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Di Maio? E' un signorino telecomandato da Grillo: parola di Clemente Mastella

Clemente Mastella si 'confessa' ad Affaritaliani.it: la fede è la mia sola cura, la mia psicanalisi

Di Mariagloria Fontana
Di Maio? E' un signorino telecomandato da Grillo: parola di Clemente Mastella

Pacificato con se stesso e con le vicende che lo hanno visto coinvolto assieme a sua moglie Sandra Lonardo, Clemente Mastella, attualmente sindaco di Benevento, assolto lo scorso settembre, dopo ben nove anni, dalle accuse riguardanti presunte pressioni su delle nomine in alcuni incarichi, in seguito alle quali e all’arresto della moglie, nel 2008 si dimise da Ministro Della Giustizia con la conseguente caduta dell’allora Governo Prodi, si racconta. Una carriera politica longeva, la laurea in filosofia, la professione da giornalista, il suo rapporto col potente Ciriaco De Mita, il ‘’trasformismo’’ politico, l’amore per la sua gente. Popolare come la sua terra, così è, se vi piace, Clemente Mastella. 

Che cos’è la politica oggi, un mestiere?

E’ un’attività seria per chi ha l’attitudine a farla con quei principi che negli ultimi anni sono venuti meno. È un’arte difficile, riguarda te e gli altri e non sei tu al centro della discussione, molti se lo dimenticano. Oggi però la politica non incide sull’opinione pubblica. Incidono le burocrazie e quelli che detengono un potere economico e finanziario. Non c’è una visione politica comune e i politici italiani perdono rispetto alla finanza europea.

Cosa pensa di una eventuale vittoria del Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni?

Dialetticamente sono una finzione, non si attengono alla realtà e non possono dire che se arrivano primi col proporzionale governano. Non vogliono le coalizioni e allora soccomberanno come è accaduto alle elezioni regionali scorse in Sicilia, il sistema è di coalizione quindi perderanno. Non si possono più fare formule alla Napolitano e alla Monti, sono giochi di prestigio.

Le piace Luigi Di Maio?

Per nulla! È troppo signorino per i miei gusti, non è un leader di Governo, non ha personalità, carisma, manca di esperienza. È un politico dimezzato.  Sembra Ambra Angiolini in Non è la Rai, telecomandata da Gianni Boncompagni, lui è telecomandato da Beppe Grillo.  Si muove e parla attraverso i suggerimenti del suo capo.

E di Renzi ha stima?

Negli anni passati Renzi ha creato una forma di consenso intorno a lui pregevole, ma poi ha rivelato tanti dubbi e mostrato incertezze.

Il recente successo del centrodestra di Silvio Berlusconi, dato sempre per spacciato, come lo vede?

Berlusconi va ringraziato perché oggi la sua presenza politica assicura una garanzia democratica, altrimenti ci sarebbero solo i Salvini e il Movimento Cinque Stelle, perché il centrosinistra è sciagurato non sa fare né tenere alleanze, ha sempre gli stessi problemi.

Auspica il ritorno della vecchia ‘’balena bianca’’?

Le balene nuotano in mari dove le fiocinano, la Dc è stata talmente fiocinata che è meglio che resti nel ricordo. la balena bianca è giusto lasciarla come una eccellente Moby Dick nella memoria collettiva. Il paesaggio politico è fatto dalle stelle e non dal mare.

Essere duttile, trasversale, passare dal centrodestra al centrosinistra e vice versa, in politica le è servito?

È importante essere tolleranti verso gli altri, bisogna essere pronti al confronto verso gli avversari e verso i propri interni al partito. Invece nella politica odierna c’è un antagonismo drogato.

Con la recente assoluzione ha riacquistato serenità?

Serenità è un parolone. Se le avessero proibito di scrivere per dieci anni e poi avesse potuto riprendere, non avrebbe sentito la frustrazione e la fatica? A me è successo. Lungo questi dieci anni in ogni circostanza affioravano insulti e accuse. Io e mia moglie consideravamo tutti i capi di accusa che ci avevano addebitato e insieme eravamo arrivati a contare 100 anni di galera, altro che omicidi plurimi e omicidi di Stato! Ti cade tutto addosso, l’infarto, la depressione, sul piano economico tantissimi soldi per pagare i migliori avvocati. Bassolino non fu chiamato a testimoniare in Procura, non fu uno sbaglio, ma una scelta. Detto questo,  non nutro rancore nei confronti della magistratura, resto un  ex ministro della giustizia che crede nel corso della giustizia, però è necessario riformare il sistema per evitare che la politica entri nella magistratura. Il sistema così non funziona.

Ha mai pensato di ricorrere alla psicoanalisi per ritrovare la serenità?

No, mai. La fede è la mia sola cura, la miglior psicoanalisi.

Lei è ricordato per aver fatto cadere il Governo Prodi II.

Macché! La maggioranza non c’era più, se uno va a fare i conti si accorge che è un falso storico. Numericamente non c’era più il Governo.

Si sente un superstite della vecchia politica?

Sono un naufrago che è riuscito a salvarsi dai flutti. Come mio padre che partì per la guerra a venti anni e tornò a trenta. Pesava talmente poco che mia madre non voleva sposarlo e poi invece lo sposò e nacqui io. Ho fatto dieci anni di pellegrinaggio di vita non avendo colpe. Non ho mai dormito una notte per intero e mi svegliavo di soprassalto. Se è accaduto a me, chissà cosa può accadere a un povero cittadino.

Sua moglie si è detta traumatizzata da tutta la vicenda giudiziaria che vi ha riguardato tanto da lasciare la politica e aprire un laboratorio di pasticceria artigianale a Ceppaloni.

Così smaltirà le vicende amare con il dolce e si diverte un po’, si alleggerisce dei pensieri.

Ci racconta di come andò quando Ciriaco De Mita la raccomandò come giovane  giornalista in Rai?

Però basta con questa storia! Non era una raccomandazione era una referenza, sono stato il primo giornalista professionista della mia zona. Allora non c’erano concorsi pubblici in Rai né per entrare nelle redazioni dei giornali e quindi si arrivava per capacità che venivano valutate da un uomo di rilievo che le aveva notate. Ero un giovane promettente giornalista di provincia. Quando arrivai la redazione Rai fece tre giorni di sciopero contro di me, ma quando andai via la stessa redazione era affranta e diceva che sperava arrivasse un altro in gamba come Mastella

Qual è il suo rapporto col potere?

Quello che mi porta ad aiutare la gente comune. In un’area come la mia, preda e prigioniera di un fallimento delle politiche del mezzogiorno, è un tentativo disperato di aiutare la propria gente.

E con la vanità?

La vanità la puoi scoprire in negativo. Quando sono stato umiliato ero più noto del Papa. La vanità non è un mio difetto.

E non c’è vanità nei suoi selfie con Gigi D’Alessio e Lenny Kravitz sul suo profilo facebook?

No, ho più detrattori che estimatori sui social network. Gente che mi scrive qualunque cosa. Le foto mi piacciono e se arrivano tante visualizzazioni mi diverte, niente di più.

Il segreto del suo matrimonio lungo più di quarant’anni?

L’accettazione di quello che si è con i propri difetti. Stare assieme tutta la vita non erano parole, ma un dato culturale e una promessa religiosa. Mia moglie era bellissima quando l’ho conosciuta, sembrava un’attrice del cinema. L’ha vista? Anche oggi è una donna splendida e poi era più matura di me sia intellettualmente che emotivamente, a 22 anni ha avuto il nostro primo figlio. Per molti anni siamo stati divisi dai miei impegni, tre volte a settimana io ero a Roma e così la crisi del settimo anno noi l’abbiamo avuta al quattordicesimo. Forse questa distanza ci ha aiutato.

 

 

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