suicidi. Uno più strano dell’altro. Tutti collegati tra loro. Come avvenne negli anni successivi a Ustica.

 

L: La tragedia di David Rossi e la lunga scia di sangue legata al Monte dei Paschi e alle banche di affari, la giapponese Nomura e la tedesca Deutsche Bank. Due colossi bancari che avevano avuto un ruolo nell’acquisto di Antonveneta. Abbiamo scovato altro strano suicidio, non raccontato nel libro. Un dirigente del ministero dell’Economia trovato impiccato con la cravatta a un termosifone del suo ufficio, dopo la pausa pranzo.

 

Quello di David Rossi è stato un suicidio?

F: Secondo me no. Non c’è un elemento che mi spinga a dire che si sia trattato di un suicidio. Mentre ci sono tante prove che fanno propendere per un omicidio. E almeno dieci ottimi moventi per giustificarne la morte.

 

L: David Rossi è stato suicidato. Ci sono troppi elementi che non quadrano nelle frettolose archiviazioni della Procura di Siena. Negli atti depositati (supportati da relazioni dei consulenti nominati dalle parti) i legali Paolo Pirani e Luca Goracci – difensori della famiglia - hanno evidenziato criticità tali da inficiare parte delle indagini e le consulenze espletate. In particolare, una ricostruzione in 3D delle modalità e dell'ambiente della caduta di David Rossi, realizzata dai consulenti dei legali della famiglia Rossi, giunge alla conclusione della possibile caduta di David non già dal terzo piano di Rocca Salimbeni, ma da una stanza del quarto. Dove fra l'altro c'erano lavori in corso (e si ricorderà la polvere da lavorazioni rinvenuta sulle scarpe di David Rossi). Fra le più forti sottolineature dei legali, c'è il fatto che la nuova perizia Cattaneo-Zavattaro affermi che ferite sul corpo di Rossi non siano riconducibili alla caduta. Ma è inaccettabile da parte dei familiari, che nella stessa perizia si affermi che quelle lesioni siano state auto-procurate da Rossi, tentando di risalire sul davanzale dopo essersi pentito di essersi gettato nel vuoto.

 

Secondo voi, perché è morto Rossi?

F: Vediamo. Mps aveva le mani in pasta con riciclaggio di denaro, traffico d’armi, tangenti miliardarie, operazioni finanziarie internazionali che, a naso, avevano tanto l’aspetto di truffe. Per una di queste cose. Per tutte queste cose.

 

L: Perché da capo della comunicazione e stretto collaboratore di Giuseppe Mussari, ex presidente del Monte dei Paschi e dell’Abi (Associazione bancaria italiana) conosceva molti segreti del groviglio armonioso di Siena,  che avrebbe potuto rivelare ai magistrati. Come Adusbef abbiamo depositato esposti e denunce perfino alla Procura di Genova, competente sui magistrati di Siena; chiesto al presidente della Repubblica ed al Csm (Consiglio superiore della magistratura), di far riaprire l’inchiesta, fatto di tutto per la verità e la giustizia. Mi rammarica che alcune ricostruzioni del libro su David Rossi riferite da fonti attendibili, abbiano ferito la vedova Antonella Tognazzi e la figlia Carolina. Le finalità del libro, non erano (e non sono) quelle di aggiungere al dramma della famiglia ulteriore dolore, ma di contribuire alla ricerca della verità. Mi scuso con Antonella e Carolina, per aver causato ulteriore sofferenza, rappresentando tesi e versioni che non condividono.    

 

Perché Mps è fallita?

F: Perché il suo direttore generale, Giuseppe Mussari, si è imbarcato in operazioni finanziarie internazionali molto più grandi di lui. Che lui non comprendeva. Che lo hanno sovrastato. Come il classico pollo che si trova davanti a un banchetto per strada dove alcune persone fanno il gioco delle tre carte, e senza essere un prestidigitatore si decide di fare una puntata.

 

L: Per l’assenza di vigilanza e l’indegno teatrino dello scaricabarile tra Consob e Bankitalia.  Vi sono evidenti responsabilità della Banca d’Italia (gestione Draghi-Tarantola, poi Visco), con la complicità di una cupola bancaria che non ha voluto vedere in tempo la genesi del più grave crack finanziario della Repubblica, addossato come sempre a risparmiatori, correntisti, lavoratori.

 

Adesso è una banca risanata?

F: È stata solo ramazzata la polvere sotto il letto. Il sistema malato è rimasto in piedi integro.

 

L: Per l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, Mps era risanata dal 22 gennaio 2016, con i suoi consigli per gli acquisti delle azioni: «Oggi la banca è risanata, e investire è un affare», dichiarava nella trasmissione dell’artista Bruno Vespa a Porta a Porta il 22 gennaio 2016. «Su Mps –aggiungeva - si è abbattuta la speculazione. Ma è un bell'affare. Ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand. Forse in questo processo che durerà qualche mese deve trovare dei partner perché deve stare insieme ad altri». Per noi, dopo le ulteriori perdite di 3 miliardi di euro emerse in questi giorni, ancora no.

 

Oltre ai vertici della banca, chi è responsabile del crack di Mps?

F: Una lunga lista. I controllori che non hanno controllato: la Banca d’Italia, la Consob, Draghi. I partiti che hanno tratto vantaggio della dissipatezza del Monte: il Pd, Forza Italia e il suo leader Silvio Berlusconi. I giornalisti, che non hanno criticato le operazioni fallimentari in cui si imbarcava Mps, che hanno per anni osannato Mussari come se fosse stato il banchiere del secolo.

 

L: Il presidente Mussari e Bankitalia, con l’acquisto di Banca Antonveneta, che non aveva i conti in ordine, come si evince da un rapporto del 9.3.2007 della filiale di Padova di Bankitalia. Per le irregolarità contabili, che consentirono a Mps di nascondere le perdite e di falsificare i bilanci (come si evince dalle inchieste dei magistrati). Per il mancato intervento di Mario Draghi che ha consentito al principale protagonista Giuseppe Mussari di diventare presidente dell’Abi, concertare assieme politiche creditizie fraudolente, autorizzando l’acquisto di una banca decotta a un prezzo folle, con la delibera del 9.3.2007 mediante aumento di capitale ed operazioni a debito fino a 9 miliardi, il cui costo finale è arrivato a 17 miliardi di euro.

 

 

Le colpe politiche vanno attribuite solo al Pd, come dicono tutti?

F: In realtà, Mps è la banca della massoneria, della P2. Mps è la banca di Berlusconi. Solo in un secondo tempo diventa anche del Pds, poi dei Ds e, infine, del Pd.

 

L: Vanno attribuite al cosiddetto “groviglio armonioso” del Sistema Siena, che coinvolgeva il Pd, Forza Italia e Berlusconi, il senatore Verdini, le cooperative rosse, fino al Gruppo Caltagirone.

 

La vicenda del Monte dei Paschi dovrebbe essere d’insegnamento per capire cosa?

F: Che il sistema bancario e quello finanziario sono marci. Negli ultimi trent’anni il mondo si è venduto alla Borsa e alle banche, accorgendosi solo dopo che quel mondo pensa solo al profitto, possibilmente immediato, possibilmente più alto possibile, fregandosene delle conseguenze. È come se si decide di far guidare la propria auto a qualcuno che se solo accelerare e non anche frenare, che ha come unico scopo battere il record di velocità e non portarci sani a destinazione. Per capire quel che è successo a Mps bisogna capire ciò. La cosa che mi preoccupa è che i nostri politici questo non l’hanno ancora compreso.

 

L: Che non si può consentire ai banchieri di affari ed alla finanza criminale, di fagocitare l’economia reale e la stessa struttura costituzionale, che all’articolo 47 tutela il pubblico risparmio. I governi, privi di visione hanno, hanno delegato poteri enormi a tecnocrati, cleptocrati, manutengoli, banchieri ed affaristi, quei poteri vitali per le democrazie che appartengono ai popoli, mediante l’esercizio della sovranità popolare con libere elezioni. Dal 2011, gli ultimi quattro governi (non eletti), camerieri dei banchieri con decine di decreti salva banche, hanno legiferato per scardinare diritti economici e sociali, nel solco di una dottrina totalitaria denominata neo liberismo, introdotta negli Usa da Milton Friedman, che ha sostituito la sovranità popolare con la sovranità di mercato, la prevalenza dell’economia sul diritto e sulle costituzioni, relegando gli uomini a merci (con il Jobs Act ed i voucher), che ha corrotto la società, favorito le disuguaglianze, privatizzato i beni comuni, condotto l’economia in una delle più gravi recessioni della storia, globalizzando le povertà e privatizzando le ricchezze nelle mani di pochi. Che tali fedeli esecutori dei programmi di troika e cleptocrazia europea su fiscal compact, pareggio di bilancio, Bail-in (esproprio criminale del risparmio), approvato all’insaputa di Renzi, Visco e Padoan ed entrato in vigore in Italia il 15 novembre 2015, hanno creato sofferenza e grave disagio sociale. Non faranno mai le riforme su Bankitalia e Consob, il cui indegno teatrino allo scaricabarile, sulla pelle delle istituzioni e delle famiglie espropriate, registrato nella commissione di inchiesta sulle banche, è semplicemente vergognoso. A partire dalla urgente riforma della Banca d’Italia, con la riconferma di Visco come il peggiore degli esempi soprattutto ai giovani talenti costretti ad espatriare. Deve essere il popolo a doversi riappropriare della sovranità, per poter decidere il proprio destino.

 

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