Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Campo Progressista molla Renzi: "Alle elezioni anche senza il Pd"

Affaritaliani intervista Marco Furfaro del Coordinamento nazionale di Campo Progressista alla vigilia dell'incontro nazionale in programma domani a Roma

Di Marco Antonellis
Campo Progressista molla Renzi: "Alle elezioni anche senza il Pd"

Alla luce di quanto sta accadendo nel PD e a sinistra del PD quale potrebbe o dovrebbe essere il percorso futuro del centro-sinistra in Italia? Lei cosa auspica?
Purtroppo sta accadendo quello che abbiamo cercato di scongiurare da mesi, da un lato il Pd che continua a perseguire la strada che lo ha condotto a perdere milioni di elettori di centrosinistra, quella dell'abbraccio con Alfano, le politiche dei bonus, il mancato ascolto dei corpi intermedi e delle associazioni che animano i nostri territori, dall'altro una sinistra fatta di tanti leader, identitaria ma datata, ininfluente e incapace di interpretare le contraddizioni della modernità. Io auspico un nuovo centrosinistra in discontinuità con le politiche degli ultimi 20 anni che hanno portato precarietà, disoccupazione o occupazione a bassi salari e pochi diritti, distruzione dell'ambiente e del welfare. Un centrosinistra fatto dalle migliori esperienze di questo paese, dai tanti laboratori civici che animano le città, dagli ambientalisti, dai cattolici democratici, dalle differenze di un genere, quello femminile, ancora sotto attacco, da chi ogni giorno si prodiga per dare spazio ad un'economia circolare e solidale.


Secondo lei i 'padri nobili' della sinistra italiana dovrebbero 'intervenire' per dirimere la questione?
Intanto vorrei ci fossero padri e madri nobili, è uno dei problemi del centrosinistra: troppi uomini simili a galli in un pollaio e troppe poche donne. Poi immagino che ognuno debba e possa fare la sua parte, a maggior ragione se la volontà è quella di mettersi a disposizione con generosità e umiltà, due parole spesso dimenticate o trascurate, ma fondamentali in una fase così complicata. Ero troppo giovane per la stagione de l’Ulivo, ma ricordo il clima di partecipazione che c’era in quella fase storica. Va rottamata la disuguaglianza, non le persone. Aver fatto in modo che tante personalità del centrosinistra, persone come Prodi per citare un esempio, si siano allontanate, è un grave delitto politico. Spero che tornino a dare il loro contributo, sapendo che sono scontente di ciò che sta accadendo quanto noi.


Ormai il PD viene dato dai principali sondaggisti non oltre il 25%. Quali sono le condizioni irrinunciabili di Campo Progressista per un'eventuale alleanza?
Premessa per discutere un’alleanza: approvare lo ius soli e il testamento biologico. Sui punti, primo:  il centrosinistra non si fa con pezzi di destra, né prima né dopo le elezioni, il che significa mai larghe intese. Secondo: un programma e una leadership condivisa. Un’alleanza è possibile quando si mettono in comune e a valore culture politiche, storie e biografie del mondo progressista, non quando si chiede agli altri di fare le stampelle di leader ammaccati. Terzo: la discontinuità. Non è né retorica né l’idea di chiedere abiure. Significa prendere atto che c’è un Paese in cui l’offerta politica del nostro campo è insufficiente. Le politiche di questi anni hanno aumentato le diseguaglianze. L’Istat dice che nel nostro Paese “la differenza la fa la famiglia nella quale cresci”. Prendere atto di questo, è il punto di partenza. Perché significa ammettere che nessuno può considerarsi autosufficiente, che c’è l’esigenza di tirare una riga e iniziare una nuova storia comune, in cui il civismo, l’ambientalismo, la sinistra e il cattolicesimo democratico non siano orpelli ma parti fondamentali di un percorso comune.


Quali, eventualmente, i punti qualificanti con i quali presentarsi uniti agli elettori nel 2018?
C’è gente che non ha lavoro e sprofonda nella povertà perché lo Stato non lo aiuta né con una rete di protezione sociale né con politiche attive per il lavoro. Chi lavora, al contrario, spesso lo fa a nero o sottopagato, ogni giorno sotto ricatto. Per questo serve istituire per legge un salario e un reddito minimo garantito, nonché il ripristino di tutele per chi lavora in maniera precaria. Ci sono imprese che operano in regimi di concorrenza sleale.  Mettiamo al centro una lotta efficace all’evasione fiscale e alla crimininalità organizzata, legalizzando le droghe leggere e facendo un patto Stato-cittadini attraverso  un sistema di tracciabilità efficace: la metà dei soldi recuperati in investimenti in ricerca e innovazione, l’altra metà in taglio delle tasse per imprese e lavoratori. L’ambiente:  stop al consumo di suolo e un piano per l’economia circolare e per la cura del territorio. Il modo migliore per coniugare crescita economica e qualità del vivere, mettendo al lavoro una generazione preparata che non viene utilizzata. Immigrazione: abolizione della Bossi-Fini e approvazione della campagna dei radicali “Ero straniero”. Scuola: borse di studio garantite a tutti coloro che ne hanno diritto e una riforma che rimetta al centro la formazione il lavoro degli insegnanti. La scuola come palestra di vita, non come fabbrica di precarietà.


Se invece andrete da soli, quale sarà il perimetro della vostra alleanza? Chi vorreste con voi?
Ci presenteremo alle elezioni con un nuovo centrosinistra, anche senza il Pd. Un nuovo centrosinistra non come alchimia elettorale o parola stanca e retorica, ma come l’idea di una fase nuova, in cui le battaglie dei radicali, i verdi, la sinistra, il cattolicesimo democratico, le forze civiche e associative di questo Paese che non vogliono arrendersi alla rassegnazione, possano presentare al Paese un’idea diversa da quella vista in questi anni.


Voterete la manovra economica del governo Gentiloni?
I parlamentari che aderiscono a Campo Progressista decideranno con la propria autonomia. Abbiamo parlamentari che aderiscono al PD come Monaco e Manconi, che si sono sempre contraddistinti per l’andare contro corrente, a Mdp, a Centro Democratico e pure al Misto. Nella manovra abbiamo chiesto dei segnali, dalla rimodulazione dei superticket a investimenti per il lavoro e nella riconversione ecologica. E fino all’ultimo daremo battaglia per ottenerli. Non per noi, ma perché ne ha bisogno il Paese.

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